Il Sistema Michela in Senato e a Torino

Inaugurata oggi a Palazzo Lascaris la mostra "Suoni, segni, parole: Antonio Michela e l'officina del linguaggio. 1815-2015". L'esposizione, già presentata in Senato nei mesi scorsi, ricorda i duecento anni dalla nascita di un illustre inventore di San Giorgio Canavese che brevettò un sistema meccanico semiautomatico per scrivere velocemente i resosconti delle sedute del Senato della Repubblica. Oggi lo stesso sistema è utilizzato anche per trascrivere gli interventi delle sedute del Consiglio regionale del Piemonte.

Erano presenti all'apertura della mostra: il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, l'assessore regionale al Personale, un deputato canavesano, il sindaco di San Giorgio Canavese, Massimo Martinelli consigliere del Servizio Resosconti del Senato, Fabio Angeloni stenografo capo dell'Ufficio Resoconti del Senato e Paolo Antonio Michela Zucco, discendente dell'inventore.

La prima macchina costruita da Antonio Michela nell’800, di proprietà del Comune di San Giorgio Canavese, costituisce il nucleo centrale della mostra allestita in Senato e alla camera dei Deputati insieme ad altri esemplari più recenti. “Nel prossimo mese di maggio 2016 a San Giorgio sarà allestito un museo multimediale sulle eccellenze della zona – ha detto il sindaco Zanusso – tra cui anche la varietà di Fagiolo Bianco che è stato recentemente nello spazio con l’astronauta Samantha Cristoforetti”.

Il cosiddetto “metodo Michela”, è un sistema di stenografia meccanica, ideato nel 1862 (brevettato nel 1878) da Antonio Michela Zucco, studioso del linguaggio e insegnante, nato a San Giorgio Canavese (To) nel 1815 e morto a Quassolo (To) nel 1886.

La macchina Michela è composta da due semitastiere speculari tra loro; ciascuna tastiera è composta da 10 tasti, 6 bianchi e 4 neri. Assomiglia ad un’ottava di pianoforte. Il suo uso è molto versatile perché si basa sui suoni e può quindi essere utilizzata per tutte le lingue, anche se richiede operatori appositamente formati. Ad ogni tasto è associato un segno grafico ed un preciso valore fonico. I segni grafici utilizzati in totale sono sei e si ripetono sulla tastiera secondo un preciso schema.

Nel 1881 la Michela fu adottata per la resocontazione stenografica dei lavori parlamentari del Senato, attività che è proseguita ininterrottamente fino ad oggi (la macchina Michela attuale è del tutto computerizzata e consente la trascrizione immediata ed in chiaro dei dibattiti). In Consiglio regionale a Torino è utilizzata dagli anni ’80 ed occupa ad oggi nove resocontiste.

Il Consiglio comunale di Torino fu probabilmente il primo organo collegiale ad avere un resoconto stenografico immediato della sua seduta del 20 gennaio 1879, in Francia il 24 febbraio 1881 era stata eseguita una dimostrazione nell'aula del Consiglio Municipale di Parigi.

Nel 1878 la macchina ottenne il brevetto italiano e nel 1879 quello statunitense. Alla grande Esposizione Universale di Parigi del 1878 le fu assegnata la medaglia d'argento. Nel 1881 vinse la medaglia d'oro alla Esposizione di Milano e nel 1884 a quella di Torino.

A Torino, presso gli uffici del Consiglio regionale del Piemonte, lavorano oggi 13 persone tra stenotipisti e revisori che trascrivono le sedute del Consiglio regionale e di alcune sedute delle Commissioni consiliari. 

Dichiarazioni

"L'utilizzo del Sistema Michela in Consiglio regionale - ha ricordato il presidente - è stato introdotto dal presidente Aldo Viglione nel 1985, che ne aveva molto apprezzato la velocità in Senato. Dal 1991 abbiamo assunto personale che già conosceva questa nuova tecnica. Oggi i nostri stenotipisti si occupano della resocontazione delle sedute dell'Assemblea legislativa e ci forniscono i testi in tempi strettissimi".

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