Consiglio Regionale del Piemonte

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Lavori in Commissione, 1 dicembre

La quarta per il riordino delle Ipab

La Commissione ha proseguito l'esame del disegno di legge n. 193, "Riordino del sistema delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza", presentato per la Giunta regionale dall'assessore alle Politiche sociali.

L'assessore ha illustrato alcuni emendamenti di Giunta volti a rendere meno stringenti i parametri che portano un'Ipab a trasformarsi automaticamente in azienda pubblica di servizi oppure in fondazione o in associazione di diritto privato per le strutture che abbiano un valore medio di produzione tra 1,5 e 2,5 milioni negli ultimi tre anni e il cui patrimonio immobiliare sia pari o superiore a 2 milioni di euro e a introdurre la possibilità di fusione tra istituzioni per favorire il raggiungimento delle dimensioni ottimali per il territorio o minime per la trasformazione in azienda pubblica.  

Per l’opposizione FI e M5S hanno ricordato la perplessità degli operatori su un disegno di legge che si propone come norma-quadro senza valutare e regolamentarne le possibili conseguenze dell’ordinamento che si vuole proporre.

Per FI le Ipab rappresentano un patrimonio di grande importanza per i servizi resi alla comunità piuttosto che per il loro valore economico,  è fondamentale che la volontarietà della scelta vada estesa anche alle Ipab che non rientrano nei parametri previsti dall’emendamento, che si tenga conto anche del parere degli enti locali e che il personale, che ha contratti di diritto pubblico, venga tutelato e non sia danneggiato dalle trasformazioni. Inoltre, ha sottolineato, non è detto che fatturato e patrimonio siano necessariamente i soli parametri in grado d'individuare se una realtà è sana.

Per il M5S è importante che siano stati modificati, almeno parzialmente, i criteri per la trasformazione delle Ipab rispetto alla precedente formulazione  dell’articolato, ma si fa fatica a comprenderne i criteri, che dovrebbero essere approfonditi guardando anche a quello che si fa nelle altre regioni. Il Movimento ha anche ammonito sul rischio di limitare il patrimonio pubblico a favore del privato ed esortato a congelare la discussione in attesa dell'emanazione dei decreti attuativi della legge nazionale di riforma del Terzo settore. 

Il Pd ha sostanzialmente condiviso parte dei rilievi dell’opposizione pur giudicando il provvedimento e gli emendamenti ad esso collegati un passo importante per ordinare una materia tanto variegata e vasta.

L'assessore ha rilevato che molte parti del provvedimento sono state scritte dopo aver consultato operatori e sindacati per cercare il miglior equilibrio possibile di fronte a una decisione tanto complessa, che è ora necessario entrare nel merito della questione, pur dopo aver esaminato i punti di vista di tutti, e poi prendere una decisione.  

ctagliani

 

La sesta approva in legislativa la norma sul diritto allo studio

Nella seduta del 1 dicembre la sesta Commissione (Cultura) ha approvato a maggioranza, in sede legislativa, il disegno di legge numero 226 “Disposizioni relative agli indirizzi per l'attuazione degli interventi per il diritto allo studio. Modifiche alla legge regionale 28 dicembre 2007, numero 28 (Norme sull'istruzione, il diritto allo studio e la libera scelta educativa)”. Era presente l’assessora all’Istruzione, che ha ricordato come la prima Commissione abbia espresso parere favorevole sul punto. La legge prevede, in sintesi, il ricorso al voucher come modalità di assegnazione degli assegni di studio per contribuire al pagamento delle rette scolastiche di iscrizione e frequenza e alle spese relative all’acquisto di libri di testo, attività integrative previste dai piani dell’offerta formativa e trasporti, materiale didattico e dotazioni tecnologiche funzionali all’istruzione.

