Consiglio Regionale del Piemonte

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La settimana in Commissione

I Commissione (Programmazione e Bilancio)

Disposizioni di riordino e di semplificazione dell’ordinamento regionale

La Prima Commissione, riunita il 2 maggio, ha svolto le prime determinazioni in merito al disegno di legge numero 210, “Disposizioni di riordino e di semplificazione dell’ordinamento regionale nonché norme di prima attuazione dell’articolo 21 della legge regionale 29 ottobre 2015, numero 23 (Riordino delle funzioni amministrative conferite alle province in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56)”.

In presenza dell’assessore competente, il provvedimento è stato incardinato e si è deciso che i soggetti interessati potranno inviare le loro considerazioni per la consultazione online, entro il prossimo 20 maggio. Vista la varietà di argomenti trattati dal disegno di legge, si è anche convenuto di inviare lettere di richiesta di consultazione, che chiedano pareri per le materie di interesse dei vari soggetti interpellati, ferma restando comunque la possibilità di valutare il provvedimento nel suo complesso.

A maggioranza, la prima Commissione ha poi licenziato la proposta di legge numero 20 “Attuazione dell'articolo 118, comma IV della Costituzione: norme per la promozione della cittadinanza umanitaria attiva”. Il Pd, nella dichiarazione di voto, ha precisato che il voto positivo è da leggersi come intenzione di portare in Aula la proposta, in modo da poterla discutere in quella sede, poiché l’iter in Commissione non poteva tecnicamente apportare alcuna modifica. In Consiglio, si valuteranno poi i singoli punti.

 

II Commissione (Pianificazione territoriale e Urbanistica)

Continua il dibattito sul nuovo Piano paesaggistico

La Seconda Commissione (Pianificazione territoriale) e la Quinta (Ambiente) hanno proseguito l’esame del Piano paesaggistico regionale adottato dalla Giunta lo scorso mese di maggio.

In particolare, i lavori hanno approfondito le osservazioni pervenute da diverse soggetti, tra i quali Enti locali e associazioni varie; in totale sono 228.

Il Piano paesaggistico regionale (Ppr), è uno strumento di valorizzazione del patrimonio paesaggistico, naturale e culturale piemontese, realizzato d’intesa con il Ministero dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo. La novità rispetto al Piano adottato nel 2009 è la ricognizione meticolosa dei beni e delle aree tutelate del Piemonte, oggetto anche di un fitto programma di consultazioni: 365 beni tutelati, più di 200 laghi, 1700 fiumi, torrenti e corsi d’acqua, 106 parchi e riserve, 90 zone di interesse archeologico, circa 460mila ettari di montagna, nonché ghiacciai, circhi glaciali e boschi. Il Piano è stato arricchito con i dati relativi ai perimetri dei beni paesaggistici di tutto il Piemonte, per la prima volta digitalizzati dagli uffici regionali e resi disponibili agli Enti locali. Un lavoro, nel complesso, enciclopedico, durato diversi anni e realizzato in Italia solo da poche altre Regioni.

Si tratta pertanto - come ha ribadito l’assessore regionale alla Programmazione territoriale e paesaggistica - di uno strumento importante, non solo per quanto riguarda la nuova disciplina dei beni paesaggistici, ma anche per il grado di approfondimento delle informazioni e delle indicazioni contenute nel Piano, rivolte alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio paesaggistico della nostra Regione, ma anche alla gestione delle trasformazioni, per fondare sulla qualità del paesaggio e dell’ambiente lo sviluppo sostenibile dell’intero territorio regionale.

 

III Commissione (Montagna e Turismo)

Al via il nuovo piano sul turismo piemontese

La Terza Commissione, nella seduta del 4 maggio, ha dato voto favorevole a maggioranza ai primi cinque articoli del disegno di legge numero 187 sulle "Nuove disposizioni in materia di organizzazione dell'attività di promozione, accoglienza e informazione turistica in Piemonte". In tutto, il provvedimento è costituito da 26 articoli.

Alla presenza dell’assessore competente è partito il dibattito e appunto la votazione dei primi articoli del provvedimento, per il quale si sono già svolte approfondite consultazioni con i soggetti interessati.

