Consiglio Regionale del Piemonte

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“Nome in codice: Caesar. Detenuti siriani vittime di tortura”

Da giovedì 5 ottobre fino al 17 ottobre, per la prima volta a Torino presso il Polo del ‘900, saranno esposte le immagini fotografiche di “Nome in codice: Caesar. Detenuti siriani vittime di tortura”, una mostra internazionale voluta e promossa in Italia da FNSI - Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Amnesty International Italia, FOCSIV - Volontari nel Mondo, Un Ponte Per, Unimed - Unione delle Università del Mediterraneo ed Articolo21.
Voluta fortemente dal Consiglio regionale del Piemonte, e sostenuta con un contributo, “con l’adesione a questa mostra abbiamo tradotto in azioni la filosofia che sta dietro il tema dei diritti umani. In Siria assistiamo alla versione terrena dell’inferno, l’immediatezza e la brutalità delle immagini raccontano storie che impongono di guardare indietro per capire ciò che accade ancora oggi, per costruire un domani che non trascuri mai più il rispetto dei diritti di ogni persona come di ogni gruppo etnico e religioso”, ha spiegato il presidente del Consiglio Mauro Laus durante la conferenza stampa di presentazione a Palazzo Lascaris, mercoledì 4 ottobre.
“Come rappresentante delle istituzioni e presidente del Comitato per i diritti umani, mi auguro che le autorità inizino a fare passi concreti per creare una cultura della protezione dei diritti umani fondamentali e che lo facciano senza ulteriori prevaricazioni e ritardi. Per questo auspico che venga istituito quanto prima un comitato per i diritti umani, terzo e indipendente a livello nazionale", ha concluso.

La mostra verrà inaugurata giovedì 5 ottobre alle 18 al Polo del ‘900 a Torino, una selezione di 30 fotografie delle oltre 50 mila trafugate dall’ex-ufficiale della polizia militare siriana identificato con il nome in codice “Caesar”, incaricato dal Governo della Siria di documentare quanto accadeva ai detenuti nelle proprie carceri. Sono immagini scioccanti che testimoniano quanto accaduto agli oppositori lungo l'arco di tre anni nelle carceri siriane.
Un'esposizione che è stata vista da migliaia di visitatori negli Stati Uniti ad iniziare dal Palazzo di Vetro di New York, al Museo dell’Olocausto di Washington e in Europa dove è stata esposta al Parlamento Europeo e nella sede del Parlamento britannico oltre che in altre città europee. Lo scorso autunno è arrivata per la prima volta in Italia al MAXXI di Roma e successivamente è stata a Castel Dell’Ovo di Napoli, all’Università di Udine, a Milano, Padova e Firenze. Infine, il prossimo ottobre sarà ospitata nuovamente a Milano e in contemporanea a Bologna.
A Torino la mostra è promossa dalla Fondazione Vera Nocentini partner del Polo del ‘900, con il contributo della Fondazione CRT, con il patrocinio della Città di Torino.

fmalagnino