“B&b” e affittacamere, fissate nuove norme

Il  Piemonte ha una nuova legge  su “bed and breakfast”, affittacamere, case vacanza, residenze di campagna e ostelli.

Il disegno di legge della Giunta è stato infatti approvato a maggioranza, martedì 27 luglio, con 21 voti favorevoli e 15 consiglieri che non hanno partecipato al voto.

La nuova legge mira a riorganizzare questo modello di ospitalità, sempre più diffuso di pari passo con la costante crescita dei flussi turistici.

L’obiettivo principale della riforma - come ha avuto più volte modo di evidenziare l’assessora al Turismo Antonella Parigi -  è l’armonizzazione della normativa piemontese con quella nazionale e comunitaria vigente, riunendola in un unico corpo e aggiornando un’impostazione ormai obsoleta, in quanto l’ultima legge regionale di riferimento era la 31 del 1985.

Una delle novità più rilevanti riguarda le strutture a conduzione famigliare, come “bed and breakfast”ed affittacamere, per le quali la nuova norma detta i confini entro cui possono essere gestite in forma non imprenditoriale: per i primi la soglia è fissata a tre camere, al di sopra delle quali sarà necessario disporre della partita Iva dedicata, con un limite massimo di sei stanze, oltre cui non si può essere annoverati in tale categoria; per gli affittacamere invece il servizio potrà essere esercitato in modo non imprenditoriale se svolto in forma occasionale e non continuativa e in non più di due appartamenti posti nello stesso stabile, con un massimo di tre camere e sei posti letto.

È anche previsto l’inserimento della “country house” o residenza di campagna: dovranno essere ville padronali, casali o case coloniche ubicate in luoghi di valore naturalistico e paesaggistico, in centri sotto i diecimila abitanti, amministrate in forma imprenditoriale, non annesse a un’azienda agricola e non gestite da un imprenditore agricolo, con camere o con appartamenti con cucina fino ad un massimo di dieci posti letto.

Un altro ambito di intervento sono poi le locazioni turistiche: l’affitto di una abitazione, per essere considerato attività ricettiva, dovrà disporre di servizi quali fornitura e cambio biancheria, ricevimento ospiti, assistenza in camera, in assenza dei quali verrà considerata attività di mera locazione abitativa. Si vogliono così contrastare forme irregolari di ospitalità, migliorando la sicurezza e includendo tali strutture nei meccanismi di rilevazione statistica e informativa, facendo emergere la reale portata del settore extralberghiero.

Nella relazione di maggioranza, Elvio Rostagno (Pd)  ha voluto sottolineare come il settore turistico sia in continua espansione, per cui “si è incominciato al vedere le cose in maniera orizzontale e non più verticale toccando argomenti importanti come quello enogastronomico e culturale. La legge che era in vigore è parsa pertanto superata, visto che i tempi sono cambiati. Il turismo è cambiato, sempre più l’utenza vuole servirsi delle unità abitative piuttosto che degli alberghi. Gli emendamenti proposti dalla giunta vanno a correggere alcuni aspetti, adeguandoci alla legge della Regione Toscana, proprio per evitare eventuali impugnazioni”.

La prima relazione di minoranza ha visto Gian Luca Vignale (Mns) ribadire la necessità di ragionare sul concetto di “un’offerta che la Regione Piemonte potrà dare pensando a più offerte turistiche proprio per venire incontro alle richieste dell’utenza. La montagna ha bisogno sempre più di posti letto, e noi rispetto ad altre realtà, abbiamo un gran numero di seconde case che possono essere affittate temporaneamente”. Si è poi soffermato sull’articolo 5, che tratta delle locazioni turistiche, anche dal punto di vista fiscale. Visto che i contenuti sono stati recepiti dal ddl, in Commissione Vignale aveva ritirato la sua proposta di legge n. 241 per disciplinare l’affitto temporaneo breve.

La seconda relazione è stata quella di Francesca Frediani (M5S). “Il nostro apporto a questo ddl lo abbiamo fornito con i nostri emendamenti, che hanno riguardato soprattutto la distinzione tra attività imprenditoriale e non imprenditoriale. Avremmo voluto un sostegno più esplicito per il turismo sostenibile, e con questa legge siamo davanti ad  un piccolo passo per adeguare la legislazione regionale alla realtà di un turismo in continua evoluzione, favorita anche dalla tecnologia, se pensiamo al modo in cui sempre più turisti organizzano le vacanze in autonomia utilizzando le risorse della rete. Sicuramente la Regione avrebbe bisogno di un testo unico sul turismo. Quello che ci preoccupa, è il regolamento di attuazione, al quale sono demandati troppi argomenti. Chiediamo pertanto un confronto in Commissione  coinvolgendo tutte le realtà che operano sul territorio”.

Il presidente della Commissione Turismo, Raffaele Gallo, ha espresso la propria soddisfazione per il lavoro svolto, che va a normare un settore turistico importante e in forte espansione come quello delle locazioni brevi.”Sin dall’ inizio abbiamo individuato il turismo come un asse importante della nostra azione di governo - ha affermato - È la terza volta che trattiamo il turismo in Aula, aggiornando importanti quadri normativi. La legge precedente era del 1985, oggi siamo qui a sottolineare soprattutto quello che mi pare lo scopo più importante, quello della semplificazione normativa”.

Nel dibattito generale e nell’esame dei complessivi ventinove articoli, sono intervenuti: Silvana Accossato (Articolo1), Mauro Campo, Paolo Mighetti e Frediani (M5S), Rostagno, Gallo e Daniele Valle (Pd) e Gilberto Pichetto (Fi).

Nella dichiarazione di voto, Campo ha ribadito che essendo un’importantissima parte della materia demandata al regolamento attuativo, ci sia spazio in fase di stesura in Commissione per proporre delle modifiche, visto che il testo della legge non è più emendabile.

Rostagno ha sottolineato come l’iter legislativo sia stato caratterizzato da un generale clima di condivisione. “L’economia non la si fa con le leggi, ma le leggi possono consentire un buon processo economico. Il nostro scopo è quello di incrementare l’offerta turistica in sinergia con altri settori. È certamente una legge che entra nel campo minato delle competenze, per cui si è cercato di trovare dei correttivi con gli emendamenti della Giunta che ci cautelano dal rischio di impugnative. Il turismo non è solo una crescita economica, ma anche di relazioni umane” ha concluso.

Collegato al ddl, è stato anche approvato (sempre a maggioranza) l’ordine del giorno di Rostagno (Pd) per chiedere che venga avviata un’operazione di uniformazione-unificazione delle procedure relative alla comunicazione giornaliera alle Questure delle informazioni inerenti le persone alloggiate e alla trasmissione mensile alle Province dei dati sui flussi turistici, in modo da agevolare ulteriormente i gestori delle strutture ricettive.