Start up piemontesi, il biomedicale eccelle

C’è soprattutto il settore biomedicale tra le eccellenze delle e start up innovative in Piemonte. Lo dimostra anche il riconoscimento ricevuto da un progetto finanziato dalla Regione Piemonte, conferito a una ditta subalpina dal Ministero della Salute inglese nell’ambito della tecnologia endoscopica.

È quanto è emerso in terza Commissione - oggi presieduta da Giovanni Corgnati - nel corso dell’illustrazione della proposta di atto deliberativo della Giunta regionale sul fondo per le spese di consulenza per comunicazione e marketing delle attività imprese innovative, svolta dall’assessora al Lavoro Gianna Pentenero.

La Regione, tramite il Fondo sociale europeo 2014-2020, sostiene e promuove la costituzione di nuove imprese innovative e spin-off della ricerca pubblica, gestiti dagli incubatori universitari pubblici con sede legale e operativa in Piemonte.

Si punta soprattutto ai settori ad alta intensità di ricerca e conoscenza, connotati da un elevato contenuto tecnologico e di conoscenza l’attenzione è rivolta al manifatturiero, al digitale, alla cultura e al turismo.

La pubblicazione dei bandi, ha aggiunto Pentenero, intende “stimolare l’attitudine imprenditoriale dei ricercatori e di tutti coloro che propongono un progetto innovativo, favorendo al tempo stesso la creazione di nuova occupazione”.

Tra il 2015 e il 2016 i servizi finanziati dalla Regione hanno consentito l’approvazione di 41 business plan e la costituzione di 27 nuove imprese, con la creazione di 67 posti di lavoro considerando la sola occupazione diretta.

Il consigliere Gianluca Vignale (Mns), nel suo intervento, ha sollecitato la verifica degli esiti dei progetti finanziati. L’assessora ha comunicato che, limitatamente ai contenuti del bando oggetto del parere preventivo, sono state presentate 21 domande, 15 delle quali accettate per un totale di circa 270 mila euro.

La Commissione ha quindi espresso a maggioranza parere preventivo favorevole alla Proposta di atto deliberativo.

 

 

Caccia

 

È poi proseguito l’esame dei tre provvedimenti in materia di caccia: il disegno di legge dell’assessore Giorgio Ferrero, nonché i due progetti di legge rispettivamente di Giorgio Bertola(M5s)  e Vignale.

Sino a oggi, al disegno di legge sono stati presentati 245 tra emendamenti e subemendamenti: se ne sono aggiunti 58 rispetto all’ultima seduta. A presentarli, sia la stessa Giunta, i vari Gruppi, in particolare quello M5s e Mns.

Il documento della Giunta regionale ha l’obiettivo di riformare la legislazione in materia faunistico-venatoria e  recepire le esigenze e le esortazioni delle associazioni di settore. Il Piemonte è l’unica Regione italiana a non avere un provvedimento in materia che declini in chiave locale quello nazionale: “La vecchia legge era stata abrogata per evitare il referendum e non era più stata sostituita” ha ricordato Ferrero.

“I nostri emendamenti si rifanno ai contenuti del nostro progetto di legge - ha ribadito Bertola  - La legge regionale 70/96, venne abrogata nella scorsa legislatura per impedire lo svolgimento di un referendum. Il nostro intendimento è ridurre il più possibile l’attività venatoria, limitandola solamente al cinghiale (5 capi annui), alla lepre comune (2 capi annui) e al fagiano (3 capi annui) esclusivamente nelle giornate di mercoledì e sabato, e recepire proprio quei quesiti referendari. Ciò non toglie che siamo disponibili al confronto per migliorare il documento della Giunta”.

Le principali novità proposte dall’assessore Ferrero riguardano la tutela per le specie della tipica fauna alpina e gli uccelli tutelati dalla direttiva comunitaria, l’aumento della superficie venatoria minima degli ambiti territoriali di caccia e dei comprensori alpini, l’obbligo di una prova di tiro per la caccia di selezione seguita dal rilascio di un attestato con validità semestrale, la possibilità di addestramento, allenamento e prove per i rapaci da caccia (essenzialmente falchi) e il riconoscimento della possibilità di commercializzare gli animali abbattuti.

“Ciò che ci dobbiamo domandare è se sia meglio una nuova legge che limiti ancora l’attività venatoria all’interno della nostra regione o piuttosto tenerci la cosiddetta leggina esistente che comunque consentirebbe al Piemonte di avere diritti venatori  paragonabili a quelli di altre Regioni italiane” ha sottolineato Vignale.

mbocchio

 

Via libera al Piano triennale dell'Ires

Anche il Consiglio regionale intende valutare preventivamente il programma triennale dell’attività Ires, l’istituto di ricerca economica e sociale del Piemonte. Per questo, nel corso della prima Commissione, presieduta da Vittorio Barazzotto, dopo una sollecitazione da parte di Mauro Campo (M5s), l’assessore Aldo Reschigna ha concordato con i Commissari un approfondimento sul tema tra ottobre e novembre prossimi.

L’occasione per questa decisione è stata la discussione sulla proposta di deliberazione al Consiglio regionale 194 "Ires Piemonte – Rettifica del programma annuale 2016" e 234 " Approvazione del Programma Triennale di ricerca 2017-2019 e del programma annuale di ricerca 2017 dell'Istituto di Ricerche Economico Sociali del Piemonte”. I documenti, a maggioranza, sono stati licenziati per l’esame in Aula.

il Programma Triennale, rispetto al passato, contiene elementi di novità, come la maggiore attenzione all’analisi e alla valutazione delle politiche pubbliche; l’apertura di un nuovo canale di attività e di informazioni dedicate al Consiglio regionale del Piemonte, il che consentirà di rafforzare e valorizzare anche le attività di analisi e valutazione svolte su committenza delle strutture della Giunta regionale, così configurando una sorta di “cerniera informativa” fra i due organi regionali; la previsione di offerta di un contributo analitico all’amministrazione regionale – e alle altre istituzioni operanti sul territorio – nella costruzione e nella realizzazione di progetti innovativi, finanziati in particolare da fondi europei, il che implica il rafforzamento della collaborazione con le realtà locali (università, scuole, aziende sanitarie, ecc.) e con altri enti e organismi di ricerca.

Nella stessa riunione di Prima Commissione, gli assessori alla Programmazione Giuseppina De Santis e alle Politiche sociali Augusto Ferrari hanno esposto, per la loro competenza, le novità contenute nell’Assestamento al Bilancio regionale.

gmonaco