Il gelso e la sericoltura in Piemonte

Tutelare le peculiarità del territorio piemontese: è questo l’obiettivo della mostra “Il gelso: albero dimenticato nel paesaggio agrario piemontese…e il suo legame con il baco da seta”, che sarà inaugurata oggi, 20 giugno, alle 17, nei locali dell’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) del Consiglio regionale (via Arsenale 14/g).

L’allestimento, realizzato in collaborazione con il Museo regionale di scienze naturali (Mrsn), è articolato in cinque sezioni tematiche, che vanno dalla coltivazione e utilizzo della pianta, al gelso nel mondo, fino alla bachicoltura e al paesaggio.

La coltura del gelso e l’allevamento del baco da seta furono per molto tempo ragione di orgoglio per l’agricoltura subalpina, ma i primi anni del Novecento ne decretarono il declino.

In particolare, il paesaggio agrario che caratterizzava il Piemonte della prima metà del secolo scorso è oggi scomparso e della gelsi-bachicoltura non restano che pochi filari presenti sul territorio.

I segni di questa cultura materiale costituiscono un vero e proprio archivio della storia, da rivalutare e tutelare, soprattutto per riqualificare il territorio stesso.

La mostra è visitabile, gratuitamente, fino al 13 luglio, con il seguente orario: dal lunedì al giovedì 9-12.30 e 14-15.30, il venerdì 9-12.30.

I fatti in breve

  • Inaugura lunedì 20 giugno la mostra "Il gelso", nei locali dell'Urp del Consiglio regionale.
  • L'allestimento è visitabile, gratuitamente, fino al 13 luglio.
  • L'obiettivo è quello di tutelare le peculiarità del territorio piemontese.

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