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Banca dati Partigianato Meridionale

Nel corso dei venti mesi della guerra di Liberazione nelle formazioni partigiane piemontesi entrò una componente rilevante costituita da persone provenienti dai territori del sud Italia. La conoscenza di questa presenza, pur segnalata e riconosciuta nel corso della guerra e nel dopoguerra, è stata poco approfondita sia per quanto riguarda le effettive dimensioni assunte sia per le modalità con cui è entrata in rapporto con l'insieme dell'esperienza partigiana. Non sono certo mancati studi e percorsi, anche di notevole valore su singoli protagonisti o su gruppi di comune origine territoriale, ma è mancato un disegno di insieme per tante ragioni, in primo luogo per i problemi di documentazione e per le difficoltà di trattamento di grandi quantità di dati.
Solo la costruzione del database sul Partigianato piemontese in occasione del cinquantesimo della lotta di Liberazione ha consentito di avvicinare questa realtà in termini diversi rispetto al passato. Da questa banca dati è venuta la conferma che la presenza di uomini e donne provenienti dal sud Italia è stata rilevante sia sotto il profilo numerico sia sotto il profilo della qualità dell'apporto fornito, per certi versi affine all'insieme delle formazioni partigiane, ma per altri non privo di tratti originali segnati da culture, modi di sentire, esperienze diverse a immagine di un'Italia allora più marcatamente differenziata nei suoi territori di quanto non lo sia ancora oggi.

La banca dati del Partigianato Meridionale è stata presentata, giovedì 23 febbraio, al Polo del ‘900 a Torino, alla presenza del vicepresidente del Consiglio regionale delegato al Comitato Resistenza e Costituzione Nino Boeti, dei rappresentanti degli istituti storici piemontesi e del Sud Italia.
“Questo lavoro che è stato fatto segue la pubblicazione degli atti del convegno che abbiamo organizzato al Carignano nel 2013. Gli uomini del Sud Italia che hanno partecipato alla Resistenza sono entrati nella storia della nostra regione, si sono trovati a combattere fianco a fianco persone che parlavano lingue diverse. Per troppo tempo abbiamo pensato che la lotta di Liberazione riguardasse solo il Nord, oggi sappiamo che non è così”, ha spiegato Boeti.

I Partigiani di origine meridionale che hanno partecipato alla Resistenza piemontese sono 7.928 e per un centinaio di loro sono stati ricostruiti i percorsi biografici. La ricerca restituisce così da un punto di vista qualitativo e quantitativo la partecipazione e i percorsi spesso drammatici di uomini e donne il cui apporto alla costruzione di un’Italia libera e democratica è stato a lungo poco riconosciuto. L’accurata revisione dei campi relativi alle province di provenienza e alle professioni consentono oggi di riflettere su nuovi possibili percorsi di ricerca e nuove attività didattiche a partire dalle fonti.

fmalagnino

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