Consiglio Regionale del Piemonte

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Ecco come utilizzeremo i beni confiscati alla mafia

Entro la fine dell'estate il Piemonte si doterà di un bando rivolto ai Comuni per l'erogazione di contributi per progetti sociali e di riutilizzo di beni confiscati alla mafia. Un ambito che tocca 63 Comuni della regione e coinvolge 145 immobili già destinati.
È quanto emerso dalla Commissione per la promozione della Legalità (presidente Giorgio Bertola) che si è riunita mercoledì 12 luglio alla presenza del presidente della Regione, Sergio Chiamparino.
"Il bando prevederà un fondo di 200 mila euro - ha spiegato Chiamparino durante l'illustrazione delle linee guida - con una quota di cofinanziamento a carico del Comune del 50%. Non abbiamo previsto limiti minimi, ma il tetto massimo sarà di 50 mila euro. Le spese oggetto di contributo saranno di due tipi: ristrutturazione di immobili e progetti di socializzazione. Abbiamo l'obiettivo di non limitarci al recupero delle strutture ma vogliamo favorire progetti in diversi ambiti, emergenza abitativa, politiche socio-assistenziali, accoglienza dei rifugiati".
La proposta di deliberazione verrà discussa nella giunta di lunedì 24 luglio, a quel punto la parola passerà al Consiglio regionale per l'approvazione definitiva.
Dai componenti della Commissione sono arrivati alcuni suggerimenti per integrare il bando.
"Vediamo positivamente il coinvolgimento dei Comuni. Ci piacerebbe che questo bando si collegasse con il fondo per l'emergenza abitativa che ha risorse per circa quattro milioni di euro" è la richiesta di Marco Grimaldi, capugruppo di Sel.
Per Domenico Rossi (Pd) "va scongiurato il rischio che questi immobili, dopo le confische, rimangano inutilizzati per carenza di risorse o carenza progettuale. Da simbolo positivo rischiamo che diventino simbolo negativo. Chiediamo che i Comuni vengano avvisati tempestivamente dell'uscita del bando, soprattutto per quelli più piccoli è necessario un po' di tempo per la progettazione. Infine chiedo alla Giunta di verificare se è possibile inserire nei Por un elemento di premialità su progetti che utilizzano beni confiscati".
Sempre dal Partito Democratico, per voce di Andrea Appiano, Antonio Ferrentino e Domenico Ravetti, arriva una richiesta figlia della loro esperienza di sindaci di Comuni minori: "Distinguiamo tra comuni grandi e medi e comuni piccoli, viste le differenti capacità di cofinanziamento, magari prevedendo per questi ultimi una quota del 60% a carico della regione".
Infine da Gianpaolo Andrissi (M5S) arriva la richiesta di "inserire nel bando finanziamenti per progetti di agricoltura sociale. Inoltre troviamo un meccanismo che aiuti la pluralità dei progetti, altrimenti rischiamo di finanziare solamente quattro proposte".
Su alcuni punti è arrivata la disponibilità del presidente della Regione, in particolare sui progetti di agricoltura sociale e sulle modalità di sostegno ai Comuni per la presentazione dei progetti. Da approfondire con gli uffici tecnici, invece, la possibilità di collegare gli interventi con i fondi sull'emergenza abitativa.

fmalagnino