Consiglio Regionale del Piemonte

Vai ai contenuti

Baby pit stop

“Le Consulte, femminile regionale e delle elette del Piemonte, hanno lavorato insieme anche predisponendo delle mozioni affinché oggi, spenti i riflettori sull’8 marzo, si possa promuovere un progetto concreto per realizzare spazi e creare un circuito nei luoghi della cultura piemontese e non solo, di aiuto fattivo alle mamme. Importante la capillarità sul territorio nei tanti comuni piemontesi e per questo coinvolgeremo Anci e Uncem, ma senza dimenticare le mamme che lavorano in fabbrica o negli uffici”.

Questa la dichiarazione della vicepresidente del Consiglio regionale, Daniela Ruffino, nel corso della conferenza stampa del 10 marzo, nella Sala dei Presidenti di Palazzo Lascaris, per la presentazione del progetto dell’Unicef, Baby pit stop (aree di  sosta per allattare e cambiare il pannolino).

“Sono una ostetrica prestata alla politica – ha ricordato Stefania Batzella, presidente della Consulta delle elette del Piemonte – per cui ho sempre seguito con passione la tematica dell’allattamento. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda in maniera esclusiva l’allattamento fino al sesto mese, consigliato almeno fino ai due anni mentre inizia l’introduzione degli altri cibi nella dieta del bambino, in relazione alle richieste del minore e alle possibilità della mamma. L’allattamento va protetto, sostenuto e incoraggiato perché fornisce l’alimento più completo, più naturale e più nutriente che si possa immaginare e migliora il legame tra mamma e bimbo. Nella nostra società è possibile che si verifichino situazioni inidonee all’allattamento attraverso sguardi indiscreti o di scandalo all’indirizzo di chi sta allattando. Importante quindi allestire aree attrezzate idonee e che permettano alle donne coinvolte di poter uscire di casa tranquillamente e poter soddisfare facilmente le richieste alimentari dei propri figli. È necessaria anche una legge antidiscriminazione in armonia con la direttiva emanata dalla ministra Marianna Madia”.

All’incontro hanno partecipato anche la vicepresidente della Consulta delle elette, Valentina CaputoCinzia Pecchio, presidente della Consulta femminile regionale,  Costanza Trapanelli - presidente Comitato provinciale di Torino per l’Unicef e Elise Chapin - Unicef Italia – referente del Programma ospedali e comunità amici dei bambini (Bps).

Anche attraverso i loro interventi è stata chiarita bene la valenza del progetto che prende il nome dalle spettacolari operazioni che vengono svolte nel corso dei gran premi di Formula 1: il rifornimento di carburante diventa il rifornimento di latte e il cambio gomme diventa il cambio del pannolino.

L’allattamento è considerato una priorità della salute pubblica dall’Unicef ed è un diritto ai sensi dell’art. 24 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e della adolescenza. Il Baby pit stop, un luogo dove possono trovare tranquillità anche i padri che dovessero allattare al biberon con spazi eventualmente anche per fratellini e sorelline. Una iniziativa a basso consto e di grande utilità sociale che partendo dai luoghi della cultura (musei, biblioteche ecc…) deve coinvolgere capillarmente sul territorio tutti i luoghi pubblici.

A tale proposito sono stati predisposti dei documenti da votare nelle prossime sedute d’Aula.

Link associati