Consiglio Regionale del Piemonte

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Il conto giudiziale per il controllo della spesa pubblica

Il conto giudiziale è un nuovo strumento di controllo e indirizzo della spesa pubblica.
Prosegue a Palazzo Lascaris la tre giorni di studio organizzata dal Consiglio regionale del Piemonte, per la prima volta in Italia, con l'obiettivo di approfondire questo istituto. 
Nel corso delle varie sessioni sono previsti gli interventi di alcuni dei più importanti esperti nazionali.
Nel corso della prima giornata, la presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti del Piemonte, Cinthia Pinotti, sottolineando come “il giudizio di conto abbia un valore politico e democratico in una società in cui gran parte della spesa è pubblica” ha richiamato “la domanda crescente, pressante, quasi assillante di controllo e di individuazione di pratiche scorrette e dannose per il bene comune”. “Il giudizio di conto - ha continuato - che interessa la stragrande maggioranza delle amministrazioni pubbliche, non si esaurisce in un controllo puramente formale ma si estende alla verifica sostanziale delle operazioni, compresa l’ammissibilità delle voci di spesa. Tutto ciò richiede un mutamento culturale: occorre da un lato una rifondazione della moralità politico amministrativa, dall’altro una consapevolezza condivisa sulla necessità di adeguare gli strumenti di legge all’interesse pubblico”.
Aspetti confermati dal presidente del Consiglio regionale Mauro Laus nella sua introduzione: “Il nostro paese affronta da tempo una grave e generale crisi che investe le istituzioni, i singoli e la collettività: crisi anzitutto etica. Negli ultimi anni sembra si sia andata smarrendo la consapevolezza del ruolo fondante in ogni Paese delle regole, giuridiche, sociali, etiche. Sull'osservanza delle norme si basa il patto sociale nel quale una comunità si riconosce attorno a valori e principi condivisi. Ancora di recente indagini e processi hanno svelato il consolidamento di reti, di relazioni che coinvolgono criminali, imprenditori, amministratori pubblici, politici e parti della società; reti basate sulla convenienza, la collusione, la corruzione, il profitto ad ogni costo. Considero che la sinergia fra  l’Assemblea regionale e la Corte dei Conti debba rafforzarsi ulteriormente e, insieme, nel rispetto della funzione giurisdizionale e di controllo della seconda, debbano raccogliere questa sfida per garantire le condizioni per lo sviluppo sociale ed economico del Paese”.
La centralità del tema sta conducendo ad un rinnovato interesse per gli istituti di “contabilità pubblica” e più in generale per l’ordinamento contabile le cui regole sono state profondamente trasformate a seguito delle riforme costituzionali e dei vincoli sovranazionali ed internazionali. Ne deriva la crescente attualità del giudizio sui conti che, pur rappresentando il nucleo storico della giurisdizione contabile, non sempre ha ricevuto adeguata attenzione da parte della comunità scientifica. Oggi, l’entrata in vigore nuovo codice della giustizia contabile e l’indubbia complessità applicativa delle nuove norme rendono ineludibili la ripresa del dialogo e del confronto tra la giurisprudenza e l’accademia. Ciò non solo nell’interesse degli operatori, ma soprattutto nell’interesse della collettività che esige un rafforzamento di tutti gli strumenti a presidio della corretta gestione delle risorse pubbliche.
È intervenuto per i saluti anche il vicepresidente della Regione, Aldo Reschigna che ha sottolineato “la necessità di trovare momenti di confronto per affrontare le nuove sfide della Pa. Un dibattito libero e onesto che non cerchi scappatoie ma voglia affrontare a fondo le questioni e aiutarci, così, a cogliere pienamente i problemi”.
 

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