Consiglio Regionale del Piemonte

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Nuova legge sulla caccia

È proseguito in terza Commissione, presieduta da Raffaele Gallo, l’esame dei tre provvedimenti in materia di caccia: il disegno di legge dell’assessore Giorgio Ferrero, nonché i due progetti di legge rispettivamente di Giorgio Bertola (M5S) e Gian Luca Vignale (Mns). 

“Stiamo proseguendo il percorso per poter giungere nel più breve tempo possibile, ad una legge molto attesa e che si equilibrata” ha dichiarato Gallo.

Il provvedimento della Giunta legge intende riformare la legislazione in materia faunistico-venatoria in chiave nuova e moderna, in sintonia con i cambiamenti nazionali ed europei e in maniera tale da recepire le esigenze e le sollecitazioni delle associazioni di settore. La nuova legislazione dovrebbe permettere di superare la legge precedente: tra le principali novità la tutela per le specie della tipica fauna alpina e gli uccelli tutelati dalla direttiva comunitaria, l’aumento della superficie venatoria minima degli ambiti territoriali di caccia e dei comprensori alpini, l’obbligo di una prova di tiro per la caccia di selezione, il riconoscimento della possibilità di commercializzare gli animali abbattuti.

Sino a oggi, al disegno di legge sono stati presentati, sia dalla stessa Giunta, che dai vari Gruppi, in particolare da quello M5S, 160 tra emendamenti e subemendamenti, e nella seduta odierna ne è incominciata l’illustrazione.

In particolare, nella seduta odierna si è dibattuto sulle specie cacciabili, così come previsto dal secondo articolo del ddl, che esclude fischione, canapiglia, mestolone, codone, marzaiola, folaga, porciglione, frullino, pavoncella, combattente, moriglione, allodola, merlo, pernice bianca e lepre variabile.

“C’è un’evidente anomalia, perché siamo davanti ad una legge regionale che va ad interferire su quanto previsto da quella nazionale” ha fatto rilevare Vignale.

“Il nostro intendimento è ridurre il più possibile l’attività venatoria, limitandola solamente al cinghiale (5 capi annui), alla lepre comune (2 capi annui) e al fagiano (3 capi annui) esclusivamente nelle giornate di mercoledì e sabato” ha ribadito Bertola.

“Sono convinto si debba agire nella direzione di aumentare le specie non cacciabili, abolendo la domenica come giornata di esercizio venatorio” ha puntualizzato Marco Grimaldi (Sel).

 

Misure contro la tratta

Ad inizio seduta, l’assessora alle Pari opportunità Monica Cerutti ha risposto all’interrogazione di Stefania Batzella (M5S) sull’ operatività del numero verde antitratta sul territorio regionale.

Il lavoro che abbiamo svolto in questi anni per contrastare il fenomeno della tratta e dello sfruttamento di esseri umani è cospicuo - ha spiegato Cerutti - Da settembre dello scorso anno a novembre 2017 abbiamo destinato 1.117.481,54 euro a sostegno di Piemonte in rete contro la tratta, costituita da enti no profit ed enti locali; si aggiungono le risorse dedicate al bando del Fondo sociale europeo per gli interventi di politica attiva di natura integrata e complementare ai servizi al lavoro a favore delle vittime di grave sfruttamento e tratta, che pesano per un totale di un milione di euro. Possiamo sperare di fare affidamento anche su 1.700.000 euro previsti dal bando del Dipartimento delle Pari Opportunità”.