Consiglio Regionale del Piemonte

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Il bilancio sociale della Regione

Uno strumento di comunicazione e di relazione con la comunità, che offre una sintesi intelligibile dei risultati delle politiche regionali, partendo dagli obiettivi e dalle risorse a disposizione.

Si tratta del bilancio sociale che per l’anno 2015 la Regione Piemonte ha presentato e discusso durante il convegno Una Regione trasparente fra limiti finanziari e necessità di sviluppo, organizzato l’11 novembre nella Sala Viglione di Palazzo Lascaris.

“Rendere conto oggi del proprio operato è un obbligo e una responsabilità che ogni organizzazione è tenuta a perseguire, in modo particolare chi amministra risorse pubbliche”, è intervenuto in apertura dei lavori il presidente del Consiglio regionale. “L'analisi sociale del bilancio identifica le scelte compiute da un’amministrazione, i risultati ottenuti e le azioni che ancora non è  stato possibile mettere in atto ed è dunque dovere di ogni cittadino venirne a conoscenza. Sempre nell'ottica della massima trasparenza, si potrebbe pensare, per il futuro, alla messa in rete dei dati regionali, dell'Inps e di quelli forniti dal Comitato paritetico per la  qualità della normazione, al fine di rendere palese l'utilità effettiva degli interventi intrapresi”.

Il bilancio sociale, fiore all’occhiello per la Regione in quanto redatto da ben 9 anni, caso unico in Italia, vede il coinvolgimento delle diverse strutture regionali, in collaborazione con l’Università di Torino e con l’Ordine dei commercialisti del Piemonte. Quest’anno è stato inoltre presentato per la prima volta anche il Rendiconto semplificato per il cittadino. Il bilancio sociale rappresenta uno strumento di partecipazione e di controllo della comunità sull’operato dell’istituzione e una modalità con cui si sostanzia la responsabilità sociale d’impresa dell’ente.

Durante il convegno il vicepresidente della Giunta regionale e assessore al Bilancio ha messo in evidenza i vincoli strutturali alla programmazione, costituiti dalle necessità di copertura del disavanzo finanziario complessivo e dei debiti contratti dalla Regione per mutui e anticipazioni. “Per fronteggiare queste rigidità non abbiamo usato la leva fiscale, se non nell’occasione di un unico aumento fiscale di 120 milioni di euro nell’autunno 2014, perché sarebbe stato irresponsabile in un momento economico di crisi”, ha spiegato il vicepresidente. “Abbiamo al contrario agito sul recupero dell’evasione fiscale, che ha permesso di recuperare 105 milioni di euro nel 2015 e 90 milioni finora per il 2016, abbiamo ridotto i costi dell’organizzazione e della struttura regionale e siamo intervenuti meno intensamente su alcune spese regionali esercitando scelte politiche. La politica di bilancio richiede oggi una forte capacità di programmazione su scala triennale e fra gli obiettivi principali nella gestione della liquidità c’è quello di ridurre i tempi di pagamento”.

E’ stato poi illustrato nel dettaglio il contenuto del bilancio sociale, dal quale emerge che l’80% delle risorse impegnate nel 2015 sono state destinate al benessere della persona e della famiglia, il 10% per l’efficienza delle istituzioni, il 6% per il territorio e il 4% per lo sviluppo della competitività.

Al convegno sono intervenuti anche Giovanni Lepri, direttore risorse finanziarie della Regione, Riccardo Lombardo, settore relazioni esterne e comunicazione della Regione, Martino Grande di Ires Piemonte, Enrico Sorano del dipartimento di management dell’Università di Torino, Davide Barberis e Giuseppero Chiappero dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Ivrea, Pinerolo e Torino.

I fatti in breve

  • Uno strumento di chiara comprensione rivolto alla comunità sulla destinazione delle risorse e dei risultati delle politiche.
  • Per la prima volta è stato presentato anche il Rendiconto semplificato per il cittadino.
  • L’80% delle risorse 2015 sono state destinate al benessere della persona e della famiglia.

Dichiarazioni

“Rendere conto oggi del proprio operato è un obbligo e una responsabilità che ogni organizzazione è tenuta a perseguire, in modo particolare chi amministra risorse pubbliche”, è intervenuto in apertura dei lavori il presidente del Consiglio regionale. “L'analisi sociale del bilancio identifica le scelte compiute da un’amministrazione, i risultati ottenuti e le azioni  che ancora non è  stato possibile mettere in atto ed è dunque dovere di ogni cittadino  venirne  a conoscenza. Sempre nell'ottica della massima trasparenza, si potrebbe pensare, per il futuro, alla messa in rete dei dati regionali, dell'Inps e di quelli forniti dal Comitato paritetico per la  qualità della normazione, al fine di rendere palese l'utilità effettiva degli interventi intrapresi”.

“Per fronteggiare queste rigidità non abbiamo usato la leva fiscale, se non nell’occasione di un unico aumento fiscale di 120 milioni di euro nell’autunno 2014, “perché sarebbe stato irresponsabile in un momento economico di crisi”, ha spiegato il vicepresidente della Giunta regionale. “Abbiamo al contrario agito sul recupero dell’evasione fiscale, che ha permesso di recuperare 105 milioni di euro nel 2015 e 90 milioni finora per il 2016, abbiamo ridotto i costi dell’organizzazione e della struttura regionale e siamo intervenuti più intensamente su alcune spese regionali esercitando scelte politiche".

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