In precedenza, la Commissione aveva svolto un’audizione con il Centro Studi Ricerche Storiche e Archeologiche Vercellae per un'illustrazione dell'attività del Centro stesso. Il presidente Dario Gaviglio ha esposto l’attuale situazione di difficoltà in relazione all’area della necropoli di San Bartolomeo a Vercelli, dove insisterebbero progetti edilizi e ha chiesto alla Regione – era presente l’assessora alla Cultura – un edificio dove poter esporre pubblicamente la grande collezione raccolta dai volontari del centro in decenni di attività sul territorio.

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In quinta l'informativa sugli eventi alluvionali

I recenti eventi alluvionali sono stati al centro dell'informativa della Giunta regionale svolta in quinta Commissione congiunta con la seconda, alla presenza dell'assessore all'Ambiente, del direttore regionale Opere Pubbliche e Difesa del Suolo, e dei tecnici della Protezione Civile.
Tra i giorni 21 e 25 novembre 2016 il Piemonte èstato interessato da precipitazioni intense, che hanno interessato l’intera regione con particolare insistenza inizialmente nel cuneese ed alessandrino al confine con la Liguria e le zone del Vercellese, Biellese e alto Torinese.
Dal giorno 24 le precipitazioni piùintense sono state sul settore occidentale della regione e ancora al confine con la Liguria.
Gli eventi di questi giorni sono stati, per intensità e precipitazioni (oltre 500 mm in alcune zone), del tutto paragonabili alle alluvioni del 1994 e del 2000.
In questi giorni si sta ultimando il dossier con le stime dei danni, un documento che servirà al governo centrale per dichiarare lo stato di emergenza grave.
Secondo la direzione regionale le prime stime, solo per quanto riguarda le opere pubbliche, sono di circa 300 milioni di euro di danni. Dagi uffici è arrivata la segnalazione di eventuali rischi nel caso in cui le risorse del governo fosserso scarse (nel 1994 fu stanziato un miliardo di euro e nel 2000 1,2 miliardi) o con poca certezza sui tempi.
Dal punto di vista dei numeri, durante i giorni dell'alluvione sono stati attivati oltre 70 centri di protezione civile, e 36 "com" nelle varie province. Sono state evacuate evacuate circa 1500 persone (500 a Torino, 600 a Cuneo) e messe in sicurezza 7500 persone nel comune di Alessandria. Sono stati attivati 4500 volontari e sono stati effettuati 5600 interventi puntuali. Le situazioni più critiche si sono registrate a Moncalieri e Perosa Argentina e il comune di Prali è ancora parzialmente isolato.

L'informativa sull'alluvione è stata preceduta da una relazione dell'assessore all'Ambiente sul progetto "Corona Verde: l’infrastruttura verde dell’area metropolitana torinese" che ha recentemente ricevuto il premio “La Cittàper il Verde” de il Verde Editoriale (Rivista Acer).
Corona Verde èil progetto strategico che la Regione Piemonte ha attivato per dare attuazione alle proprie politiche paesaggistico-ambientali in ambito metropolitano, attraverso la realizzazione e la gestione sostenibile di un’infrastruttura verde che mette a sistema e integra la Corona di Delizie delle Residenze Reali (sistema di Residenze sabaude elette a Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco) con la Cintura Verde dei Parchi, dei fiumi e dalle aree rurali presenti nell’area torinese, al fine di salvaguardare natura e paesaggi e migliorare la qualità di vita degli abitanti.

Il territorio di CV interessa la città di Torino e altre 93 municipalità con un’estensione di quasi 165.000 ettari e una popolazione di circa 1.800.000 abitanti.

Il Progetto nasce come idea forte alla fine degli anni ‘90 da una intuizione degli Enti di gestione dei Parchi che insieme alla Regione Piemonte e al Politecnico di Torino iniziano a maturare una nuova visione di sviluppo territoriale. L’obiettivo è quello di recuperare un rapporto più equilibrato tra Città e Natura, ormai logoro e molto spesso inefficace per il benessere dei cittadini e per contenere il consumo di suolo promuovendo interventi che, oltre alla riqualificazione, giungano a ricostruire l’immagine e i valori identitari di tale territorio attraverso la valorizzazione di elementi caratteristici custodi di risorse importanti e strategiche.

fmalagnino