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Libro su Massimo D’Azeglio

Alla presentazione del volume, “Lo zio Max - Intervista immaginaria al nipote Emanuele”, scritto da Chantal Balbo di Vinadio, con la prefazione di Alessandro Barbero e pubblicata dall’editore SV Press Edizioni, sono intervenute, oltre all’autrice, la giornalista Alessandra Comazzi e Silvia Cavicchioli, storica dell’Università di Torino. Si descrive nel libro l’affascinante personalità di un visionario nel Risorgimento, quel Massimo d’Azeglio politico, patriota e scrittore, nato a Torino nel 1798.

L'autrice immagina, nella Londra ottocentesca, un giornalista a colloquio con Emanuele d’Azeglio per ripercorrere l’avventurosa esistenza dello zio: artista, letterato, uomo politico, “nato seducente”, come diceva colui che divenne il suo padre spirituale, Alessandro Manzoni.

“Una bella avventura leggere questo libro” ha detto Comazzi aprendo l’incontro nella Sala Argento e ha poi posto alcune domande all’autrice. Balbo ha spiegato come indagando sulla vita del suo antenato Cesare Balbo, “sia incappata in quella di massimo D’Azeglio, grande amico di Cesare. Leggendo poi di Massimo è nato un grande interesse che mi ha portato a scrivere quest’opera”.

“Un personaggio leggero e moderno – ha affermato Cavicchioli – che come quartogenito non avrebbe che potuto scegliere tra la professione delle armi o quella religiosa. Ma riuscì a ribellarsi a questo destino e ad avere una vita fuori dal comune”.

Al termine del dibattito, si è tenuta una breve proiezione del documentario “Sui passi dei d’Azeglio”, un viaggio alla scoperta dei luoghi della memoria azegliana.

I fatti in breve

  • Presentato il libro di Chantal Balbo di Vinadio "Lo zio Max - Intervista immaginaria al nipote Emanuele" che parla della vita di Massimo D'Azeglio.
  • Con l'autrice sono intervenute la giornalista Alessandra Comazzi e la storica Silvia Cavicchioli e dopo il dibattito è stato proiettato il documentario “Sui passi dei d’Azeglio”, un viaggio alla scoperta dei luoghi della memoria azegliana.