Consiglio Regionale del Piemonte

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Ipab: privatizzate sotto 1,5 milioni di valore

Verso la privatizzazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (Ipab) con valore medio di produzione inferiore a 1,5 milioni. Questo sarà l’effetto principale della legge sul riordino del sistema - approvato a maggioranza con 25 sì e 7 no - giovedì 27 luglio dall’Assemblea legislativa.

Il testo - approvato con diversi emendamenti e tre ordini del giorno collegati - ha come obiettivo definire i parametri per la trasformazione giuridica delle Ipab, l'estinzione di quelle inattive e il trasferimento dei beni mobili e immobili in loro possesso.

La nuova norma, in attuazione del decreto legislativo 207/2001, intende per l’appunto riordinare il sistema delle Ipab prevedendone la trasformazione in aziende pubbliche di servizi alla persona o in persone giuridiche di diritto privato. Il criterio scelto si basa sul valore di produzione, determinato dalle entrate effettive ordinarie nel corso degli ultimi tre anni di attività. In particolare, quelle con valore medio di produzione inferiore a 1,5 milioni di euro sono destinate a essere privatizzate, quelle che superano 2 milioni di euro a diventare aziende pubbliche e quelle che si collocano tra 1,5 e 2 milioni di euro hanno la facoltà di scegliere una delle due opzioni.

Per consentire al maggior numero possibile di Ipab di raggiungere le dimensioni ottimali per erogare prestazioni e servizi alla persona, nonché per raggiungere valori di produzione che consentano loro di trasformarsi in aziende pubbliche, è prevista inoltre la possibilità di fondersi con altri Istituti che abbiano sede legale nel medesimo distretto di coesione sociale e medesimi fini sociosanitari, socioassistenziali o statutari.

Le Ipab che risultino inattive da almeno due anni o per le quali risultino esaurite o non più conseguibili le finalità previste nelle tavole di fondazione o negli statuti devono predisporre un piano di risanamento o di riconversione per consentire la trasformazione in aziende o in enti di diritto privato. Qualora il piano di risanamento o di riconversione non abbia avuto attuazione la Giunta regionale, nominato un commissario liquidatore, procederà alla loro estinzione e alla devoluzione del patrimonio, ove esistente, nel rispetto delle tavole di fondazione e delle disposizioni testamentarie del fondatore, oppure, prioritariamente, in favore delle Aziende o dei Comuni insistenti nell’ambito territoriale ove ha sede legale l’Istituzione, oppure, in subordine, in favore di enti pubblici o privati che operino, a vario titolo, nel settore socio-assistenziale.

Per quanto riguarda il personale delle Ipab che verranno privatizzate, è data loro facoltà di conservare il regime pensionistico obbligatorio e il trattamento di fine servizio previsto per il personale dipendente degli Enti locali e continuerà ad applicarsi loro, per un periodo non inferiore a dodici mesi dalla data di trasformazione di natura giuridica dell’Ipab, del contratto nazionale collettivo in vigore all’atto della trasformazione. È inoltre data loro la possibilità di presentare domanda di trasferimento ai Comuni e alle aziende del Servizio sanitario regionale.

La discussione in Aula

Il provvedimento, presentato per la Giunta regionale dall’assessore alle Politiche sociali Augusto Ferrari, è stato illustrato in Aula nella seduta del 4 luglio dai relatori di maggioranza Domenico Ravetti (Pd), presidente della IV Commissione consiliare (Sanità e assistenza), e di minoranza Claudia Porchietto (FI) e Davide Bono (M5s).

Al termine della discussione generale - nella quale sono intervenuti i consiglieri Daniela Ruffino, Massimo Berutti (FI), Gian Luca Vignale (Mns), Andrea Appiano, Paolo Allemano (Pd), Giorgio Bertola, Gian Paolo Andrissi, Mauro Campo, Francesca Frediani, Paolo Mighetti (M5s) e Valter Ottria (Dp) - è iniziata la discussione degli oltre cento emendamenti presentati in gran parte dal M5s, che si è protratta anche nelle sedute dell’11, del 18 e del 25 luglio.

Il maggior numero di proposte emendative, presentate per il M5s dal consigliere Bono, ha riguardato il cuore del provvedimento, ovvero la determinazione dei parametri per la trasformazione giuridica delle Ipab.

Tutti i componenti del gruppo, a turno, hanno sottolineato che, con i parametri proposti originariamente dalla Giunta (valore medio di produzione negli ultimi tre anni di attività superiore a 2,5 milioni di euro per la trasformazione dell’Ipab in azienda e compreso tra 1,5 e 2,5 milioni di euro per scegliere se trasformarsi in azienda o in associazione o fondazione di diritto privato) meno di una decina delle circa cento Ipab presenti sul territorio piemontese avrebbero avuto i requisiti necessari per trasformarsi in aziende pubbliche.

