Consiglio Regionale del Piemonte

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In ricordo di Italo Tibaldi

Venerdì 27 gennaio  - Giorno della memoria - al Polo del '900 nella sede del Museo storico della Resistenza, un incontro pubblico ha reso omaggio al grande impegno con cui Italo Tibaldi (1927-2010), dopo la prigionia (iniziata a 16 anni), divenne testimone e ricercatore instancabile della deportazione italiana.

L'incontro, intitolato “Nuove strade per conoscere Auschwitz. Ricordando Italo Tibaldi”, ha preso spunto dal vastissimo archivio realizzato in cinquant'anni da Tibaldi, in particolare per documentare i convogli che dall'Italia hanno trasportato migliaia di prigionieri politici nei vari campi di concentramento. 

Nino Boeti, vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte delegato al Comitato Resistenza, ha portato il saluto istituzionale: "Tibaldi come molti uomini che hanno subito la prigionia, dopo la guerra scelse un impegno civile. Fu sindaco di Vico Canavese e presidente della Comunità Montana. Ha svolto un lavoro straordinario per la catalogazione dei viaggi verso i campi di sterminio. Un lavoro che oggi per noi è preziosissimo". 

La maggior parte del suo archivio è custodita dalla Fondazione Memoria della Deportazione di Milano e dall'Istoreto di Torino. Victoria Musiolek, ricercatrice del Museo di Torino, ha presentato i primi risultati di un anno di ricerche arichivistiche sul fondo Tibaldi che hanno messo in risalto la grande mole di dati da lui raccolti in anni di minuziose ricerche tra i superstiti per ricostruire nomi e numeri di matricola dei prigionieri italiani: Tibaldi ha catalogato ben 44mila numeri di matricola per 288 convogli.

All'iniziativa, che ha avuto il sostegno del Comitato Resistenza e Costituzione, hanno partecipato i rappresentanti dell’ANED, Sezione di Torino, della Fondazione Memoria della Deportazione di Milano, dell'Istoreto e del Museo Diffuso della Resistenza di Torino.

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