Consiglio Regionale del Piemonte

Vai ai contenuti

Modifica norme edilizia sociale

L'Aula di Palazzo Lascaris ha avviato, martedì 28 febbraio, la discussione generale sul disegno di legge n. 229 di modifica delle norme in materia di edilizia sociale.
Come ha spiegato il relatore di maggioranza Marco Grimaldi (Sel), il testo modifica la legge regionale n. 3/10, intervenendo con urgenza per governare il fenomeno delle decadenze dall’assegnazione di alloggi di edilizia popolare causate dalla morosità degli assegnatari, che sta assumendo dimensioni sempre più rilevanti, con conseguenze spesso ingestibili sul piano sociale e per i Comuni, sui quali vanno a ricadere per intero i costi: "La nuova normativa modificherà la disciplina vigente, che prevede l’avvio del procedimento di decadenza dopo tre mesi di morosità senza una valutazione della cause, e sospende i procedimenti in corso, in modo da permettere, con una successiva modifica del regolamento attuativo, ai Comuni e agli enti gestori di valutare le singole posizioni di morosità prima di pronunciare la decadenza e avviare il procedimento solo nei confronti di quegli assegnatari morosi ritenuti oggettivamente in grado di pagare il canone".
Per uno dei due relatori di minoranza, Maurizio Marrone (Fdi), "l'edilizia sociale è un bene scarso, abbiamo graduatorie lunghissime e perciò è un bene che va tutelato dalla presenza di chi non ne ha diritto. Siamo di fronte a una crisi di reddito durissima, nonostante ciò l'impostazione di questo ddl non è condivisibile. Crea un ambito di eccessiva discrezionalità, si passa dai tre mesi "secchi" di morosità a una valutazione assoluta senza criteri e così lo spazio per il clientelismo diventa troppo ampio. Inoltre, in Commissione ci siamo trovati di fronte a un cavallo di troia per inserire altre norme che non c’entrano niente, come fatto dal M5S, come l'adeguamento alla legge Cirinnà sulle unioni civili".
La scelta è stata difesa dall'altro relatore di minoranza, Davide Bono (M5S): "La vicenda legata alle unioni civili è seplicemente il recepimento di una legge nazionale. Per quanto riguarda le modifiche alla legge, quando la Giunta ha presentato il provvedimento in Commissione abbiamo segnalato il fatto che avremmo dovuto rivedere completamente le norme. Ci è stato risposto che dovevamo fare in fretta perché avevamo una situazione emergenziale che chiedeva risposte.
Nessuno vuole impedire l’approvazione di questa legge, ma ci interesserebbe sapere che tipo di sperimentazione sul fondo sociale vuole fare la Giunta. Intende comunicare le sue valutazioni alla Commissione al termine del percorso, noi invece siamo per non togliere poteri al Consiglio e pensiamo che la Commissione debba essere informata prima".
Per la consigliera del Pd Nadia Conticelli "a Torino, su 900 casi, oltre 600 hanno avuto un piano di rientro. In ogni caso siamo di fronte a un’emergenza che chiede di rivedere i criteri, è un percorso che abbiamo avviato e vogliamo portare a compimento. Dietro le politiche della casa ci sono delle storie e ci sono delle persone che attendono di sapere quale sarà il destino proprio e della propria famiglia. Spero sia questo lo spirito con cui discuteremo sulla legge".
Gianluca Vignale (Mns) ha sollevato il problema dei conguagli: "Abbiamo presentato un emendamento per sospendere i conguagli da migliaia di euro pervenuti ai condomini dell’Atc almeno finchè non siano stati verificati gli importi. Il problema delle abitazioni è il problema centrale in un momento di crisi come questo. Abbiamo fatto una buona legge sull’autorecupero, ora dobbiamo fare lo stesso. Oggi abbiamo una situazione che è radicalmente cambiata e siamo in grado di assegnare solo poche centinaia di abitazioni, le altre migliaia si assegnano tramite emergenza abitativa". Infine Diego Sozzani (Fi) ha chiesto che "la modifica di questa legge non diventi una sanatoria mascherata", mentre Alessandro Benvenuto (Lega Nord) ha chiesto di "approfondire gli elementi che riguardano la legge Cirinnà".
In conclusione del dibattito l'assessore alle Politiche Sociali, Augusto Ferrari ha spiegato che tra il 2011 e il 2016 le Atc hanno richiesto ai Comuni di pronunciare la decadenza per poco meno di 6.500 assegnatari. Solamente circa il sei per cento di queste richieste sono state eseguite e per circa seimila assegnatari sono ancora in corso le procedure.
L’assessore ha infine sostenuto che la modifica della normativa esistente e del regolamento permetterà di individuare una procedura condivisa con Comuni e Atc, dando soluzione concreta al problema della morosità nelle case popolari, che negli ultimi anni ha prodotto una voragine nei bilanci delle agenzie e un accumulo impressionante di procedimenti di decadenza, con rischi sociali enormi.

fmalagnino