Cose Recluse, mostre dal carcere

Vasi, piatti e statuine in ceramica lavorate da giovani mani abili non solo in senso negativo ma anche capaci di creare opere d'arte. Sono gli oggetti realizzati dai ragazzi detenuti nal carcere minorile Ferrante Aporti di Torino grazie ad un laboratorio di ceramica realizzato in collaborazione con l'agenzia Forcoop.

Fino al 3 maggio la mostra "Cose Recluse", con i manufatti dei ragazzi del Ferrante Aporti ed il reportage fotografico realizzato nella Casa di reclusione San Michele di Alessandria, sono esposti nelle sale dell'ufficio Relazioni con il Pubblico del Consiglio regionale (via Arsenale 14/G a Torino). 

La mostra è stata presentata il 21 aprile da Bruno Mellano e Monica Cristina Gallo, rispettivamente Garanti dei detenuti della Regione Piemonte e del Comune di Torino, insieme a Daniele Robotti, autore del reportage fotografico, e Pasquale Ippolito responsabile dell’Agenzia Forcoop. Erano presenti i consiglieri regionali Francesca Frediani (M5S), Andrea Appiano e Valentina Caputo (Pd).

Tra le "Cose Recluse" esposte ci sono alcuni oggetti in ceramica realizzati dai ragazzi del carcere minorile di Torino con il sostegno dell’agenzia Formativa Forcoop che opera da quindici anni nell’Istituto penale. La mostra è un’occasione per mettere in vetrina prodotti artistici e artigianali, soprattutto ceramiche decorate a mano, per far conoscere un percorso di riabilitazione aperto verso la comunità locale. Dal 2001 ad oggi le proposte formative per i ragazzi del Ferrante Aporti sono state molte e differenziate. Oggi nel carcere minorile si svolgono attività formative legate all’arte bianca e alla cucina, corsi di informatica multimediale, stampa e serigrafia, ceramica artistica, e sulla costruzione di impianti elettrici.

Il reportage fotografico di Daniele Robotti, realizzato all'interno del carcere di Alessandria, costituisce la base di un libro fotografico realizzato insieme a Mariangela Ciceri e arricchito dalle interviste ai detenuti. Gli scatti si riferiscono ad alcuni aspetti importanti della vita carceraria: l'ingresso, la detenzione, la riabilitazione, il lavoro, la spiritualità e la gestione del tempo. Un punto di vista originale, una prospettiva diversa che permette al visitatore di entrare in contatto visivo, anche solo per pochi minuti, con la realtà detentiva e di ricostruire attraverso gli oggetti di chi è recluso un pezzo di vita e di quotidianità.

 

La mostra “Cose Recluse” è visitabile, gratuitamente, fino a mercoledì 3 maggio, dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 15.30 in via Arsenale 14/G a Torino. Il venerdì solo al mattino.

Dichiarazioni

"Attraverso la conoscenza degli oggetti del carcere - ha detto Bruno Mellano - può arrivare fuori un'idea nuova dell'istituto di pena. Queste immagini e queste ceramiche artistiche possono diventare terreno da cui partire per reali progetti di recupero e reinserimento dei detenuti".

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