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Tracce "barbare" in Piemonte

Le vicende del dominio dei Longobardi, durato oltre due secoli sul territorio piemontese, sono raccontate nella sezione Giacimenti culturali dell’ultimo numero di Notizie, il magazine della Regione Piemonte.

Intorno al 568 d.C., guidati da re Alboino, su pressione di altre etnie dell’Est, lasciano l’Europa orientale e invadono il Friuli, per poi espandersi in quasi tutta la Penisola. Nel 569 d.C. sono presenti nell’Astigiano, nel Vercellese e l’anno successivo conquistano Torino. Tutta l’area subalpina è sotto il loro controllo, a eccezione di Susa, città fortificata che resiste per quasi un decennio.

Il servizio dà informazioni sugli insediamenti longobardi, le attività economiche dei villaggi rurali, detti curtes e presenta le caratteristiche delle chiuse, fortificazioni a presidio dei punti di passaggio strategici, e le peculiarità dell’arte e dei manufatti di questo popolo. La storia e la civiltà longobarde sono approfondite attraverso interviste a studiosi e un ricco corredo di immagini che illustrano alcune vestigia della loro presenza, come la necropoli di Sant’Albano Stura, una fra le più importanti d’Italia. La sua scoperta ha fornito informazioni preziose sulle comunità non autoctone dell’Alto Medioevo insediate nel Piemonte sud-occidentale.

I fatti in breve

  • Testimonianze longobarde in Piemonte nei “Giacimenti culturali” di Notizie.
  • Il servizio dà informazioni sugli insediamenti, le attività economiche, la civiltà.
  • Ampio corredo iconografico delle vestigia della loro presenza.

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