Consiglio Regionale del Piemonte

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Piano 2017 sport e benessere

Rivoluzionare le modalità comportamentali delle comunità, chiamate ad imboccare, attraverso percorsi informativi e progetti specifici sul territorio, la via della ‘prevenzione primaria’. È questo l’obiettivo principale della programmazione 2017 degli Stati generali dello sport e del benessere. Nel concentrarmi sui destinatari di questo percorso e cioè i cittadini, come presidente degli Stati generali, mi sono però reso conto della scarsa consapevolezza che il più delle volte contraddistingue gli amministratori pubblici. Ci sono rappresentanti delle istituzioni che fanno ancora troppo poco per divulgare come il fare costante attività fisica e il seguire una corretta  alimentazione  possano rappresentare il farmaco a costo zero per mantenersi in salute e vivere più a lungo. Proprio verso chi si dimostrerà disinteressato alla condivisione e compartecipazione su questi temi, sarò poco tollerante, un atteggiamento che sarà richiamato politicamente e pubblicamente.

Così si è espresso il presidente del Consiglio regionale e presidente degli Stati generali dello sport e del benessere, Mauro Laus, nel corso della riunione del Comitato esecutivo del 6 aprile nella quale è stato adottato il Piano annuale 2017 che dovrà poi essere approvato in via definitiva dal Consiglio del Stati generali.

Il Piano coniuga alcune proposte nuove con altre che erano già state lanciate nel piano 2016 che, attraverso azioni informative e di comunicazione, coinvolgeranno istituzioni politiche, sociali, scolastiche, sanitarie e sportive.

Nella convinzione che l'importanza della prevenzione e dell'informazione sui corretti stili di vita sia un concetto da trasmettere non solo all'esterno ma  anche all'interno degli ambienti in cui se ne parla, il programma  2017 prevede anche l'avvio di un progetto di sensibilizzazione e diffusione delle informazioni scientifiche sulla salute rivolto ai dipendenti del Consiglio regionale.

Secondo l’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, “curiamo gli effetti della mancanza di politiche di prevenzione basati sull’attività motoria e gli stili di vita. Questo sembra il momento giusto per mettere a disposizione degli enti locali e delle scuole le competenze delle nostre 19 Asl. Vediamo una sempre maggiore attenzione da parte del mondo associativo e delle amministrazioni comunali che sono disponibili a mobilitarsi per partecipare a iniziative che, a costi bassissimi, promuovono gli stili di vita corretti per il benessere della popolazione”.

“In questi ultimi anni – ha spiegato Giorgio Gilli, presidente del Suism dell’Università di Torino - si sta registrando un mutamento importante e basato su fenomeni contraddittori: un anticipo dell’età nella quale insorgono le malattie e un allungamento della durata della vita media delle persone. E non solo per un miglioramento dei mezzi diagnostici ma proprio a causa dell'insorgere anticipato di numerose patologie. Una azione che può incidere favorevolmente, su questo stato di cose, può essere quella di diffondere il concetto della responsabilità e della consapevolezza: non solo più il diritto costituzionale alla salute e a governare al meglio il proprio organismo ma il dovere di farlo”.

Anche il presidente del Coni Piemonte, Gianfranco Porqueddu, ha sottolineato “la sfida degli Stati generali dello sport e del benessere: quella di cambiare mentalità ad una popolazione tendenzialmente sedentaria che non ha ancora l’educazione fisica tra gli insegnamenti della scuola primaria e dell’infanzia. Infatti, per introdurre dei modelli positivi e presentarli nella maniera giusta è essenziale passare dal mondo della scuola”.

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