Rapporto tra agricoltura e ambiente

La prestigiosa cornice di Palazzo Lascaris ha tenuto a battesimo il 231° anno dell’Accademia di agricoltura di Torino, importante istituzione, nata come Società agraria il 24 maggio 1785, per volontà di Re Vittorio Amedeo III di Savoia, in un periodo di prevalente cultura illuministica.

Riconosciuta con decreto del presidente della Repubblica nel 1964, in tutti questi anni l’Accademia ha annoverato tra i suoi membri, personalità di spicco quali Camillo Benso di Cavour e Luigi Einaudi.

Il presidente Pietro Piccarolo ha ricordato come - quando nacque -  tra gli scopi dell’Accademia ci fossero quelli di promuovere “a pubblico vantaggio la coltivazione dei terreni situati principalmente nei felici domini di sua maestà, secondo le regole opportune e convenevoli alla loro diversa natura”. Si trattava cioè di risolvere, ottenendone anche vantaggi economici, i problemi della produzione agricola e dell’occupazione secondo i concetti illuministici e fisiocratici di quel periodo.

La lectio magistralis è stata tenuta da Amedeo Reyneri di Lagnasco, docente universitario di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, che si è soffermato sul rapporto tra agricoltura e ambiente, alla ricerca di un nuovo modello per il futuro. L’obiettivo è quello di accelerare e favorire gli effetti positivi dei moderni sistemi agricoli sul territorio per accrescere l’efficienza e la sostenibilità della gestione dell’ambiente agrario e dei processi produttivi di filiera.

Argomento che ha trovato particolarmente interessato il noto divulgatore scientifico Luca Mercalli, sostenitore convinto dell’agricoltura sostenibile, in particolare di quella capace di garantire la stabilità delle produzioni agricole nel tempo e in armonia con l’ambiente.

Per il futuro bisognerà essere sempre più consapevoli del ruolo sociale dell’agricoltura sostenibile e multifunzionale, e bisognerà essere in grado di operare con competenza e capacità in tutti gli ambiti e i processi coinvolti nell’evoluzione dell’attuale agricoltura verso forme di conduzione a minore impatto ambientale.

I fatti in breve

  • La prestigiosa cornice di Palazzo Lascaris ha tenuto a battesimo il 231° anno dell’Accademia di agricoltura di Torino, importante istituzione, nata come Società agraria il 24 maggio 1785, per volontà di Re Vittorio Amedeo III di Savoia, in un periodo di prevalente cultura illuministica.
  • Riconosciuta con decreto del presidente della Repubblica nel 1964, in tutti questi anni l’Accademia ha annoverato tra i suoi membri, personalità di spicco quali Camillo Benso di Cavour e Luigi Einaudi.

Dichiarazioni

Il presidente Pietro Piccarolo ha ricordato come - quando nacque -  tra gli scopi dell’Accademia ci fossero quelli di promuovere “a pubblico vantaggio la coltivazione dei terreni situati principalmente nei felici domini di sua maestà, secondo le regole opportune e convenevoli alla loro diversa natura”.

La lectio magistralis è stata tenuta da Amedeo Reyneri di Lagnasco, docente universitario di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, che si è soffermato sul rapporto tra agricoltura e ambiente, alla ricerca di un nuovo modello per il futuro.

 

 

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