Consiglio Regionale del Piemonte

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La settimana in Commissione

I Commissione (Programmazione e Bilancio)

Norme finanziarie

Si è riunita la Commissione Bilancio, alla presenza del vicepresidente della Giunta regionale, con delega al Bilancio, e dell’assessora regionale all’Istruzione, per esprimere il parere finanziario sul disegno di legge n. 226 “Disposizioni relative agli indirizzi per l’attuazione degli interventi per l’attuazione degli interventi per il diritto allo studio. Modifiche alla legge regionale 28 dicembre 2007, n. 28 (Norme sull’istruzione, il diritto allo studio e la libera scelta educativa)”.

A conclusione di una breve discussione, si è deciso di posticipare l’espressione del parere a mercoledì 30 novembre, dopo l’approvazione del disegno di legge n. 222 “Assestamento del bilancio di previsione finanziario 2016 - 2018 e disposizioni finanziarie”.

Questo per avere certezza sugli stanziamenti dedicati all’attuazione del provvedimento.

La Commissione ha poi adottato la deliberazione che prende atto del risultato del referendum che ha accompagnato la domanda di incorporazione del Comune di Selva Marcone nel Comune di Pettinengo in Provincia di Biella, oggetto del disegno di legge n. 228, il cui esame era all’ordine del giorno.

Si tratta della prima volta che in Piemonte viene applicato l’istituto dell’incorporazione (disciplinato dall'articolo 1, comma 130, della legge n. 56/2014 “Delrio”) per cui in questo caso il referendum viene celebrato prima della domanda di fusione per incorporazione.

Nella seduta di martedì 29 è stata esaminata la deliberazione licenziata della Commissione che dovrà, a sua volta, essere adottata dall’Assemblea plenaria e, a questo punto, riprenderà l’iter normale della fusione. Verosimilmente la fusione per incorporazione dovrebbe essere esaminata dal Consiglio regionale dopo l’approvazione dell’Assestamento.

Infine, per quanto concerne la proposta di deliberazione n. 184 “Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2017-2019”, è stato deciso di aggiornare i lavori con l’esame degli emendamenti a lunedì prossimo.

 

II Commissione (Pianificazione territoriale e Urbanistica)

Opere e misure compensative Tav

Le opere compensative destinate ai Comuni interessati dalla Tav sono state al centro dell'audizione, in II Commissione, del presidente dell'osservatorio Tav e commissario del Governo Paolo Foietta, del sindaco di Susa e del sindaco di Chiomonte.
"Il ministero conferma le risorse previste, pari al 5% dell'opera complessiva, e rivolte a opere e misure compensative per la nuova linea ferroviaria - ha spiegato Foietta - è nostra intenzione utilizzare questi fondi non per rotonde e marciapiedi, ma per investimenti per lo sviluppo durevole del territorio. È un "paletto" preciso che ha orientato il lavoro dell’osservatorio fino a oggi. Il Cipe, nella giornata di domani rimodulerà le opere e i primi 10 milioni. Le compensazioni finora deliberate ammontano a circa 42 milioni di euro, mentre 112,5 milioni è la cifra complessiva proposta dal ministero. Infine, su richiesta dell'amministrazione di Susa, Scr e quindi la Regione torna a essere stazione appaltante unica per superare alcune difficoltà legate al patto di stabilità".
Il sindaco di Chiomonte ha denunciato le particolari difficoltà del suo Comune, ad oggi l'unico interessato dai lavori: "Da noi il cantiere non si vede perchè si trova sotto l'autostrada. Tuttavia, a causa dei continui scontri, i cittadini devono attraversare i posti di blocco della polizia per raggiungere i posti di lavoro o fare le piccole cose quotidiane di sempre. Anche gli agricoltori che hanno investito nel progetto delle vigne stanno subendo molti disagi, il paese si sta svuotando. Abbiamo anche un grosso problema di struttura amministrativa, abbiamo dodici dipendenti, alcuni part-time, e non riusciamo a reggere il peso degli adempimenti che ci vengono richiesti per avere i fondi delle opere compensative. Spero che gli assessori regionali si attivino per trovare delle soluzioni".
"Perchè si chiamano compensazioni?", è stata la domanda del sindaco di Susa. "Non possiamo chiamare compensazioni degli interventi di sistemazione di rotonde o la sicurezza dell’Istituto tecnico, la presenza dell’ospedale non è opera di compensazione. Queste opere dovrebbero servire realmente ad attenuare l'impatto della Tav, che in ogni caso continua a vederci contrari: l’opera è inutile, il nostro paese ha bisogno di altri interventi, come si è visto per il terremoto in centro Italia. La burocrazia è devastante e tutto il meccanismo per spendere questi 10 milioni di euro è insostenibile.  Abbiamo provato anche a percorrere le strade della progettazione europea per il recupero del teatro comunale con circa 3,5 milioni di euro, ma dobbiamo avere gli strumenti per utilizzare i fondi e non impiegare quattro anni per la progettazione".
Il gruppo M5S ha chiesto maggiori approfondimenti e documenti ufficiali dove il ministero si impegna per il 5% per le opere di compensazione e ha sottolineato che "i danni che il territorio ha subito sono dovuti al passaggio dei cingolati durante le manifestazioni del 3 luglio. Le difficoltà del progetto delle vigne sono a causa del territorio militarizzato. Oggi manca una parte di sindaci che sono coinvolti e danneggiati dal progetto della stazione di Susa e lasciateci dire che è una vergogna sostenere che gli interventi su una scuola siano opere compensative".
Per i consiglieri Pd "è importante concentrarsi sul processo metodologico per arrivare alla conclusione delle opere. La militarizzazione della valle è effetto di comportamenti di chi mette a repentaglio la sicurezza degli operai, in Francia non c'è bisogno dell'intervento della gendarmeria. Impegnamo al meglio i primi 10 milioni deliberati dal Cipe e teniamo fermo l'obiettivo di arrivare al 5% dell'opera complessiva".
In conclusione l'assessore regionale ai Trasporti ha garantito il lavoro per l’impostazione della seconda tranche delle opere e sono allo studio con il ministero modalità meno difficoltose. Sulle difficoltà amministrative con i comuni, è stata avviata una forte collaborazione con la Città Metropolitana che proseguirà con l'obiettivo di risolvere i problemi.

