Consiglio Regionale del Piemonte

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Nuovi ospedali in Piemonte

Su richiesta delle opposizioni, il 26 aprile l’assessore alla Sanità ha svolto una comunicazione in Consiglio regionale sugli investimenti in edilizia sanitaria in Piemonte.

L’assessore ha premesso che “il fondo sanitario nazionale di 8 miliardi all’anno deve finanziare, nel tempo, non solo il funzionamento della sanità pubblica ma anche gli investimenti in edilizia sanitaria e in tecnologia. Per questa ragione, in questi mesi abbiamo messo in campo strumenti per una gestione più efficiente che, senza penalizzare i servizi, liberasse fondi da investire”. In particolare, l’assessore ha ricordato la manovra di contenimento della spesa farmaceutica attraverso la concorrenza tra aziende, la centralizzazione delle gare e la riorganizzazione delle strutture ospedaliere. “Abbiamo un patrimonio molto vecchio – ha sottolineato - e molti edifici ospedalieri sono in forte deficit, con strutture vecchie e antiquate e spese di gestione molto elevate. Se a questo aggiungiamo che un decreto del governo prevede il rientro per tutti gli ospedali in deficit – nel 2014 le Molinette, ad esempio, presentavano un disavanzo di 180 milioni, oggi fortemente ridotto – si comprende che dobbiamo affrontare il tema con scelte coraggiose”. 

L’assessore ha poi tracciato un quadro degli investimenti in atto, partendo dalla Città della Salute di Novara. “Abbiamo sbloccato una situazione ferma da anni – ha spiegato – il nucleo di valutazione nazionale ha dato parere favorevole, abbiamo ridefinito il quadro economico e, proprio lo scorso mese, abbiamo firmato l’accordo di programma con la Città di Novara e l’Asl. Completate le procedure di variante, ora si possono avviare le procedure per la gara d’appalto”. 320 milioni e 290 mila euro il costo previsto, finanziato in parte attraverso il partenariato pubblico privato.

Sul Parco della Salute di Torino, “abbiamo completato lo studio di fattibilità economico, frutto di un lavoro interno e preliminare a utilizzare le risorse statali che nessuno ha mai chiesto, oggi al vaglio del nucleo di valutazione nazionale. Abbiamo l’ambizione di organizzare in quella sede le complessità esistenti a Torino per realizzare un polo autorevole internazionale. Anche in questo caso il progetto, di circa 500 milioni di euro, sarà finanziato con la formula del partenariato pubblico-privato. L’intervento dei privati, però, che ammonta a circa 220, 230 milioni di euro, verrà finanziato attraverso i migliori costi gestionali, se si pensa che il canone stimato, intorno ai 26 milioni di euro all’anno, può essere rimborsato dalle economie delle spese di riscaldamento, gestione e manutenzione”.

L’assessore alla Sanità ha poi fornito il quadro relativo al nuovo ospedale all’interno dell’Asl 5 di Torino, dove l’indicazione per un unico presidio è emersa localmente dalle amministrazioni comunali e la cui localizzazione sarà decisa nei prossimi mesi partendo dai collegamenti e dalla fattibilità economica,  e all’ospedale unico del Verbano Cusio Ossola, dove le ammnistrazioni hanno  indicato il comune di Ornavasso, ma la scelta sarà compiuta dopo uno studio commissionato ad Arpa. L’assessore ha infine ricordato due questioni ancora aperte, quella dell’ospedale di Verduno, in provincia di Cuneo, su cui la Regione conferma i suoi impegni, e quella della struttura di Valle Belbo, nell’astigiano.”

“Con queste premesse – ha concluso -  possiamo guardare con serenità al quadro degli investimenti in edilizia sanitaria nel resto del Piemonte, al quale applicheremo il modello sperimentato per la Città della Salute di Novara e per quella di Torino”.

Critici con la relazione dell’assessore i consiglieri del Movimento 5 Stelle, che hanno ribadito la richiesta di poter discutere in Consiglio regionale una delibera con le indicazioni delle localizzazioni dei nuovi ospedali, le loro motivazioni tecniche ed economiche, i piani di riqualificazione energetica e le destinazioni degli edifici dismessi. Il gruppo ha inoltre evidenziato le criticità legate al partenariato pubblico privato e ha proposto una banca dati dell’edilizia sanitaria che evidenzi le inefficienza dal punto di vista sia energetico e sia organizzativo.

Critica anche Forza Italia, che ha sottolineato come l’ultima delibera sugli investimenti in edilizia sanitaria risalga al 2007 e che sitratta  di una competenza del Consiglio regionale.

Nel dibattito è infine intervenuto il presidente della Commissione Sanità, sottolineando la disponibilità della Commissione a proseguire il confronto su un tema così importante, e annunciando che il Partito Democratico presenterà un ordine del giorno per promuovere progetti sostenibili di edilizia sanitaria.