Consiglio Regionale del Piemonte

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Sostegno ai lavoratori Vodafone trasferiti a Milano

Il Consiglio regionale del Piemonte segue con attenzione la vicenda dei lavoratori Vodafone di Ivrea, trasferiti a Milano dall’azienda. Il presidente Mauro Laus non ha nascosto l’interesse istituzionale sulla vicenda, chiarendo che “naturalmente ogni impresa privata può organizzare il lavoro come meglio crede, però in questo caso sembrerebbe che a essere colpiti dal trasferimento obbligatorio, siano soltanto quei lavoratori che in passato abbiano conseguito un reintegro dopo una causa di lavoro e altri addetti con problemi fisici. La questione è quindi da approfondire anche con l’azienda”.

Erano presenti all’incontro i consiglieri Francesca Frediani (M5s) e Marco Grimaldi (Si), che hanno anche promosso l’incontro odierno, oltre quelli già avvenuti nei giorni scorsi con la Giunta regionale.

I rappresentanti dell’organizzazione sindacale Cobas del Lavoro Privato, hanno disegnato i contorni della vicenda, ricordando che Vodafone ha 6.500 dipendenti in Italia, di cui oltre 500 in Piemonte. “Il 29 maggio 2017 l’azienda ha avviato la procedura di trasferimento collettivo da Ivrea a Milano per 19 lavoratori”.

Si tratta però – dicono i Cobas - "di 15 esponenti e tesserati dell’organizzazione sindacale Cobas del Lavoro Privato, tra cui due delegati, tutti idonei alla risposta telefonica, che in passato hanno vinto vertenze nei confronti di Vodafone e reintegrati in seguito a licenziamento. Inoltre ci sono 4 lavoratrici con certificazione medica di non idoneità alla risposta telefonica".

La motivazione ufficiale da parte di Vodafone è “reinternalizzare” le attività di back office business, che sinora erano svolte in Romania. A parere di sindacati, invece si tratta di una “rappresaglia personale per colpire i reintegrati; una rappresaglia sindacale nei confronti dei Cobas, organizzazione che con questo trasferimento a Ivrea sarebbe azzerata; ma anche di una selezione del personale, come dire che l’azienda tiene soltanto quelli sani e non quelli inidonei alla risposta”.

 Ad avviso dei Cobas, in tutta Italia ci saranno trasferimenti in altre sedi sia di lavoratori reintegrati, sia di lavoratori con problemi di salute e il reale obiettivo dell’operazione sarebbe l’espulsione di costoro da Vodafone.