Consiglio Regionale del Piemonte

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Al via l’Asl Città di Torino

L’Assemblea regionale ha approvato a maggioranza, nella seduta di martedì 6 dicembre, la delibera che prevede l’accorpamento delle Aziende sanitarie locali To1 e To2 a partire dal prossimo 1° gennaio. Il documento, presentato per la Giunta regionale dall’assessore alla Sanità Antonio Saitta, è stato licenziato a maggioranza dalla IV Commissione.

“Oggi la città è spaccata in due e serve un’omogeneizzazione dei servizi - ha spiegato l’assessore illustrando la delibera - e il nostro obiettivo è creare valore, individuare i punti del sistema che sono in grado di occuparsi meglio delle prestazioni. Il miglior utilizzo degli spazi comporterà la liberazione dei locali per sviluppare a Torino l'assistenza territoriale, oltre ad assicurare risparmi. Nessuno sarà licenziato, ma piuttosto saranno migliorati i servizi”.

L'atto aziendale della nuova Asl unica - che prenderà il nome di Azienda sanitaria locale Città di Torino - sarà pronto entro giugno 2017 e sarà oggetto di un percorso di valutazione condivisa con il Comune di Torino e con le Circoscrizioni.

Il dibattito in Aula

La discussione è stata aperta dal consigliere Davide Bono (M5S) che, con i consiglieri Stefania Batzella e Giorgio Bertola, ha sottolineato come - indipendentemente dalla bontà del provvedimento - la discussione in Commissione sia stata condotta con particolare fretta, soprattutto in sede di approvazione: “Siamo un’Assemblea in cui gli spazi di dibattito sono ridotti al lumicino ma è bene sia chiaro che non siamo disposti a compiere atti di fede e dal 1° gennaio il Consiglio deve essere messo a parte di tutte le decisioni che riguardano la regione”.

Per il Pd sono intervenuti i consiglieri Andrea AppianoPaolo Allemano e Nadia Conticelli che hanno definito l’accorpamento “un piano coerente con il processo di razionalizzazione in atto, che va in direzione dell’integrazione e del completamento del sistema sanitario esistente perché non prevede tagli ma una miglior ridistribuzione della spesa”.

I consiglieri Gian Luca Vignale e Claudia Porchietto (FI) hanno denunciato il rischio di “creare la più grande Asl del Piemonte per presidi ospedalieri, numero di abitanti e complessità di situazioni da gestire senza mettere mano all’organizzazione ospedaliera” e qualificato “ipocrita e assurdo il fatto che la Giunta non coinvolga la maggioranza nelle proprie decisioni ma la chiami semplicemente a prenderne atto una volta stabilite”.

Per Sel il consigliere Marco Grimaldi ha affermato che “il primo compito della sanità pubblica deve essere colmare le disuguaglianze attraverso la prevenzione e l’informazione. È importante che la nuova Asl non sia la somma delle due che sostituisce ma che si serva delle opportunità offerte dalla città per superare i problemi epocali che le affliggono, a cominciare dal digital divide”.

Il consigliere Mario Giaccone (Chiamparino per il Piemonte) si è detto sicuro che “l’accorpamento consentirà un miglior uso delle strutture esistenti con evidenti convenienze di economie di scala” mentre il consigliere Alfredo Monaco (Scelta di rete civica) ha ribadito che “il Consiglio deve avere più voce nelle decisioni della Giunta. A mio avviso si poteva cominciare con l'indicare linee guida per i direttori generali, obbligarli a lavorare insieme per armonizzare i servizi e farle diventare obiettivi su cui giudicare il loro operato”.

L’assessore Saitta, nella replica, ha concluso che “la nascita della nuova Asl rappresenta senza dubbio una sfida, a cominciare dal fatto che nessuno del personale verrà licenziato perché l’obiettivo è potenziare i centri territoriali e migliorare i servizi. E in quest’ottica va anche letta la riapertura delle Case della Salute, che non saranno solo laboratori ma innanzi tutto luoghi che consentiranno di alleggerire il carico degli ospedali per attività di non acuzie e dove ci saranno presenti competenze di carattere sanitario”.

Gli ordini del giorno collegati

Prima della votazione della delibera l’Assemblea ha discusso sette atti d’indirizzo collegati e ne ha approvati tre.

Quello presentato dalla prima firmataria Valentina Caputo (Pd) impegna la Giunta regionale “a individuare, nell’ambito del processo di accorpamento delle Asl To1 e To2, gli strumenti più idonei a consentire il massimo coinvolgimento del Consiglio regionale affinché tale processo sia improntato ai principi di partecipazione, condivisione e gradualità ed evitando, d’altro canto, l’adozione di semplici automatismi conseguenti a una mera fusione tra le due attuali Aziende”.

I due presentati dal primo firmatario Davide Bono (M5S) impegnano rispettivamente la Giunta regionale “ad investire risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria del presidio Amedeo di Savoia, sulla base di un progetto dell’Azienda, per mantenere la sicurezza e il decoro delle strutture in cui vengono attualmente erogate le attività sanitarie sino a ricollocamento in strutture più idonee” e “a chiedere al direttore generale dell’Asl To la sollecita costituzione di un tavolo sindacale aziendale che segua tutte le questioni connesse alla nuova organizzazione al fine di garantire il mantenimento e il potenziamento dell’offerta sanitaria”.

I fatti in breve

  • L’Assemblea regionale ha approvato la delibera di Giunta che prevede l’accorpamento delle Asl To1 e To2 a partire dal prossimo 1° gennaio.
  • Dopo la presentazione del documento da parte dell'assessore regionale alla Sanità è seguito un ampio e articolato dibattito.
  • Prima della votazione l’Assemblea ha discusso sette atti d’indirizzo collegati e ne ha approvati tre.