Consiglio Regionale del Piemonte

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Torino for Syria

Abbiamo assistito alle immagini che negli ultimi mesi arrivavano dalla Siria. Immagini di una guerra che ha coinvolto milioni di persone, costrette alla fuga e alla miseria; immagini di una guerra dai confini poco chiari, che non può essere analizzata solo dal punto di vista geopolitico, ma anche dal punto di vista delle vittime e delle persone che soffrono.
Operazione Colomba, Corpo nonviolento di Pace della comunità Papa Giovanni XXIII, impegna alcuni giovani di Torino da anni in diverse zone del Mondo dove c’è un conflitto in corso, vivendo direttamente nei luoghi accanto alle persone e portando un sostegno alla resistenza quotidiana e nonviolenta. Uno di questi progetti è attivo in Libano e accoglie soprattutto famiglie siriane in fuga.
Hiroshima Mon Amour ospiterà giovedì 2 Marzo a partire dalle ore 18.00 un concerto benefit a favore dell’iniziativa, promosso e voluto dal Comitato Diritti Umani del Consiglio regionale, al quale parteciperanno diversi artisti della scena musicale torinese e diverse band giovanili delle scuole superiori che aderiscono allo spirito del progetto, mettendo a disposizione gratuitamente alcuni loro brani.
La serata e i suoi obiettivi sono stati presentati giovedì 23 febbraio in Consiglio regionale.

“La presenza di profughi siriani in Libano è pari al 50% della popolazione del Libano. E’ come se l’Italia accogliesse 30 milioni di profughi. Una situazione praticamente al collasso, inizialmente percepita come un'emergenza e divenuta poi nel tempo una situazione “normale", fino al punto che i tanti progetti realizzati da ONG e Associazioni nei luoghi del conflitto, non avendo più ricevuto alcun tipo di sostegno economico, stanno rischiando di chiudere. Per questo, il Comitato dei diritti Umani, oltre ad aver organizzato e preso parte a diverse manifestazioni, fiaccolate, azioni mediatiche che chiedevano la cessazione del conflitto in Siria e il sostegno alla popolazione colpita, ha deciso, questa volta, di sostenere in modo concreto il progetto di Operazione Colomba, che vede direttamente coinvolti nei luoghi di guerra numerosi giovani volontari torinesi che hanno fatto della solidarietà la loro missione”, ha spiegato il presidente del Consiglio regionale e presidente del Comitato Diritti Umani Mauro Laus

Si esibiranno, tra gli altri, Sweet life society, Dj Koma, Ila Rosso, Muso, Alessandro Petullà, Quindi, VooDooDolls, Abisso04, Red Wine, Jec Lex e gruppi emergenti.
La musica sarà intervallata da interventi delle organizzazioni promotrici e aderenti, che spiegheranno nel dettaglio la situazione in Libano e in Siria e le finalità dell’evento.
La serata si concluderà con  un dj set fino alle 01.00.
L’ingresso è a offerta libera.

Promuovono l’iniziativa:
Operazione Colomba, Acmos, Hiroshima Mon Amour

Sostengono l’iniziativa:
Consiglio regionale del Piemonte - Comitato Regionale per i Diritti Umani, Libera Piemonte, Sermig, Comunità di Sant’Egidio, AltreProspettive, Fondazione Benvenuti in Italia.


Contesto

In Libano con i profughi siriani
I volontari di Operazione Colomba vivono in un campo di rifugiati siriani in Libano, in una tenda costruita con legno e plastica, condividendo la vita quotidiana con le persone  fuggite alla guerra, costretti ad abbandonare tutto, senza la possibilità di ritornare alla propria casa o di ricostruire le loro vite altrove. Nessun presente e senza futuro.
La guerra in Siria, seppur oggi dimenticata, rimane una tragedia di proporzioni enormi. Secondo l'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani il numero di morti dall'inizio del conflitto nel 2012 aggiornato a fine 2016 è di circa 320.000.
I siriani sono oggi la popolazione di profughi più grande al mondo, secondo i dati ufficiali: intorno ai 6,5 milioni gli sfollati interni, 4 milioni la persone che sono state costrette ad abbandonare il Paese.
Gran parte dei profughi siriani sono attualmente rifugiati in Libano: un milione quelli registrati dall'UNHCR (forse 2 milioni la cifra reale) in un Paese la cui popolazione è di 4,5 milioni.  


Operazione Colomba in Libano

Operazione Colomba, Corpo Nonviolento di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, è presente in Libano dal settembre 2013, prima con viaggi esplorativi in tutto il Paese, poi, a partire dall'aprile 2014, stabilendosi nel campo profughi e nel villaggio di Tel Aabbas, a soli 5 chilometri dal confine con la Siria.
Sono stati i profughi stessi, dopo avere ricevuto ripetute minacce e violenze da parte di alcuni libanesi del luogo, a chiedere di vivere stabilmente con loro, perché la presenza rappresenta un forte deterrente alle violenze.
In Libano è attualmente l'unico gruppo internazionale che abbia accettato di vivere stabilmente all'interno di un campo profughi. La presenza non solo riduce il livello di violenza, ma diventa indirettamente fonte di sicurezza anche per i libanesi che, impauriti dalla presenza dell'ISIS nel territorio, vedono in ogni siriano un potenziale terrorista. Vivendo al campo “si dimostra” che quelle persone non rappresentano un pericolo.
La presenza viene portata avanti da un gruppo di 4/6 volontari che, turnandosi, garantiscono continuità, a cui se ne aggiungono altri per periodi più brevi, nel tentativo di mantenere un presidio costante di 2-5 volontari.
I volontari impiegano le giornate sopratutto nelle visite alle persone e nell'ascolto. Prima di tutto dei profughi, in particolare di quelli più in difficoltà, ma vengono fatte molte visite anche ai libanesi cristiani e musulmani, cercando in questo modo di creare legami e vincoli di solidarietà tra persone che, pur vivendo vicine, non si relazionano le une alle altre.