Consiglio Regionale del Piemonte

Vai ai contenuti

Nuove norme in edilizia sociale

L’Assemblea di Palazzo Lascaris ha approvato oggi a maggioranza (32 favorevoli, 1 contrario, 1 astenuto e 6 non votanti) la legge Disposizioni in materia di decadenza dall’assegnazione degli alloggi di edilizia sociale. Il nuovo testo modifica la precedente legge regionale n. 3/2010, intervenendo sul fenomeno delle decadenze dall’assegnazione di alloggi di edilizia popolare causate dalla morosità degli assegnatari.

La nuova norma sopprime il termine di tre mesi di morosità previsto per l’avvio della procedura di decadenza, allo scopo di permettere una più attenta valutazione dei singoli casi e sospende i procedimenti in corso affinché i Comuni e gli enti gestori, con una successiva modifica del regolamento attuativo, possano valutare le singole posizioni di morosità prima di pronunciare la decadenza, avviando il procedimento solo nei confronti di quegli assegnatari morosi ritenuti oggettivamente in grado di pagare il canone.

Uniformandosi alle previsioni della legge nazionale n. 76/2016 il provvedimento, anche attraverso emendamenti approvati in Commissione e in Aula e proposti dal gruppo M5S, amplia la definizione del nucleo richiedente estendendolo ai soggetti parte di unioni civili omosessuali e ai conviventi di fatto. La stessa nuova definizione si applica all’articolo della legge n. 3/2010 relativo ai punteggi da attribuire ai richiedenti e a quello sulla successione nella domanda e nell’assegnazione degli alloggi.

Su questo punto sono stati esaminati e respinti numerosi emendamenti del presidente Fdi, Maurizio Marrone, che ha contestato il metodo con il quale la maggioranza ha voluto inserire la tematica dei diritti Lgbt all’interno di quella dell’edilizia sociale. Suo, invece, l’emendamento approvato che inserisce anche i figli, non presenti nel testo originario, fra gli aventi diritto alla successione nell’assegnazione della casa di edilizia sociale in caso di decesso dell’assegnatario.

Il testo prevede inoltre che i cambi di alloggio possano essere effettuati, oltre che per superare condizioni di sottoutilizzo o sovraffollamento degli alloggi di edilizia sociale nonché di disagi abitativi di carattere sociale, anche per cercare di ridurre la morosità.

Si riconosce in capo alla Giunta regionale la possibilità di avviare una sperimentazione delle modalità di riparto del fondo sociale, anche in deroga ai criteri fissati dalla legge n.3/2010, riconoscendo l’obbligo della Giunta di informare sugli esiti della sperimentazione la Commissione consiliare competente.

È presente la clausola di neutralità finanziaria in quanto dal provvedimento in questione non derivano oneri aggiuntivi al bilancio regionale: si tratta infatti di una sospensione dei procedimenti di decadenza e non di una sanatoria.

 

Dichiarazioni di voto

 

Prima della votazione finale del provvedimento i gruppi hanno espresso le proprie dichiarazioni di voto.

Il consigliere Andrea Appiano ha motivato il voto favorevole del Pd “a una legge che afferma il principio importante che le decadenze non avvengono automaticamente dopo tre mesi di morosità ma dopo un’attenta analisi delle cause. Non si tratta, come è stato detto, di una ‘navetta’ legislativa per incidere sul diritto di famiglia ma della necessità di recepire, anche nell’ordinamento regionale, la legge nazionale in materia di unioni civili. È un peccato che il dibattito, in alcuni momenti, si sia trasformato in una sorta di battaglia tra intolleranza e riconoscimento del diritto naturale”.

Per il consigliere Gian Luca Vignale (Misto) si è trattato di una discussione “lunga, in parte ostruzionistica e in parte di merito. Sono convinto che i piemontesi si renderanno conto di quale sia il vero centro di questa legge. Per la parte politica che rappresento il tema dei conguagli è stato toccato solo marginalmente e si corre il rischio di sanare molte morosità colpevoli e di bloccare migliaia di conguagli di chi stenta ad arrivare a fine mese. Non esprimo dichiarazione di voto ma presterò grande attenzione su quanto espresso sugli atti d’indirizzo”.

Il consigliere Marrone (FdI) ha espresso disappunto per come il dibattito “sia stato, a più riprese, occasione per la maggioranza di accuse di omofobia e di repressione. Era giusto individuare un meccanismo più elastico della decadenza automatica ma si sarebbero dovute tutelare maggiormente le ragioni erariali della Regione. Si è parlato più di unioni civili che di edilizia sociale e l’inserimento strumentale delle medesime all’interno del provvedimento è violazione palese della ripartizione di competenze tra Stato e Regioni e potrebbe esporlo al giudizio d’incostituzionalità”.