L’assessore Ferrari ha accolto la proposta di abbassare da 2,5 a 2 milioni la soglia oltre la quale le Ipab hanno l’obbligo di trasformarsi in azienda pubblica “in quanto non stravolge l’impianto della legge”.

Oltre a nove emendamenti del M5s l’Assemblea ne ha approvati sette proposti per il gruppo Pd dai consigliere Appiano e Ravetti e due proposti per il Mns dal consigliere Vignale.

Le dichiarazioni di voto

Prima della votazione finale sul provvedimento si sono svolte le dichiarazioni di voto.

Il consigliere Bono, nel motivare il voto contrario del M5s, ha sottolineato che nonostante il lungo lavoro in Commissione il disegno di legge non può considerarsi soddisfacente. La normativa nazionale prevede - infatti - come modello di riferimento per le Ipab quello pubblico di servizi alla persona mentre con l’approvazione del disegno di legge della Giunta gran parte di esse e del loro patrimonio verrà privatizzato. Ha sottolineato, infine, la necessità di monitorare le ricadute del provvedimento sui lavoratori dal momento che, quando saranno privatizzate, le Ipab saranno difficilmente controllabili.

I consiglieri Porchietto e Berutti hanno annunciato la non partecipazione al voto di FI per il fatto di essere ancora in attesa di una mappatura completa delle Ipab esistenti in Piemonte, dal momento che diverse risultano non essere state contattate dagli uffici regionali. Hanno rilevato che sarebbe stato sufficiente per la Regione raccordarsi con le previsioni della legge nazionale senza stravolgere il sistema e pensare alla tutela dei numerosi volontari che operano nelle Ipab auspicando non si debba, tra qualche tempo, mettere mano a un impianto che non tutela abbastanza un patrimonio che dovrebbe essere al servizio dei cittadini.

Il consigliere Ravetti, a nome del Pd, ha sottolineato che il confronto in Commissione è servito per mettere in campo un’alternativa realizzabile e credibile all’esistente. Il disegno di legge - infatti - non mira a spingere le Ipab a privatizzarsi perché è data loro l’occasione di fondersi per raggiungere la soglia che consenta loro di essere soggetti di diritto pubblico. Ha dichiarato l’intenzione di farsi carico delle preoccupazioni emerse nel corso del dibattito e di non perdere di vista il fatto che le Ipab devono essere protagoniste delle grandi esigenze della società in un sistema integrato di servizi sociosanitari territoriali.

Il consigliere Vignale (Mns) ha evidenziato che con questa norma il Piemonte avrà solo più una ventina di Ipab di diritto pubblico, dal momento che tutte le altre diventeranno di diritto privato e che chi vota sì al disegno di legge si assume la responsabilità di trasformare la quasi totalità del sistema pubblico delle Ipab piemontesi in un sistema privato. Ha ammonito che il fatto che le Ipab saranno gestite da privati non è sinonimo del fatto che saranno più efficienti e che i bilanci sono importanti ma non si possono perdere di vista i diritti dei pazienti e dei lavoratori.

I documenti collegati

L’Assemblea ha anche esaminato e approvato all’unanimità dei votanti tre ordini del giorno collegati al provvedimento.

Il primo documento, primo firmatario il consigliere Ravetti (Pd) impegna la Giunta regionale “a individuare le modalità più idonee ed efficaci a consentire che i Comuni sedi di Ipab trasformate in persone giuridiche di diritto privato siano pienamente coinvolti nell’ambito della programmazione e indirizzo delle attività di tali nuovi soggetti”

Il secondo, primo firmatario il consigliere Ottria (Dp) impegna la Giunta “a mantenere un tavolo regionale aperto con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale, al fine di gestire il periodo transitorio - durante la trasformazione delle Ipab in aziende o in persone giuridiche di diritto privato - secondo criteri di maggior tutela per i lavoratori e il personale delle stesse; a intervenire nei confronti dei dipendenti in servizio che scelgano di mantenere lo status quo di dipendente pubblico attraverso apposite procedure di mobilità anche intercompartimentale, con specifici criteri condivisi tra la Regione e le organizzazioni sindacali; a un monitoraggio del personale prossimo al collocamento a riposo e previsioni di eventuali forme di accompagnamento all’esodo stesso”.

L’ultimo documento, primo firmatario il consigliere Bono (M5s), impegna l’assessore competente “affinché venga pubblicata sulla pagina web dell’Assessorato, in una sezione dedicata, tutti gli atti riconducibili alle fusioni, trasformazioni, estinzioni, dimissioni, vendita, nonché i bilanci delle Ipab trasformate in Associazioni o Fondazioni”.

I fatti in breve

  • Il provvedimento è stato approvato a maggioranza, con 25 sì e 7 no, dall’Assemblea legislativa nella seduta di giovedì 27 luglio.
  • Il testo definisce i parametri per la trasformazione giuridica delle Ipab, l'estinzione di quelle inattive e il trasferimento dei beni mobili e immobili in loro possesso.
  • L'Assemblea ha anche approvato all'unanimità dei votanti tre ordini del giorno collegati.