Consiglio Regionale del Piemonte

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Turismo naturista, sì alle nuove regole

Con il voto favorevole unanime della terza Commissione Turismo, è stato oggi espresso parere favorevole al regolamento alla legge regionale 21 del 2015,  che individua zone appartate e discrete, pubbliche o private, realizzando una mappatura dei luoghi idonei al turismo naturista.

All’estero il turismo naturista è ampiamente diffuso (si parla di circa venti milioni di praticanti); in Italia, invece, succede di assistere ad estemporanei raggruppamenti di nudisti che scelgono casualmente zone ove trascorrere i loro momenti all’insegna della nudità. Per evitare sanzioni e situazioni imbarazzanti, il Consiglio regionale - su tre proposte unificate dei Gruppi di Sel, M5S e Pd - nel settembre del 2015 aveva approvato la legge tramite la quale si definiscono le norme del cosiddetto “turismo naturista”.

Starà poi all’ente pubblico o al proprietario dell’area indicata (ad esempio un campeggio) decidere se aprire o meno ai naturisti questa zona, che verrà dotata della necessaria segnaletica, imponendo anche le conseguenti sanzioni nel caso in cui qualcuno volesse contravvenire al regolamento.

Vengono altresì stabiliti criteri per prevenire i fenomeni del voyeurismo, come la disposizione di accessi programmati ed equilibrati tra i due sessi.

 

Aziende alberghiere

La stessa Commissione ha poi espresso parere favorevole - questa volta a maggioranza, con il voto contrario del Gruppo M5S - al regolamento sulla gestione delle aziende alberghiere, in riferimento alla legge regionale  3 del 2015.

Vengono previsti i requisiti tecnico-edilizi ed igienico-sanitari occorrenti al loro funzionamento. Un’articolata proposta migliorativa della Giunta, presentata in itinere, prevede tra le altre cose, una maggior fruibilità per i portatori di disabilità.

Tra le varie strutture di aziende ci sono anche gli alberghi diffusi, che assicurano i requisiti minimi di ospitalità, il servizio di prima colazione, nonché eventuali servizi di somministrazione di alimenti e bevande ed altri servizi accessori. Gli elementi caratterizzanti sono soprattutto la fornitura di servizi di ricevimento localizzata in un centro storico o nelle sue immediate vicinanze, ovvero in borghi, o nuclei espressioni delle tradizioni e della cultura dei Comuni montani che possono essere fruite dal turista nell’ambito del proprio soggiorno.

 

Associazioni fondiarie

Combattere lo spopolamento di colline e montagne piemontesi, ricomponendo il puzzle delle proprietà terriere frammentate e dei campi abbandonati, attraverso la costituzione di libere associazioni fondiarie è l’obiettivo delle disposizioni approvate il 26 ottobre scorso in sede legislativa dalla stessa terza Commissione, competente anche in materia di agricoltura, montagna e foreste.

Sempre nella seduta odierna, è poi stato espresso parere favorevole alle linee guida per la redazione dello statuto delle associazioni fondiarie, che sono una libera unione fra proprietari di terreni pubblici o privati, eventualmente patrocinata da un Comune capofila. L’obiettivo è raggruppare terreni agricoli e boschi, abbandonati o incolti, per consentirne un uso economicamente sostenibile e produttivo. Le attività di gestione dei terreni conferiti all’associazione avvengono nel rispetto delle buone pratiche agricole, degli equilibri idrogeologici, della salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio e nel segno dell’economicità ed efficienza della gestione. Ogni associato conserva la proprietà dei suoi beni, che non sono usucapibili, ed esercita il diritto di recesso dalla sua adesione nel rispetto dei vincoli temporali contrattuali tra l’associazione fondiaria e i gestori.

 

Strutture extra alberghiere

È poi terminata la discussione generale al disegno di legge 203 “Disciplina delle strutture extra alberghiere” e al progetto di legge 241 “Disciplina affitto temporaneo breve”. Nella prossima seduta si procederà con l’esame dell’articolato.

 

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