Consiglio Regionale del Piemonte

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Lavori in Commissione, 26 gennaio

Residenzialità psichiatrica

Nella seduta della Commissione Sanità, presidente Domenico Ravetti, del 26 gennaio, si è tenuta l’informativa dell’assessore regionale alla Sanità, Antonino Saitta, sull'attuazione della DGR n. 29-3944 del 19 settembre 2016 in materia di residenzialità psichiatrica.

Pochi giorni fa con una successiva deliberazione dell’Esecutivo è stata rettificata e precisata ulteriormente. Si tratta comunque di un atto attualmente sospeso perché sottoposto a giudizio avanti al Tribunale amministrativo regionale.

Nella sua illustrazione l’assessore ha affermato che la Giunta regionale, in attesa del giudizio sul merito, ha iniziato ad avviare un percorso per giungere ad un piano sulla salute mentale.

Allo scopo di uscire al più presto da una fase di incertezza, gli avvocati della Regione, hanno mandato di chiedere alla Corte la più ampia anticipazione possibile del giudizio rispetto alla data fissata dal giudice amministrativo, nell’ottobre 2017.

Il percorso elaborato dalla Giunta si basa, oltre che sull’attività dell’Osservatorio della salute menatle dell’Asl To 3, sul lavoro dei vari tavoli tecnici regionali istituiti sulle varie aree: dipendenze, salute mentale, materno infantile (percorsi di cronicità e Rete neuropsichiatria infantile) e psicologia.

La relazione dell’assessore ha stimolato un dibattito nel quale sono intervenuti per l’opposizione, Gian Luca Vignale (FI), Davide Bono e Stefania Batzella (M5S), mentre per la maggioranza hanno parlato, Marco Grimaldi (Sel), Paolo Allemano e Andrea Appiano (Pd).

Gli esponenti di maggioranza hanno sostanzialmente appoggiato il lavoro dell’Esecutivo sebbene il commissario di Sel abbia chiesto all’assessore di migliorare alcune parti del documento particolarmente quelle dedicate alla compartecipazione degli utenti alle spese per le cure e l’assistenza.

La minoranza ha ribadito la netta contrarietà all’azione dell’assessore evidenziando l’opposizione corale alla delibera di tutti i soggetti interessati alla residenzialità psichiatrica quale conseguenza del negativo lavoro della Giunta regionale, motivato con la mancata consultazione degli stessi nella fase di elaborazione dell’atto. Criticata l’eccessiva importanza dei risparmi adombrati nel provvedimento e segnalate le incongruenze tra gli aspetti sanitari e assistenziali del documento.

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Licenziato il testo unificato sugli sport montani

Le Commissioni III (Attività produttive), presidente Raffaele Gallo, e VI (Cultura), presidente Daniele Valle, riunite nella seduta congiunta presieduta da Gallo, hanno discusso e approvato a maggioranza il testo unificato Revisione della disciplina regionale in materia di sicurezza nella pratica degli sport montani invernali ed estivi e disciplina delle attività di volo in zone di montagna, che armonizza il disegno di legge n. 213, di modifica alla legge regionale n. 2/2009, con due proposte di legge, le pdl n.103 e n. 208, primi firmatari rispettivamente il consigliere GianLuca Vignale (FI) e Daniele Valle (Pd).

Ai lavori ha partecipato in rappresentanza della Giunta regionale l’assessore al Turismo, Antonella Parigi.

Durante la seduta è stato approvato un emendamento del M5S che riscrive l’art. 5 della legge n. 2/2009, definendo le aree sciabili e di sviluppo montano e che introduce l’articolo 5bis sulla pianificazione degli interventi urbanistici nelle aree sciabili e di sviluppo montano. Si prevede in particolare che la riqualificazione prevista dai Piani regolatori a fini turistico-ricettivi dei fabbricati e impianti completamente dismessi possa essere rilocalizzata nella misura dell’80% in aree idonee di completamento del tessuto urbanizzato o già compromesse, per riqualificarle.