 

III Commissione (Economia)

La Commissione non si è riunita questa settimana.

 

IV Commissione (Sanità e assistenza)

Riordino delle Ipab

La Commissione ha proseguito l'esame del disegno di legge n. 193, "Riordino del sistema delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza", presentato per la Giunta regionale dall'assessore alle Politiche sociali.

L'assessore ha illustrato alcuni emendamenti di Giunta volti a rendere meno stringenti i parametri che portano un'Ipab a trasformarsi automaticamente in azienda pubblica di servizi oppure in fondazione o in associazione di diritto privato per le strutture che abbiano un valore medio di produzione tra 1,5 e 2,5 milioni negli ultimi tre anni e il cui patrimonio immobiliare sia pari o superiore a 2 milioni di euro e a introdurre la possibilità di fusione tra istituzioni per favorire il raggiungimento delle dimensioni ottimali per il territorio o minime per la trasformazione in azienda pubblica.  

Per l’opposizione FI e M5S hanno ricordato la perplessità degli operatori su un disegno di legge che si propone come norma-quadro senza valutare e regolamentarne le possibili conseguenze dell’ordinamento che si vuole proporre.

Per FI le Ipab rappresentano un patrimonio di grande importanza per i servizi resi alla comunità piuttosto che per il loro valore economico,  è fondamentale che la volontarietà della scelta vada estesa anche alle Ipab che non rientrano nei parametri previsti dall’emendamento, che si tenga conto anche del parere degli enti locali e che il personale, che ha contratti di diritto pubblico, venga tutelato e non sia danneggiato dalle trasformazioni. Inoltre, ha sottolineato, non è detto che fatturato e patrimonio siano necessariamente i soli parametri in grado d'individuare se una realtà è sana.

Per il M5S è importante che siano stati modificati, almeno parzialmente, i criteri per la trasformazione delle Ipab rispetto alla precedente formulazione  dell’articolato, ma si fa fatica a comprenderne i criteri, che dovrebbero essere approfonditi guardando anche a quello che si fa nelle altre regioni. Il Movimento ha anche ammonito sul rischio di limitare il patrimonio pubblico a favore del privato ed esortato a congelare la discussione in attesa dell'emanazione dei decreti attuativi della legge nazionale di riforma del Terzo settore. 

Il Pd ha sostanzialmente condiviso parte dei rilievi dell’opposizione pur giudicando il provvedimento e gli emendamenti ad esso collegati un passo importante per ordinare una materia tanto variegata e vasta.

L'assessore ha rilevato che molte parti del provvedimento sono state scritte dopo aver consultato operatori e sindacati per cercare il miglior equilibrio possibile di fronte a una decisione tanto complessa, che è ora necessario entrare nel merito della questione, pur dopo aver esaminato i punti di vista di tutti, e poi prendere una decisione.  

