Come diventare tutori per i minori stranieri

Sarà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione il bando per selezionare e formare i tutori volontari per i minori stranieri non accompagnati. Il bando - senza data di scadenza - dà attuazione alla legge 47/17, Disposizioni in materia di misure di protezione di minori stranieri non accompagnati, che prevede l’istituzione, presso il Tribunale dei minori, dell’elenco dei tutori volontari, la cui selezione e formazione compete ai garanti regionali per l’Infanzia e l’adolescenza sulla base delle linee guida emanate dall’Autorità nazionale.

“Qui, oggi, passiamo dal dire al fare - ha dichiarato il presidente dell’Assemblea legislativa e del Comitato regionale per i Diritti umani Mauro Laus nel corso della presentazione del bando, martedì 11 luglio a Palazzo Lascaris -. La tutela dei minori è tra i temi che il Comitato si è dato come prioritario per l’anno in corso. La legge che garantisce la protezione e l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati è finalmente diventata realtà e l’Italia può dirsi orgogliosa di essere il primo paese in Europa a dotarsi di un sistema organico che considera i bambini prima di tutto ‘bambini’, a prescindere dal loro status di migranti o di rifugiati. La figura del tutore, prevista dalla legge, assume quindi fondamentale importanza. Il bando che lanciamo quest’oggi, apre alla ricerca di tutori-persone, spogli da altre incombenze se non quelle della tutela, in grado di andare al di là del sistema di prima accoglienza, che prepari alla tutela psicologica, educativa, legale e giuridica dei minori migranti, per un percorso reale d’inserimento nel tessuto sociale e formativo”.

Trattandosi di un ruolo di notevole responsabilità, la selezione si articola in tre fasi: preselezione dei candidati sulla base della domanda presentata, formazione obbligatoria per i candidati in possesso dei requisiti previsti, che dovrebbe partire intorno al mese di ottobre, e iscrizione nell’elenco dei tutori volontari per i candidati che abbiano portato a termine l’intera procedura di formazione.

“Ci troviamo di fronte alla necessità e all’opportunità di far gestire la tutela dei minori non accompagnati a persone di buona volontà della società civile - ha affermato la garante regionale dell’Infanzia Rita Turino -. Il numero dei minori non accompagnati si aggira, in Piemonte, intorno alle mille unità e al momento, a parte una piccola minoranza, la loro tutela è affidata agli enti pubblici. Attraverso il bando miriamo a introdurre una forma di genitorialità sociale che affianchi questi ragazzi fino al compimento della maggiore età aiutandoli a esercitare i propri diritti e ad essere consapevoli dei propri doveri”.

Il tutore, che svolgerà la propria funzione senza compensi né rimborsi, dovrà - essenzialmente - svolgere il compito di rappresentanza legale assegnata a chi esercita la responsabilità genitoriale, perseguire il riconoscimento dei diritti del minore senza discriminazioni, promuoverne il benessere psicofisico, vigilare sui percorsi di educazione e integrazione tenendo conto delle capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni del minore, vigilare sulle condizioni di accoglienza, sicurezza e protezione del minore e amministrarne l’eventuale patrimonio.

Possono candidarsi al ruolo di tutori cittadini italiani, di altro Stato appartenente all’Ue (con adeguata conoscenza della lingua italiana) o apolidi o di Stati non appartenenti all’Ue (purché in regola con la normativa sul soggiorno sul territorio italiano e con adeguata conoscenza della lingua e della cultura italiana) che siano residenti o domiciliati in un Comune del Piemonte o della Valle d’Aosta, che abbiano almeno 25 anni di età, che siano in possesso del diploma di scuola media superiore o universitario, che godano dei diritti civili e politici, che non abbiano riportato condanne penali e non abbiano procedimenti penali in corso.

“Si tratta di un’opportunità, non solo formale, di accogliere i ragazzi e di non ‘parcheggiarli’ - ha concluso il procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minori di Piemonte e Valle d’Aosta Annamaria Baldelli - perché non dobbiamo dimenticare che si tratta di ragazzi che hanno bisogno prima di tutto di essere accolti e aiutati a integrarsi in un nuovo contesto”.

Hanno partecipato all’evento, tra gli altri, l’assessore regionale alle Politiche sociali Augusto Ferrari e i consiglieri Stefania Batzella, Valentina Caputo e Alfredo Monaco.