Consiglio Regionale del Piemonte

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Chiamparino incontrerà i vertici Savio

Un tentativo estremo di trovare una soluzione condivisa per i lavoratori Savio che stanno per perdere il lavoro, malgrado i moltissimi sforzi di istituzioni e sindacati di risolvere la crisi aperta dall’azienda valsusina. Il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino, infatti, ha dato disponibilità a incontrare il titolare dell’azienda, per verificare se in extremis non si riesca a ridurre l’impatto della vicenda. Lo ha annunciato, nel corso delle sue comunicazioni all’Aula di palazzo Lascaris, l’assessora Gianna Pentenero, che ha aggiunto: “Al momento la situazione è purtroppo molto negativa, il percorso è stato sofferto, partecipato dalle istituzioni locali e statali, nonché dalle organizzazioni sindacali, ma senza esito”.

L’assessora, che ha parlato anche dalla vicenda Comital di Volpiano, ha ricordato che i licenziamenti previsti dalla Savio a Chiusa di San Michele (Torino) sono 82 e che malgrado le tantissime soluzioni proposte sia in sede locale, sia al tavolo ministeriale aperto sulla vicenda, quest’ultimo si è concluso con un verbale di mancato accordo. Quindi dopo il periodo previsto dalla legge, la Savio potrà procedere con i licenziamenti. L’azienda registra utili in Italia, mentre ha difficoltà finanziarie conseguenti alla crisi del mercato russo.

Quanto alla Comital, Pentenero ha aggiunto è previsto un nuovo incontro tra la Regione e i vertici aziendali e la Giunta si augura che ci possano esser notizie in grado di risolvere la situazione. L’assessora ha sottolineato che lo sciopero dei dipendenti è anche determinato dall’incertezza del quadro e dall’assenza di notizie certe sul futuro.

Sono intervenuti diversi consiglieri, che in generale hanno ringraziato Pentenero e la Giunta per il lavoro svolto. Marco Grimaldi (Si) ha spiegato come ritenga la fotografia della situazione inquietante. Per quanto riguarda Savio stiamo parlando di un’azienda che registra un fatturato con un attivo di oltre 2 milioni di euro. C’è l’esposizione finanziaria di altre aziende del gruppo Savio all’estero, ma a quanto pare le perdite oltrefrontiera ricadono sui lavoratori di Chiusa San Michele.

E Francesca Frediani (M5s) ha notato come manchi una volontà di dialogo da parte dell’azienda, che ci si augura l’intervento del presidente Chiamparino riapra. Oggi i giochi sembrano chiusi e se si arrivasse all’epilogo più infausto  bisogna credere e augurarsi che la Regione possa operare per ricollocare questi lavoratori. La discussione, ha concluso Frediani, deve tornare comunque in Commissione.

Anche Daniela Ruffino (Fi) ha ricordato l’incertezza della situazione, persino per quanto riguarda l’ammontare delle buonuscite. L’impegno deve essere quello di tutelare i lavoratori, specie le tantissime donne tra i 40 e i 50 anni che avranno grosse difficoltà a ricollocarsi.

Maurizio Marrone (Fdi) ha ricordato l’assenza di politiche per lo sviluppo economico da parte della Giunta, mentre il presidente Chiamparino ne aveva fatto uno dei punti fondanti della sua campagna elettorale. Antonio Ferrentino (Pd) ha manifestato le sue speranze nel summit di domani tra Chiamparino e Savio. A suo avviso di tratta di un’azienda modello che ha cercato di differire la fase di crisi e che ha sempre avuto un ottimo rapporto col territorio.

Claudia Porchietto (Fi), ha concluso che purtroppo molte aziende che hanno una possibilità di sviluppo, spesso scelgono regioni diverse dal Piemonte per farlo. Finora, a suo parere, non sono stati sfruttati adeguatamente i fondi compensativi. È ovvio che l’assessora possa soltanto  tamponare la situazione se non ci sono progetti generali di rilancio.