Consiglio Regionale del Piemonte

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Lavori in Commissione, 2 febbraio

Parere positivo sui criteri per ammettere i contributi

La VI Commissione Cultura, presidente Daniele Valle, ha dato a larga maggioranza il parere preventivo e vincolante, previsto dalla l.r. n. 13/2016, sull’atto deliberativo della Giunta regionale che fissa i criteri per “l’istituzione delle tabelle degli enti, istituti, fondazioni e associazioni di rilievo regionale e per l’ammissione al contributo regionale”.

Prima della votazione Francesca Frediani (M5S) e Marco Grimaldi (Sel), hanno chiesto alcuni chiarimenti sui criteri elencati nell’atto. L’assessore alla Cultura, Antonella Parigi, ha spiegato che tra le ragioni del provvedimento vi è quella di accertarsi che gli enti presi in considerazione possano garantire una minima operatività.

Nel corso della seduta, su proposta dei gruppi M5S e Sel, è emersa la necessità di dedicare delle sedute di Commissione alla vertenza inerente i lavoratori della Reggia di Venaria Reale e sul sistema culturale di Torino e del Piemonte in relaziona anche alla possibilità di erogare contributi.

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Assegnazione degli alloggi di edilizia sociale

È proseguito in seconda Commissione (presidente Nadia Conticelli) l’esame del disegno di legge sulla decadenza dall’assegnazione degli alloggi di edilizia sociale.

Sul testo insistevano ventisei emendamenti, venti dei quali solo a firma del consigliere Maurizio Marrone (FdI), che ha poi provveduto a ritirarli in attesa del dibattito in Aula. I rimanenti erano stati presentati dalla Giunta regionale e da Davide Bono (M5S).

Prima di essere licenziato dalla Commissione stessa, il ddl necessità del parerere del Cal, il Consiglio delle autonomie locali.

Come ha spiegato l’assessore regionale alle Politiche della casa Augusto Ferrari, il testo modifica la legge regionale n. 3/10 sull’edilizia sociale, intervenendo con urgenza per governare il fenomeno delle decadenze dall’assegnazione di alloggi di edilizia popolare causate dalla morosità degli assegnatari, che sta assumendo dimensioni sempre più rilevanti, con conseguenze spesso ingestibili sul piano sociale e per i Comuni, sui quali vanno a ricadere per intero i costi.

Tra il 2011 e il 2016 le Agenzie territoriali per la casa (Atc) hanno richiesto ai Comuni di pronunciare la decadenza per poco meno di 6.500 assegnatari; solamente circa il sei per cento di queste richieste sono state eseguite e per circa seimila assegnatari sono ancora in corso le procedure.

L’assessore ha sostenuto che la modifica della normativa esistente e del regolamento permetterà di individuare una procedura condivisa con Comuni e Atc,  dando soluzione concreta al problema della morosità nelle case popolari, che negli ultimi anni ha prodotto una voragine nei bilanci delle agenzie  e un accumulo  impressionante di procedimenti di decadenza, con rischi sociali enormi.

La nuova normativa modificherà la disciplina vigente, che prevede l’avvio del procedimento di decadenza dopo tre mesi di morosità senza una valutazione della cause, e sospende i procedimenti in corso, in modo da permettere, con una successiva modifica del regolamento attuativo, ai Comuni e agli enti gestori di valutare le singole posizioni di morosità prima di pronunciare la decadenza e avviare il procedimento solo nei confronti di quegli assegnatari morosi ritenuti oggettivamente in grado di pagare il canone.

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