Il consigliere Diego Sozzani (FI) ha riconosciuto alla legge “alcuni aspetti positivi, ma non si è tenuto nel dovuto conto che i mancati introiti degli anni passati, messi in evidenza dai revisori dopo l’accorpamento delle Atc, incideranno pesantemente sul bilancio regionale. Ancora una volta la maggioranza ha fatto un ‘pastrocchio’ inserendo una parte di legge sul diritto di famiglia all’interno di quella sull’edilizia”.

Anche la consigliere Gianna Gancia (Lega Nord) ha motivato il no del proprio gruppo rimproverando la Giunta “di aver sorvolato sul danno erariale e sulla perdita di economicità delle Atc”, esortandola “a muoversi per attivare politiche efficaci per il lavoro e il ripristino della cultura che lo sottende” e auspicando che “il raggiungimento dei punteggi delle famiglie alternative per gli alloggi non vada a discapito di quelle tradizionali”.

Per il consigliere Davide Bono (M5S) si tratta di una legge “in buona parte condivisibile attraverso cui ci auguriamo si potrà addivenire a un miglioramento dell’esecuzione del diritto alla casa per i piemontesi. Anche noi riteniamo che si sarebbe dovuto inserire l’obbligo della sottoscrizione dei piani di rientro e vigileremo affinché la Giunta finanzi con risorse adeguate il fondo sociale e renda possibili le sperimentazioni previste”.

Marco Grimaldi (Sel) ha sottolineato “l’ottimo lavoro svolto in Commissione e in Aula, che costituisce un ulteriore ‘mattone’ nella revisione complessiva della legislazione sulla casa. Era necessario rimuovere il termine perentorio dei tre mesi e dare la possibilità ai Comuni di ridiscutere la morosità colpevole o incolpevole. L’Aula deve essere fiera di non avere fatto marcia indietro per quanto riguarda la rimozione degli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini prevista dalla Costituzione”.

 

Documenti collegati

 

In coda al provvedimento, sono stati discussi e approvati all’unanimità tre ordini del giorno presentati rispettivamente dai primi firmatari Vignale (Misto), Nadia Conticelli (Pd), presidente della II Commissione, e Bono (M5S) relativi ai conguagli delle utenze inviati da Atc.

L’ordine del giorno del consigliere Vignale invita il presidente della Giunta e l’assessore competente “a intervenire affinché Atc sospenda i conguagli pervenuti ai condomini dell’Atc nei mesi di dicembre 2016 o gennaio 2017 per almeno sei mesi al fine di far verificare gli importi dalla Commissione utenza che per legge avrebbe già dovuto essere costituita e a verificare il rispetto della normativa regionale vigente in merito alla dotazione di ciascun alloggio di strumenti di telelettura informatizzata ed elettronica”.

L’ordine del giorno della consigliera Conticelli impegna la Giunta regionale “a sollecitare una verifica puntuale dei consumi indicati a conguaglio per ciascuna unità abitativa, a verificare la predisposizione di idonei piani di rientro a favore degli utenti, a sollecitare la sospensione dell’applicazione degli interessi di mora fino al completamento della verifica e della predisposizione dei piani di rientro, a prevedere che per il futuro le bollette inviate agli utenti riportino il dettaglio dei consumi riferiti alla singola utenza e a verificare la possibilità di concordare l’attivazione di forniture a prezzi calmierati a favore degli utenti degli alloggi di edilizia sociale.

L’ordine del giorno del consigliere Bono - infine - impegna la Giunta affinché “la situazione debitoria dei conguagli utenze per anni passati non faccia scattare la procedura di decadenza delle assegnazioni degli alloggi di edilizia sociale; i piani di rientro per i conguagli utenze siano calcolati sulla reale capacità di spesa da parte delle famiglie con rateazioni sostenibili; sia effettuato da parte di ogni Atc il monitoraggio puntuale sui consumi e sulle possibili altre cause d’innalzamento degli stessi; nessuna famiglia sia messa nella condizione di distacco dell’utenza di riferimento e, in senso, valuti la possibilità di proibire, in caso si proprietà dell’alloggio da parte di Atc, l’intestazione del contratto idrico al singolo assegnatario; sia valutata nella revisione della normativa in materia la più alta copertura possibile della morosità incolpevole compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili”.

I fatti in breve

  • Approvata una legge che sopprime il termine di tre mesi di morosità previsto per l’avvio della procedura di decadenza.
  • Comuni ed enti gestori, con una successiva modifica del regolamento attuativo, valuteranno le singole posizioni di morosità prima di pronunciare la decadenza.
  • Ampliata la definizione del nucleo richiedente anche ai soggetti di parte di unioni civili omosessuali.