Consiglio Regionale del Piemonte

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Inquinamento, le contromisure della Regione

Qualità dell’aria: saranno confermati, con un decreto di Giunta regionale, i valori di primo e secondo livello legati all'inquinamento atmosferico. Al raggiungimento del primo livello verrà - tra l’altro - limitato l’utilizzo delle autovetture private di classe emissiva almeno Euro 4 diesel in ambito urbano dalle 8.30 alle 18.30 e dei veicoli commerciali N1, N2 ed N3 di classe emissiva almeno Euro 3 diesel dalle 8.30 alle 12.30. Lo ha spiegato l’assessore all’Ambiente Alberto Valmaggia, nel corso della sua comunicazione sul punto alla quinta Commissione, presieduta da Silvana Accossato.

Inoltre, raggiunto il primo livello, ci sarà il divieto di utilizzo di generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa con prestazioni energetiche ed emissive che non rispettino almeno i valori previsti per la classe 3 stelle e l’introduzione del limite di 19 gradi centigradi per le temperature medie nelle abitazioni, negli spazi e negli esercizi commerciali. Al raggiungimento del secondo livello, le limitazioni del primo verranno estese, per quanto riguarda i veicoli commerciali N1, N2 e N3 di classe emissiva almeno Euro 3 diesel dalle 8.30 alle 18.30 ed Euro 4 diesel dalle 8.30 alle 12.30. Le misure interesseranno le aree urbane dell’agglomerato di Torino e dei Comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti nei quali risulti superato uno o più dei valori limite di Pm10 o di biossido di azoto per almeno tre anni, anche non consecutivi, negli ultimi cinque. Verranno attivate entro il giorno successivo a quello di controllo (ovvero il martedì e il venerdì) e resteranno in vigore fino al giorno di controllo successivo. Durante il dibattito sono intervenuti i commissari Gianpaolo Andrissi, Giorgio Bertola, Federico Valetti e Davide Bono (M5s) e Antonio Ferrentino (Pd).

Nel corso della Commissione, è stato licenziato a maggioranza, il disegno di legge numero 217 "Norme in materia di gestione dei rifiuti e servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani".

Il primo punto all'ordine del giorno, ha visto il parere favorevole sia del comitato per la qualità della normazione sia della I Commissione (Bilancio) mentre il Cal ha richiesto un ulteriore incontro per  approfondimenti su alcune questioni poste dai commissari. A seguito di tali richieste l'assessore Valmaggia, con apposita nota, si è soffermato sull'abrogazione dell'articolo 16 della legge regionale 24/2002 riguardante il sistema degli enti locali, risultando opportuna l'introduzione di una previsione normativa circa l'approvazione di criteri per il riconoscimento di compensazioni ai Comuni sede di impianto, rinviando l'attuazione ad un successivo atto amministrativo. Si prevede l'introduzione di criteri per la determinazione di idonee misure di compensazione per i Comuni interessati dall'impatto ambientale. In merito alla scarsa incisività del sistema sanzionatorio si condivide lo spirito dell'osservazione formulato dai partecipanti all'incontro mentre si sta rivalutando il ruolo di Città Metropolitana e Province nell'ambito del sistema governance della gestione dei rifiuti urbani.

Relatori del provvedimento saranno Antonio Ferrentino (Pd) per la maggioranza, Giorgio Bertola (M5s) e Diego Sozzani (FI) per la minoranza.

È proseguita la discussione in merito a "Prime misure di attuazione dell'Accordo di Programma per l'adozione coordinata e congiunta di misure di risanamento della qualità dell'aria nel Bacino Padano". Poi, l'esame in merito alla proposta di deliberazione numero 235 "Decreto Legislativo 3 aprile 2006, numero 152, articolo 199. Adozione del Progetto di Piano Regionale dei Rifiuti Speciali, del Rapporto Ambientale e relativa Sintesi non tecnica, del Piano di monitoraggio ambientale e della Dichiarazione di sintesi".

L'ultimo punto all'ordine del giorno ha visto gli interventi di Andrissi e Ferrentino che hanno concordato sulle modalità di metodo di lavoro per affrontare in modo analitico il piano rifiuti speciali suddividendolo per macro argomenti. L'assessore Valmaggia ha sottolineato che tra le procedure d’infrazione europee legate al tema ambientale manca proprio l’approvazione del piano di rifiuti speciali avendo l’urgenza di sottoporlo all'approvazione del Consiglio in tempi ragionevoli.