Consiglio Regionale del Piemonte

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Val Mastallone, audizione sui rischi dell'idroelettrico

La Val Mastallone è un gioiello naturalistico alle pendici del Monte Rosa, uno degli ambienti alpini rimasti più integri sul territorio italiano ed europeo, famoso per le escursioni e per la pesca nei torrenti.
Dal 2016 l'Associazione "Salvaguardia Val Mastallone" opera per la tutela del territorio, della flora e della fauna ittica montana, con particolare riferimento ai rischi dello sfruttamento idroelettrico dei corsi d'acqua.
I rappresentanti dell'assocazione sono stati auditi in Commissione Ambiente, presieduta dalla consigliera Silvana Accossato, giovedì 20 luglio.
"Noi non siamo aprioristicamente contro l'idroelettrico - hanno spiegato - ma ci chiediamo come si possano collocare 19 centraline in questo territorio. Enel sostiene che il "piccolo idroelettrico" porta numerosi vantaggi ambientali che noi fatichiamo a vedere".
L'associazione chiede, quindi, di rivedere il Piano Territoriale Acque della Regione e di prevedere la Val Mastallone come "area a elevata protezione". Fino ad allora viene richiesta una moratoria di tutte le concessioni delle acque a scopo idroelettrico.
Nella stessa seduta è proseguito l'esame del disegno di legge n. 217 "Norme in materia di gestione dei rifiuti e servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani", con la presentazione degli emendamenti allo schema di convenzione e statuto del Consorzio di aree vasta presentati dai consiglieri Diego Sozzani (Fi) e Gianluca Vignale (Mns).
In conclusione di seduta l'assessore all'Ambiente Alberto Valmaggia ha risposto a un'interrogazione del consigliere Mauro Campo (M5S) sullo stato di attuazione degli indirizzi regionali riguardanti il parco naturale del Marguareis in provincia di Cuneo.
Alla Giunta regionale viene chiesto lo stato di attuazione dell'ordine del giorno 438/2015 che impegnava l'amministrazione regionale ad ampliare i confini del parco su quota parte del Comune di Ormea, dopo ampio e pubblico confronto con le parti.
Un secondo odg (436/2015) chiedeva di mantere e riconoscere il Centro per la biodiversità vegetale del Parco del Marguareis e, infine, la riorganizzazione delle aree protette prevista dalla legge 19/2015 fissava in 180 giorni dall'insediamento del nuovo ente di gestione il termine, ormai scaduto nell'autunno del 2016, per la ridefinizione delle aree contigue con l'obiettivo di trasformarle in zone di salvaguardia o aree naturali protette.
Il nuovo ente di gestione, ha spiegato Valmaggia, sta affrontando negli ultimi mesi un processo riorganizzativo per ottimizzare le risorse umane e finanziarie, valorizzare le professionalità interne e omogeneizzare le procedure interne. La regione sta effettuando una ricognizione sugli organici che darà la possibilità di assumere personale nei settori deficitari.
Il Centro regionale per la biodiversità è stato riconosciuto come esperienza scientifica positiva e si procederà al suo riconoscimento regionale, quale riferimento anche per gli altri enti sulla materia.
Nei prossimi mesi, ha concluso l'assessore, verrà steso un disegno di legge, anche di natura "cartografica", che permetterà di verificare e redifinere i confini delle aree protette in più zone del Piemonte, compresa quella del Marguareis, in dialogo con tutti i soggetti interessati.

fmalagnino