Consiglio Regionale del Piemonte

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Studenti piemontesi a Bruxelles

Nel loro ultimo giorno di permanenza a Bruxelles, i giovani piemontesi - vincitori della 32esima edizione del concorso “Diventiamo cittadini europei”, organizzato dalla Consulta europea del Consiglio regionale - hanno visitato il Consiglio dell’Unione europea, incontrando Carmen Ragione, segretario generale per gli Affari economici e la Competitività.

Sono in molti a guardare con un certa apprensione al referendum inglese sulla permanenza del Regno Unito nella stessa Ue. Dal Fondo monetario internazionale (Fmi) al presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, le maggiori istituzioni internazionali hanno messo in guardia sui rischi economici che un’eventuale uscita di Londra provocherebbe su tutti i Paesi dell’Unione. Molti analisti hanno poi evidenziato il rischio di un effetto domino e la paura di una Ue debole di fronte alla Cina e alla Russia.

La delegazione piemontese durante il suo soggiorno a Bruxelles ha anche avuto modo di visitare quelli che sono diventati i luoghi-simbolo dopo gli attentati terroristici dello scorso marzo.

Bruxelles è la capitale del Belgio, ma soprattutto è la capitale d’Europa. Il significato simbolico degli attacchi è stato chiaro. Anche i luoghi in cui si sono verificate le esplosioni sono importanti: l’aeroporto, che è uno degli edifici più controllati del Paese, e una stazione del metrò, proprio di fronte agli edifici dell’Unione europea.

Ma Bruxelles è anche Molenbeek, il luogo in cui si è radicata una forte cellula terrorista. Si può dire che quel quartiere sia l’esempio della sconfitta delle politiche di integrazione di un intero Paese?

Il Belgio è un Paese complicato. Ci sono le Fiandre, dove si parla olandese, e la Vallonia, dove si parla francese. Il territorio della capitale federale è diviso in diciannove comuni diversi, divisi tra fiamminghi e francofoni. È una divisione attuata più di quarant’anni fa, per motivi politici.

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