Consiglio Regionale del Piemonte

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Accordo tra Ue e Canada (Ceta)

L’Assemblea regionale del Piemonte con 19 voti favorevoli, 4 contrari e 4 non votanti, ha approvato l’atto di indirizzo, presentato dal primo firmatario Davide Gariglio (Pd), per la sospensione dell’entrata in vigore, nel nostro Paese, del trattato Ceta (Comprehensive economic and trade agreement), accordo commerciale ed economico tra Unione europea e Canada, siglato il 30 ottobre 2016.

Per il Canada l’Ue è il secondo partner dopo gli Stati Uniti e rappresenta il 10 per cento del suo commercio estero. Lo scorso 15 febbraio il Parlamento europeo ha dato il proprio consenso alla conclusione del Ceta, che ha come obiettivo principale la progressiva liberalizzazione degli scambi, assicurando alle merci il trattamento disposto a livello nazionale, avviando nel contempo una riduzione o soppressione reciproca dei dazi doganali sulle merci.

In Italia è in corso di approvazione la legge di ratifica del trattato e con decisione del Consiglio europeo è prevista la possibilità di applicazione provvisoria dell’accordo.

“Non siamo contrari al trattato – ha sottolineato Gariglio -  e riconosciamo diversi aspetti positivi, come aperture su nuovi mercati, riconoscimento delle professioni e nuove opportunità commerciali, ma vediamo anche rischi, soprattutto per la produzione di grano duro. Chiediamo un’ulteriore approfondimento prima dell’entrata in vigore del trattato, la tutela dei nostri prodotti agricoli è infatti essenziale. Il Ceta presenta alcune criticità che vanno affrontate, in particolare per quanto riguarda il settore agroalimentare. Nelle ultime due settimane anche per il riso e il grano duro è stato introdotto l’obbligo di etichettatura ed è necessario che il Governo si attivi perché questa norma venga estesa ad altri prodotti dell’agroalimentare”.

Gabriele Molinari (Pd) ha invece dichiarato che “il Ceta è un’opportunità enorme per il nostro sistema produttivo, per le nostre esportazioni ed è pretestuoso vedere in quest’accordo una minaccia. Il Canada è uno Stato civile e non può che dare garanzie rispetto a molti altri Stati”.

Nel corso del dibattito il consigliere Gilberto Pichetto (Fi) ha evidenziato come “il Ceta sia un accordo fondamentale per un Paese come l’Italia, che potrebbe aprire nuove vie commerciali con i mercati più ricchi”.

Paolo Allemano (Pd) è poi intervenuto dichiarando che “se ci sarà un sì al Ceta cercheremo di garantire qualità e certificazioni di filiera. Crediamo nell’Europa ma chiediamo un’operazione di certificazione dei nostri prodotti”.

Respinti invece gli ordini del giorno di Lega Nord, M5s e Movimento nazionale per la sovranità, che chiedevano la sospensione anche in via provvisoria dell’entrata in vigore del Ceta.

In particolare, Gianna Gancia (Lega Nord) ha evidenziato che “non sussistono le condizioni in questo momento storico per avallare il trattato, perché stiamo parlando di Paesi che hanno regole completamente differenti dalle nostre”.

Spiega infine Giorgio Bertola (M5s) che “il M5s era e rimane in posizione fortemente contraria all’accordo, perché fondamentalmente non tutela i lavoratori e persistono dubbi sulla compatibilità dell’accordo con i trattati e l’ordinamento giuridico europeo. Clamoroso il dietrofront del Partito Democratico, che oggi si limita a chiedere la sospensione del Ceta mentre prima aveva presentato un documento per arrestarne il processo di ratifica”.