Approvato anche l’emendamento che modifica l’art. 32 della legge n.2/2009 ampliando la responsabilità del soccorso, specificando infatti che, in caso di sinistro, chiunque è tenuto a prestare l’assistenza occorrente agli infortunati, ovvero a comunicare immediatamente il sinistro al gestore.

Durante le dichiarazioni finali di voto il consigliere GianLuca Vignale (FI) ha espresso soddisfazione per il testo unificato, affermando che “si tratta di una modifica importante della legge n.2/2009 perché estende innanzitutto la disciplina ad attività non solo invernali ma anche estive. Inoltre, a livello di finanziamento, questa norma diventa il più grande strumento di sviluppo per l’economia montana regionale”.

Il consigliere Andrea Appiano (Pd)  ha espresso un giudizio positivo sul testo, “esempio di un equilibrio raggiungibile con un lavoro approfondito che ha coinvolto tutti i gruppi” e ha proposto di introdurre in sede di lavori d’Aula un emendamento che ampli la portata della clausola valutativa, seguendo l’orientamento del Comitato per la qualità della normazione.

Il provvedimento, trasmesso all’Ufficio di presidenza del Cal e al Comitato per la qualità della normazione, passa ora all’esame dell’Aula.

In conclusione di seduta è stata infine respinta a maggioranza la pdl n.157 sul Divieto di pratica dell’eliski sul territorio regionale (primo firmatario il consigliere Giorgio Bertola, M5S), che sarà affrontata quindi dall’Aula con parere negativo delle due Commissioni.

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Rifiuti speciali in V Commissione

Nel corso della V Commissione (Tutela dell’ambiente), presieduta da Silvana Accossato, l’assessore Alberto Valmaggia ha illustrato l’informativa in merito alla deliberazione della Giunta sull’adozione della proposta di Piano regionale sui rifiuti speciali.

In particolare Valmaggia ha sottolineato che il Piano prevede tipologie differenti di rifiuti, non controllati da filiera ma da libero mercato: da quelli relativi alla costruzione e demolizione (voce principale) a quelli per il trattamento degli scarti e delle acque.

Il dato che emerge dall’analisi è che l’import-export del Piemonte con le altre regioni risulta decisamente elevato, pari infatti a 6,5 milioni di tonnellate nel 2014, di cui 3,6 milioni in ingresso e 2,9 in uscita.

Per i rifiuti pericolosi si rileva inoltre che il sistema impiantistico piemontese è sprovvisto di aziende che effettuano specifiche operazioni di recupero o smaltimento, prevalentemente per rifiuti da trattamento. Per i rifiuti non pericolosi non si delinea invece una carenza impiantistica a livello regionale, ma un deficit per gli scarti da imballaggio e derivanti da processi chimico-organici.

Gli obiettivi definiti dal Piano riguardano principalmente la riduzione di rifiuti e il relativo riciclaggio, il ricorso minimo alla discarica e la promozione di una green economy regionale.

L’assessore ha poi definito essenziale la progressione verso un’economia circolare, basata sul ciclo di vita dei manufatti, rimuovendo gli ostacoli alle attività di riciclaggio nel mercato interno dell’Unione e riducendo al minimo la quantità di rifiuti non riutilizzabili.

Nel corso dell’illustrazione i consiglieri Giorgio Bertola (M5S) e  Diego Sozzani (FI) hanno rispettivamente proposto alla Commissione osservazioni sulle filiere industriali di recupero e riciclo sostenibile dei rifiuti speciali e sulla classificazione degli scarti.

Dopo un adeguato approfondimento delle tematiche emerse nel dibattito, il testo sarà rivalutato nelle prossime sedute.

Al termine dell’informativa dell’assessore all’Ambiente, la Commissione, in merito al disegno di legge 217 sulle norme per la gestione  dei rifiuti, ha nominato i relatori di maggioranza e minoranza, rispettivamente i consiglieri Antonio Ferrentino (Pd) e Giorgio Bertola (M5S).

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