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L’Inps continua il percorso intrapreso di “rendicontazione sociale” avviato, già da alcuni anni, nei confronti dei vari portatori di interessi diffusi quali: cittadini, lavoratori, imprese, Pubbliche amministrazioni e pensionati.

Il Bilancio sociale 2015 dell’Ente previdenziale del Piemonte - presentato il 9 novembre a Torino a Palazzo Lascaris - offre uno spaccato dei fenomeni e delle tendenze che la società vive, nell’incrocio tra dinamiche del mercato e politiche di welfare redistributivo.

“I dati presentati questa mattina sono delle certezze con cui le Amministrazioni devono fare i conti. Non si tratta di semplici numeri, ma rappresentano lo stato di salute della comunità e dunque il presupposto per costruire politiche efficaci. Redigere un Bilancio sociale di qualità presuppone un investimento costante nella struttura organizzativa e una consapevolezza diffusa che il ‘rendere conto’ sia un aspetto fondante e necessario per chi vuole affermare la valenza sociale delle proprie azioni. Tutto questo l’Inps lo fa  e lo fa in modo scrupoloso” ha affermato il presidente del Consiglio regionale nel suo intervento di saluto.

Alcuni dati importanti. Il decremento della popolazione che in Italia si registra nel 2015, è presente in Piemonte sin dal 2014. Non solo diminuiscono gli abitanti italiani ma in Piemonte anche la componente extacomunitaria residente, dopo il picco del 2013, inizia a scendere. Nel 2015 l’economia mondiale rallenta il tasso di crescita, mentre recupera quella europea. Anche l’Italia esce dalla recessione con una modesta crescita (+0,8%) dopo anni di flessione. Il Piemonte cresce in linea con l’Italia (+0,7%). Anche il mercato del lavoro mostra segni di ripresa, raggiungendo un tasso di occupazione del 68% nella fascia di età 20-64 anni.

È stata approfondita - come ha spiegato Gianfranco Germani, presidente del Comitato regionale Inps - l’analisi sugli effetti della riforma pensionistica del 2012, cogliendo elementi di stabilizzazione dei flussi pensionistici. Ma da essi viene anche la conferma che il valore monetario della pensione tende, per il futuro, a contrarsi. Se i riflessi a livello macroeconomico indicano che la strada di rafforzamento della sostenibilità del sistema previdenziale è positivamente imboccata, non si può nascondere che il riequilibrio avviene a scapito delle condizioni di accesso a pensione e del tasso di sostituzione tra pensione e reddito da lavoro.

Ciò a fronte di andamenti del Pil stagnanti se non regressivi finisce per contribuire ad un processo di impoverimento dell’insieme del tessuto economico.

I lavori, ai quali ha partecipato anche il direttore della Sede regionale del Piemonte Gregorio Tito, si sono soffermati sul rapporto tra sviluppo e nuove politiche di welfare, spiegando come sia necessario individuare soluzioni che contemperino bisogni ed aspettative della popolazione con la razionalità economica della competizione globale. Il perdurare della crisi investe di crescenti compiti l’Inps, attraverso cui transitano ormai quasi tutti i flussi finanziari di trasferimento della spesa sociale.

Il successivo convegno dal titolo “Welfare 2.0 e prossimità dei servizi. Il ruolo dell’Inps, il ruolo dei Comuni” - al quale, tra gli altri, è intervenuta anche l’assessora regionale al Lavoro - ha spiegato come la necessità di investire in efficienza ed efficacia significhi procedere risolutamente nell’integrazione tra le attività delle Pubbliche amministrazioni: nessuna tra esse potrà realizzare autentiche economie funzionali e innalzamento della qualità ed adeguatezza dei servizi agendo solo per sè. I cittadini non sono infatti portatori di bisogni puntuali, da affrontare separatamente. Ancor più in periodi di crisi occorre che la Pubblica amministrazione, declinata al singolare quale soggetto unico che agisce in rete tra i suoi vari comparti, si faccia carico della persona (o della famiglia) e non della singola istanza.

I fatti in breve

  • L’Inps continua il percorso intrapreso di “rendicontazione sociale” avviato, già da alcuni anni, nei confronti dei vari portatori di interessi diffusi quali: cittadini, lavoratori, imprese, Pubbliche amministrazioni e pensionati.
  • Il Bilancio sociale 2015 dell’Ente previdenziale del Piemonte - presentato il 9 novembre a Torino a Palazzo Lascaris - offre uno spaccato dei fenomeni e delle tendenze che la società vive, nell’incrocio tra dinamiche del mercato e politiche di welfare redistributivo.
  • Il mercato del lavoro mostra segni di ripresa, raggiungendo un tasso di occupazione del 68% nella fascia di età 20-64 anni.

Dichiarazioni

“I dati presentati questa mattina sono delle certezze con cui le Amministrazioni devono fare i conti. Non si tratta di semplici numeri, ma rappresentano lo stato di salute della comunità e dunque il presupposto per costruire politiche efficaci. Redigere un Bilancio sociale di qualità presuppone un investimento costante nella struttura organizzativa e una consapevolezza diffusa che il ‘rendere conto’ sia un aspetto fondante e necessario per chi vuole affermare la valenza sociale delle proprie azioni. Tutto questo l’Inps lo fa  e lo fa in modo scrupoloso” ha affermato il presidente del Consiglio regionale nel suo intervento di saluto.

È stata approfondita - come ha spiegato Gianfranco Germani, presidente del Comitato regionale Inps - l’analisi sugli effetti della riforma pensionistica del 2012, cogliendo elementi di stabilizzazione dei flussi pensionistici. Ma da essi viene anche la conferma che il valore monetario della pensione tende, per il futuro, a contrarsi. Se i riflessi a livello macroeconomico indicano che la strada di rafforzamento della sostenibilità del sistema previdenziale è positivamente imboccata, non si può nascondere che il riequilibrio avviene a scapito delle condizioni di accesso a pensione e del tasso di sostituzione tra pensione e reddito da lavoro.

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