La seduta del 4 maggio ha registrato la presentazione di diversi emendamenti da parte del Movimento 5 stelle, oltre ad alcuni tecnici da parte della Giunta. Quelli del M5s, che non sono stati accolti, tendono in generale a evitare le competenze ritenute commerciali da parte di enti come le Atl, a non costituire l’osservatorio sul turismo, né il Dmo (Destination Management Organization) e probabilmente verranno riproposti in Aula.

 

IV Commissione (Sanità e assistenza)

La quarta Commissione questa settimana non si è riunita.

 

V Commissione (Tutela dell'ambiente e Protezione civile)

Nuova organizzazione dell'Arpa

Nel corso della riunione del 5 maggio è stata presentata in V Commissione (Ambiente) la riorganizzazione dell’agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa).

In rappresentanza della Giunta, l’assessore all’Ambiente che ha illustrato la nuova struttura della rete laboratoristica dell’Arpa.

I laboratori analisi presenti e operativi sul territorio sono passati nel corso del tempo da dieci, sorti su base sub/provinciale, a quattro, uno per ciascun quadrante.

Le sedi operative sono: Alessandria (suoli), Cuneo (biologia ambientale), Grugliasco (aeriformi, residui di contaminanti organici, microinquinanti, prodotti manifatturieri finali o intermedi) e Novara (rifiuti).

L’amministratore regionale ha confermato la volontà di incontrare sul territorio Enti locali e portatori di interesse che hanno formulato osservazioni, oltre che con lo specifico tavolo tecnico, al fine di conseguire al contempo un parere e un testo, che dovrà successivamente essere validato dal ministero.

Il direttore di Arpa Angelo Robotto ha illustrato le novità organizzative rispetto alle normative e alle precedenti esperienze iniziate nel 1993, anno di fondazione di Arpa.

Il progetto prevede, che si elevi e mantenga con continuità il livello qualitativo delle analisi effettuate, sia in termini di affidabilità dei dati prodotti sia in termini di flessibilità di risposta alle dinamiche ambientali.

Tale obiettivo richiede un percorso coordinato che permetta di accedere con tutti e quattro i laboratori della rete attraverso uno specifico accreditamento.

È stato evidenziato un significativo incremento di efficienza nell’anno 2015, sia riguardo al personale del comparto che per la dirigenza, passando rispettivamente da 159 a 130 unità e da 13 a 9 unità.

In conclusione sono intervenuti diversi commissari che hanno richiesto chiarimenti sulla operatività o meno di alcuni laboratori dismessi e sulle attività precedentemente svolte, che hanno subito pesanti ridimensionamenti, sia dal punto di vista territoriale che organizzativo.

I lavori di manutenzione per la ristrutturazione delle sedi dei laboratori ammontano a poco meno di 600mila euro. Tutti i laboratori si occuperanno dell’analisi delle acque del territorio di riferimento.

 

VI Commissione (Cultura e Istruzione)

Contributi regionali a enti e associazioni

La Commissione VI (Cultura) ha espresso parere positivo sul disegno di legge sulle nuove disposizioni per l’erogazione dei contributi regionali a enti, istituti, fondazioni e associazioni di rilievo regionale, norma che intende abrogare la precedente legge regionale n.49 del 1984.

Il disegno di legge prevede che la Giunta regionale istituisca, con propria deliberazione, la tabella degli enti in questione. Sono inoltre indicati i requisiti previsti per l’iscrizione nella tabella, fra cui aver svolto servizi e attività di rilevante valore scientifico e culturale da almeno 3 anni, disporre di una sede adeguata, possedere, conservare e valorizzare patrimoni bibliotecari, archivistici e documentali e garantire una larga utenza delle proprie iniziative, l’accessibilità pubblica al patrimonio posseduto e ai servizi culturali offerti.

La Giunta regionale, acquisito il parere vincolante della Commissione competente, approva entro tre anni i criteri per l’ammissione alla tabella degli enti e le modalità di accesso al contributo regionale.

La previsione del valore vincolante del parere della Commissione consiliare è frutto di un emendamento proposto dal Pd allo scopo di rafforzare il ruolo del Consiglio regionale.

È stato approvato anche un emendamento del gruppo M5S con il quale si precisa, fra i requisiti, che la necessità di disporre di una sede non rende obbligatoria la proprietà o il possesso della stessa da parte degli enti.

Sul documento devono ora esprimersi con un parere la Commissione Bilancio e la Commissione sulla qualità della normazione.