Consiglio Regionale del Piemonte

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La guerra del Monferrato del 1613

L’associazione dei consiglieri della Regione Piemonte ha presentato il 12 dicembre a Palazzo Lascaris il volume “Monferrato 1613. La vigilia di una crisi europea” (Viella edizioni),  che raccoglie gli atti integrali dell’omonimo convegno che si è tenuto nell’Aula del Consiglio regionale nel novembre 2013.

Dopo i saluti di Francesco Panero del Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture moderne dell’Università di Torino, hanno presentato l’opera: Cinzia Cremonini dell’Università Cattolica di Milano, Pierpaolo Merlin dell’Università di Torino, Frédéric Ieva responsabile della Rivista Storica Italiana. 

La giornata dedicata al quarto centenario della prima Guerra del Monferrato era stata organizzata dall’Associazione dei consiglieri della Regione Piemonte e dal Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture moderne dell’Università degli Studi di Torino.

 

La prima Guerra del Monferrato (1613-1618) fu evento di portata europea, perché vide coinvolti diversi stati italiani (oltre ai ducati di Mantova e Savoia, Venezia, il Papa, il Granducato di Toscana) e le maggiori potenze continentali (Francia, Spagna), ma anche perché rappresentò il primo tentativo di mutare gli assetti politici nella penisola, mettendo in discussione l’egemonia spagnola che si era imposta a partire dal 1559. Inoltre il conflitto evidenziò le tensioni latenti all’interno del sistema politico internazionale, anticipando la Guerra dei Trent’anni (1618-1648).

Il Monferrato e i suoi abitanti furono coinvolti nelle vicende belliche, che produssero fatti rimasti poi nella memoria collettiva, come gli assedi di Moncalvo, Canelli, Nizza Monferrato e Asti. Realtà urbane e comunità rurali vissero drammaticamente il conflitto e le popolazioni, benché accomunate dall’appartenenza allo stesso ambiente geografico e culturale, si trovarono a volte su posizioni opposte, vincolate le une alla fedeltà verso i Savoia, le altre verso i Gonzaga.

La guerra ebbe risonanza nazionale, attirando l’attenzione dell’opinione pubblica, che si schierò pro o contro la scelta del duca Carlo Emanuele I di Savoia di sfidare la monarchia spagnola. La decisione ducale suscitò un acceso dibattito tra intellettuali e scrittori politici, e molti la considerarono espressione della volontà di affermare l’indipendenza italiana nei confronti del dominio straniero. Tale interpretazione, tra Otto e Novecento, venne poi ripresa in modo strumentale dalla storiografia sabaudista che sosteneva l’irrevocabile destino «nazionale» della dinastia. I contendenti dell’epoca (Spagna, Mantova, Savoia) usarono i mezzi della propaganda (in prosa e poesia) per legittimare le proprie ragioni e giustificare il proprio comportamento.

INFO: Associazione Consiglieri regionali, tel. 011.5757.388