La Regione per la qualità dell’aria

Sono allo studio nuove misure per migliorare la qualità dell’aria ed evitare gli sforamenti nelle Pm 10, cioè il particolato, le microparticelle grave fonte di inquinamento dell’aria, tra le più dannose per la salute delle persone. È quanto si è appreso nel corso della seduta del 9 maggio quando, su richiesta del gruppo M5s, l’assessore regionale all’Ambiente ha riferito sullo stato dell’arte della pianificazione delle misure necessarie alla salvaguardia della salute dei cittadini rispetto alla qualità dell’aria, prima delle decisioni che verranno prese a giugno in occasione del G7 dell’Ambiente.

In particolare si tratta di arrivare a un accordo con le altre Regioni della Pianura Padana, coinvolte negli sforamenti dei valori limite di inquinanti dell’aria, e con il Governo, in vista degli incontri Regioni-Governo, che si terranno il 9 giugno a Bologna in concomitanza del G7.

“È necessario rafforzare la posizione italiana nei confronti della Commissione europea attraverso l’integrazione dei Piani della qualità dell’aria delle quattro Regioni interessate”, ha spiegato l’assessore, anche per evitare le sanzioni adombrate da Bruxelles.

L’assessore ha riferito su quanto stabilito nel tavolo tecnico del 4 maggio insieme ai rappresentanti di Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Le misure riguardano gli ambiti del riscaldamento ambientale, dei trasporti e dell’agricoltura, in particolare “la rimodulazione delle accise sui carburanti e del bollo auto per disincentivare l’uso di veicoli diesel. L’introduzione di un ecobonus per la rottamazione di veicoli commerciali leggeri, come già in atto in Emilia Romagna, che concede 2mila e 500 euro di finanziamento per la sostituzione dei veicoli commerciali con trazione a gasolio. Il ministro dell’Ambiente poi ha promesso, qualora tutte le Regioni attuino una misura comune, un contributo statale di pari importo. Necessaria pure la verifica con il ministero dell’Economia della possibilità di detrazioni fiscali in caso di rottamazione per passare dalla motorizzazione diesel a quella con tipologie di alimentazione più virtuose”. L’assessore ha anche assicurato che il protocollo comune tra le quattro Regioni per misure emergenziali uniformi sarà predisposto tecnicamente nei prossimi giorni, prima della sottoscrizione dell’accordo di giugno.

Si è aperto quindi un dibattito al quale hanno partecipato diversi componenti del gruppo M5s che hanno sottolineato la serietà della situazione ricordando i 66 mila morti l’anno causati dall’inquinamento atmosferico. L’osservazione si riferisce ai dati dell’Agenzia europea dell’Ambiente che considera l’Italia lo Stato membro dell’Ue afflitto dalla più alta mortalità connessa alle polveri sottili (Pm 10). Il dato è appunto quello di 66mila morti premature ogni anno. L’Italia è stata anche condannata dalla Corte di giustizia Ue già una volta, nel 2012, per il ripetuto sforamento dei limiti per gli anni 2006 e 2007. I componenti del gruppo M5s, infatti, hanno chiesto all’assessore di informare sulle misure da adottare e che verranno proposte il 9 giugno, particolarmente sulla loro efficacia e tempistica e sul costo delle eventuali sanzioni che potrebbero essere irrogate dalla Commissione europea. La questione delle sanzioni è stata sottolineata più volte in quanto ritenuta di estrema pericolosità per le pesanti ripercussioni che potrebbe avere sull’economia piemontese. I componenti del gruppo M5s hanno definito poi epocali le misure sul trasporto privato ed hanno proposto di procedere senza penalizzazioni eccessive per la cittadinanza e di pensare anche a provvedimenti concernenti il trasporto pubblico e le facilitazioni all’utilizzo delle biciclette.

È anche intervenuta una consigliera del gruppo Pd per incoraggiare l’azione dell’Esecutivo nella messa a punto di queste fondamentali politiche ambientali.

L’assessore si è impegnato a riferire tempestivamente in V Commissione sul documento da portare il 9 giugno a Bologna, non appena il lavoro delle commissioni tecniche si fosse completato.

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