 

V Commissione (Tutela dell'ambiente e Protezione civile)

Informativa sugli eventi alluvionali

I recenti eventi alluvionali sono stati al centro dell'informativa della Giunta regionale svolta in quinta Commissione congiunta con la seconda, alla presenza dell'assessore all'Ambiente, del direttore regionale Opere Pubbliche e Difesa del Suolo, e dei tecnici della Protezione Civile.
Tra i giorni 21 e 25 novembre 2016 il Piemonte èstato interessato da precipitazioni intense, che hanno interessato l’intera regione con particolare insistenza inizialmente nel cuneese ed alessandrino al confine con la Liguria e le zone del Vercellese, Biellese e alto Torinese.
Dal giorno 24 le precipitazioni piùintense sono state sul settore occidentale della regione e ancora al confine con la Liguria.
Gli eventi di questi giorni sono stati, per intensità e precipitazioni (oltre 500 mm in alcune zone), del tutto paragonabili alle alluvioni del 1994 e del 2000.
In questi giorni si sta ultimando il dossier con le stime dei danni, un documento che servirà al governo centrale per dichiarare lo stato di emergenza grave.
Secondo la direzione regionale le prime stime, solo per quanto riguarda le opere pubbliche, sono di circa 300 milioni di euro di danni. Dagi uffici è arrivata la segnalazione di eventuali rischi nel caso in cui le risorse del governo fosserso scarse (nel 1994 fu stanziato un miliardo di euro e nel 2000 1,2 miliardi) o con poca certezza sui tempi.
Dal punto di vista dei numeri, durante i giorni dell'alluvione sono stati attivati oltre 70 centri di protezione civile, e 36 "com" nelle varie province. Sono state evacuate evacuate circa 1500 persone (500 a Torino, 600 a Cuneo) e messe in sicurezza 7500 persone nel comune di Alessandria. Sono stati attivati 4500 volontari e sono stati effettuati 5600 interventi puntuali. Le situazioni più critiche si sono registrate a Moncalieri e Perosa Argentina e il comune di Prali è ancora parzialmente isolato.

L'informativa sull'alluvione è stata preceduta da una relazione dell'assessore all'Ambiente sul progetto "Corona Verde: l’infrastruttura verde dell’area metropolitana torinese" che ha recentemente ricevuto il premio “La Cittàper il Verde” de il Verde Editoriale (Rivista Acer).
Corona Verde èil progetto strategico che la Regione Piemonte ha attivato per dare attuazione alle proprie politiche paesaggistico-ambientali in ambito metropolitano, attraverso la realizzazione e la gestione sostenibile di un’infrastruttura verde che mette a sistema e integra la Corona di Delizie delle Residenze Reali (sistema di Residenze sabaude elette a Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco) con la Cintura Verde dei Parchi, dei fiumi e dalle aree rurali presenti nell’area torinese, al fine di salvaguardare natura e paesaggi e migliorare la qualità di vita degli abitanti.

Il territorio di CV interessa la città di Torino e altre 93 municipalità con un’estensione di quasi 165.000 ettari e una popolazione di circa 1.800.000 abitanti.

Il Progetto nasce come idea forte alla fine degli anni ‘90 da una intuizione degli Enti di gestione dei Parchi che insieme alla Regione Piemonte e al Politecnico di Torino iniziano a maturare una nuova visione di sviluppo territoriale. L’obiettivo è quello di recuperare un rapporto più equilibrato tra Città e Natura, ormai logoro e molto spesso inefficace per il benessere dei cittadini e per contenere il consumo di suolo promuovendo interventi che, oltre alla riqualificazione, giungano a ricostruire l’immagine e i valori identitari di tale territorio attraverso la valorizzazione di elementi caratteristici custodi di risorse importanti e strategiche.

 

VI Commissione (Cultura e Istruzione)

Approvata in legislativa la norma sul diritto allo studio

Nella seduta del 1 dicembre la sesta Commissione (Cultura) ha approvato a maggioranza, in sede legislativa, il disegno di legge numero 226 “Disposizioni relative agli indirizzi per l'attuazione degli interventi per il diritto allo studio. Modifiche alla legge regionale 28 dicembre 2007, numero 28 (Norme sull'istruzione, il diritto allo studio e la libera scelta educativa)”. Era presente l’assessora all’Istruzione, che ha ricordato come la prima Commissione abbia espresso parere favorevole sul punto. La legge prevede, in sintesi, il ricorso al voucher come modalità di assegnazione degli assegni di studio per contribuire al pagamento delle rette scolastiche di iscrizione e frequenza e alle spese relative all’acquisto di libri di testo, attività integrative previste dai piani dell’offerta formativa e trasporti, materiale didattico e dotazioni tecnologiche funzionali all’istruzione.

In precedenza, la Commissione aveva svolto un’audizione con il Centro Studi Ricerche Storiche e Archeologiche Vercellae per un'illustrazione dell'attività del Centro stesso. Il presidente Dario Gaviglio ha esposto l’attuale situazione di difficoltà in relazione all’area della necropoli di San Bartolomeo a Vercelli, dove insisterebbero progetti edilizi e ha chiesto alla Regione – era presente l’assessora alla Cultura – un edificio dove poter esporre pubblicamente la grande collezione raccolta dai volontari del centro in decenni di attività sul territorio.