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La riscoperta del divino

Ritornare a Dio dopo Dio, partendo da una condizione di vuoto e smarrimento, tipiche dell’epoca contemporanea. Questo in sintesi è l’atteggiamento che connota l’ana-teismo, una recente forma di ateismo al centro del convegno che Palazzo Lascaris ospita il 1 e il 2 dicembre.

Organizzato dall’Osservatorio sul pluralismo religioso, dal Centro d’informazione buddista di Giaveno e dalla Chiesa nazionale di Scientology d’Italia, il simposio affronta il tema dell’anateismo con l’intento di offrire un contributo scientifico alle scienze delle religioni, proponendo gli interventi e i contributi di numerosi studiosi e ricercatori della materia.

“È stato il filosofo canadese Richard Kearney a identificare nell’ana-teismo l’atteggiamento di ritrovata credenza religiosa a partire da una condizione di incertezza e di ricerca”, ha spiegato Luigi Berzano, docente del Dipartimento di Culture, politica e società dell’Università di Torino.

Sulle origini dell’ascesi e della spiritualità moderna ha invece riflettuto Giovanni Leghissa, docente di filosofia teoretica all’Università di Torino, affermando che “la scommessa di ritrovare il divino partendo dall’ateismo è insita nella modernità”. Leghissa ha poi citato il pensiero di Nietzsche “Dio è morto, noi uomini l’abbiamo ucciso e dobbiamo diventare degni dell’azione commessa”, per spiegare come essa implichi un’assunzione di responsabilità a farsi carico dell’impossibilità di trovare un senso ultimo e definitivo alla vita e al cosmo. Una condizione sostenibile solo provando una “pietas” verso la vulnerabilità degli esseri umani e quindi aprendosi agli altri in quanto compartecipi della propria finitezza.

La morte di Dio e la sua riscoperta in forme diverse da quelle della religiosità tradizionale, ovvero le fasi dell’anateismo sono poi state analizzate da Massimo Introvigne, sociologo delle religioni, all’interno della storia dell’arte moderna. “”La scommessa cristiana, il Dio straniero e il Dio sconosciuto sono le tre diverse modalità attraverso le quali alcuni artisti moderni e contemporanei hanno affrontato il ritorno di Dio”, ha precisato Introvigne. Fra gli artisti citati Van Gogh, Dalì, Matisse, Chagall e Kandinsky

 

I fatti in breve

  • Un convegno sulle forme dell'anateismo contemporaneo ospitato a Palazzo Lascaris.
  • L'anateismo è una tipologia di ateismo che consiste nel ritorno alla credenza religiosa dopo aver sperimentato il vuoto e la ricerca.
  • Presenti numerosi docenti universitari e studiosi della materia.