Consiglio Regionale del Piemonte

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Contro la precarizzazione dei lavoratori alle Poste

All’unanimità, il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno presentato da Marco Grimaldi (Si), che impegna la Giunta a convocare le Poste Italiane Spa per sollecitare l’azienda ad aprire una trattativa per correggere il suo piano industriale riguardo il Piemonte e per affrontare il problema della crescente precarietà dei dipendenti, non escludendo la stabilizzazione degli stessi. Si solleciterà anche il Governo nazionale perché convochi a sua volta l’azienda.

Prima della votazione dell’Odg, il presidente dell’Assemblea Mauro Laus, aveva ricevuto una delegazione delle organizzazioni sindacali, mobilitate in favore della stabilizzazione dei precari.

“In tutta Italia i lavoratori a tempo determinato di Poste Italiane sono aumentati da 1844 nel 2012 a oltre 5000 nel 2017. Significa che il servizio viene di fatto garantito soprattutto da personale precario - ha dichiarato Grimaldi – Si fanno utili sulle spalle dei precari, ma non solo: di fatto si dismette un servizio universale per regalare tutto ai colossi dell’elusione e dello sfruttamento, come Amazon. Non è accettabile: si stabilizzino subito le migliaia di precari che tengono in piedi il servizio di Poste Italiane”.

Francesca Frediani (M5s) ha sottolineato che il “Movimento ha sottoscritto con convinzione l’ordine del giorno: c’è una progressiva perdita dei diritti dei lavoratori che investe tutto il Paese e la nostra regione in particolare”.

Valter Ottria (Articolo1) ha ricordato che “stiamo parlando di un’azienda che registra 600 milioni di utile: non ci sono quindi motivi economici perché si comporti in maniera così antisindacale”.

Nadia Conticelli (Pd) ha aggiunto che “c’è il tema del servizio cui queste forze giovani potrebbero dare un grande aiuto, ma sono risorse che non vengono attivate né a favore dei cittadini, né dando dignità ai lavoratori”.

Come detto, in precedenza si era svolto l’incontro con i sindacati, coordinato dal presidente Laus.

Poste Italiane, la maggiore azienda italiana di servizi - è stato spiegato nel corso dell’incontro dai rappresentanti dei lavoratori – “utilizza migliaia di giovani e meno giovani, assumendoli per mesi con uno o con ripetuti contratti a tempo determinato. Solamente in Piemonte, questi contratti sono passati in pochi anni da alcune decine a quasi mille. Nonostante ogni giorno vadano in pensione o vengano esodate decine di lavoratori, malgrado le carenze di organico siano ormai croniche e i disservizi noti da tempo a cittadini e istituzioni, nessuno di questi giovani viene assunto con contratto a tempo indeterminato. Anzi, la maggior parte di loro lavora al massimo per 24 mesi (regola di autoregolamentazione aziendale) invece dei 36 ammessi per legge”.

Slc Cgil Piemonte, presente all’ incontro, ritiene “indispensabile aprire con Poste Italiane una trattativa nazionale che porti alla formazione di un “bacino” per le riassunzioni di lavoratori a tempo determinato che tenga conto dell’anzianità e delle professionalità già maturate, con possibilità di stabilizzazione dei lavoratori a termine in linea con l’organico aziendale”.

Sono poi state richieste iniziative di sostegno ai lavoratori e alla vertenza sindacale, unitamente all’estensione a tutti i lavoratori a tempo determinato del premio di risultato in corso di rinnovo.

All’incontro hanno partecipato anche  Grimaldi, Conticelli, Frediani e Ottria, oltre Silvana Accossato  (Articolo1) nonché il parlamentare nazionale Giorgio Airaudo (Si).

 

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