Consiglio Regionale del Piemonte

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Consorzi turistici, nuove regole

Nuovi criteri per il riconoscimento dei consorzi turistici in Piemonte. D’ora in poi dovranno essere costituiti e operanti da almeno due anni; per ciascuno ci vorranno almeno 40 associati e la maggioranza sarà del comparto ricettivo. In deroga, in un Comune montano il numero minimo degli stessi associati è fissato in undici. Infine, nel caso di strutture ricettive, uno stesso associato può essere socio di altri consorzi purché con unità operative diverse.

Sono questi i principali criteri che caratterizzano le modalità per il riconoscimento dei consorzi di operatori turistici di rilevante interesse regionale (ai sensi dell’articolo 18 della legge regionale 14 del 2016), sul quale la terza Commissione Turismo ha espresso, il 10 maggio, a maggioranza parere preventivo favorevole condizionato a tre modifiche. Le stesse modifiche apportate al testo della Giunta regionale (da tre a due anni il limite temporale di costituzione; il riferimento diretto ai criteri che definiscono montano un Comune; la possibilità per un operatore del comparto ricettivo di aderire a più consorzi ma con strutture differenti)  sono state il frutto di un lavoro condiviso soprattutto dai Gruppi Pd e Fi, mentre voto contrario al documento è giunto dal Gruppo M5S.

Lo scorso mese di luglio era stata approvata la legge 14 che ridefinisce l’ organizzazione delle attività di promozione, accoglienza e informazione turistica in Piemonte. Tra le principali novità si prevede un’importante revisione della governance con l’obbligo di adozione della forma giuridica di società consortile con capitale prevalentemente pubblico, la partecipazione della Regione Piemonte fino alla misura massima del 40 per cento del capitale sociale della singola Agenzia turistica locale (Atl) e la revisione delle modalità di finanziamento.

Dalla fusione di alcuni enti regionali preesistenti viene costituita l’Agenzia regionale, denominata Dmo Turismo Piemonte, preposta a sviluppare e promuovere il turismo ed i prodotti agroalimentari di qualità, con funzione di raccordo e coordinamento delle diverse componenti pubbliche e private attive nel settore turistico piemontese.

Ci sono poi la semplificazione e la razionalizzazione della legislazione turistica regionale, con l’abrogazione esplicita di quattro leggi regionali e di numerose altre disposizioni.

Per mantenere e rafforzare i trend positivi dei flussi turistici verso ed all’interno del Piemonte registrati negli anni passati, occorre sostenere sia i progetti di promozione e commercializzazione dei prodotti turistici regionali sia gli interventi formativi per gli operatori turistici, in direzione di un innalzamento generalizzato della qualità dell’offerta turistica regionale.