“Transitions”, migrazioni al Mao

Le grandi migrazioni, i confini, l’incessante mobilità delle persone che transitano da un luogo a un altro alla ricerca di nuove opportunità e di un futuro migliore, per motivi economici, politici e di sopravvivenza.
Sono i temi al centro della mostra “Transitions - l’umanità in transito”, in esposizione fino al 7 novembre al Mao di Torino, progetto artistico dell’associazione “Martin – martini arte internazionale”, curato da Patrizia Bottallo, in cui le opere dell’artista spagnolo Victor Lopez Gonzalez invitano ad una riflessione su temi sempre più al centro dei processi moderni.
“La mostra costituisce per l’Assemblea Piemontese un prestigioso tassello nel quadro delle iniziative dedicate al tema dell'immigrazione, tema centrale anche per il Comitato dei diritti umani. Non posso che esprimere profonda gratitudine verso quegli artisti che, come Gonzalez, consentono di fare una riflessione su temi così importanti. È dunque compito anche dei rappresentanti delle istituzioni, continuare nella contaminazione di tali concetti e tali tematiche non solo attraverso atti formali e normativi ma anche con il sostegno ad iniziative come questa”, ha spiegato il presidente del Consiglio regionale.
Uno stimolo raccolto attivamente dall’Assemblea, perché la mostra non si limita solo agli spazi del Museo d’Arte Orientale.
Nella prestigiosa cornice dell’atrio d’onore di Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale, dal 7 ottobre sono state installate tre opere scultoree: “Eudourado”, “Human Capital” e “Gold Euro”.
In "Gold Euro" e "Eudourado", la geografia, la mappa capovolta dell’Europa sono elementi che sottolineano i limiti dell'Europa e portano a chiedersi come i suoi confini siano compresi e interpretati.
"Gold Euro" utilizza la corrispondenza tra il rapporto in scala e il simbolo della moneta Euro rappresentando una sintesi dell’influenza economica, geopolitica e strategica tra Europa e Africa. In quest’opera l’artista amplia il mero valore economico della moneta trasferendolo da nominale a concettuale ed etico.
"Human capital" utilizza la fedele riproduzione di un container, in scala ridotta, contenitore simbolo delle merci che viaggiano, ed elemento distintivo della globalizzazione capitalista, per sottolineare come la mappatura del mondo sia condizionata dallo sfruttamento del trasporto marittimo. Parametrando il container al capitale umano l’artista denuncia l’insaziabile sfruttamento dell’uomo.
Inoltre, un intervento di “public art” vede cinque grandi opere su manifesti 6x3 metri, collocati in piazza Amelia Piccinini e in via Massari angolo via Chiesa della Salute a Torino, vere e proprie finestre visive al servizio dell’arte e della cultura.
Per Patrizia Bottallo, curatrice della mostra, “Dietro al grandissimo lavoro di un progetto così non c’è soltanto la volontà di esporre le opere d’arte, ma il desiderio di parlare con lo spettatore e comunicare un argomento forte in questo momento. Tutti insieme, grazie all’arte, dobbiamo abbattere le barriere e cominciare a parlare un linguaggio comune”.
La prefazione del catalogo è a cura del presidente emerito della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky che scrive: “Noi viviamo ormai, nel tempo della globalizzazione, in uno spazio saturo. Se vi si afferma il concetto di “casa propria” nel secondo significato di casa che è nostro esclusivo possesso, non c’è più nessun luogo della terra dove chi è estirpato dal suo possa andare senza le restrizioni più severe ai diritti, nessun paese al quale possa appartenere e dove possa creare nuove convivenze”.
La mostra ha ricevuto il patrocinio del Consiglio regionale del Piemonte, della Regione e il contributo della Fondazione CRT.

fmalagnino

 



 

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