Consiglio Regionale del Piemonte

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Per l'anniversario della Liberazione

“La Libertà d’Italia è nata qui, su queste montagne”. Con queste parole il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dato il via, lunedì 25 aprile al Teatro civico di Varallo Sesia (Vc), alle celebrazioni nazionali per il 71° anniversario della Liberazione.

“Un’Italia devastata dalla guerra e sfregiata da vent’anni di dittatura - ha aggiunto - ha recuperato la propria libertà e il proprio onore grazie a persone convinte che l’uguaglianza e la cittadinanza, come integrazione civica e democratica, rappresentino la meta di un percorso irrinunciabile. La popolazione, stremata dal conflitto, guardava da tempo a un orizzonte di pace e di libertà ricco di speranze e di progresso. Un prezioso patrimonio da realizzare e sviluppare all’insegna dei valori democratici e della consapevolezza dell’appartenenza a un solo e unico genere: il genere umano. Su queste valli, con il sangue e per amore dell’Italia, è stata scritta la parola ‘libertà’. La storia di questi uomini e di queste donne testimoniano, ancor oggi, che si può dire no al cinismo e all’apatia e che esistono cause per cui vivere e lottare, a cominciare dalla pace, dalla verità e dalla libertà. Lottare per affermare questi valori è sempre scelta di Resistenza. Non possiamo accettare che ci siano sviluppo, libertà e pace soltanto per alcuni e non per altri. Una sfida che riguarda non solo l’Italia ma l’Europa e la sua storia comune”.

Fin dal primo mattino il centro della città, imbandierato di drappi tricolori, si è preparato ad accogliere il Presidente, che ha scelto di celebrare l’anniversario della Liberazione in Valsesia, culla della Resistenza e della prima Repubblica partigiana piemontese.

Prima del Presidente sono intervenuti il sindaco della città, i presidenti dell’Unione montana e della sezione Anpi di Varallo e Alta Valsesia e il direttore dell’Istituto per la Storia della Resistenza nel Biellese, Vercellese e Valsesia, che hanno ricostruito i giorni della libera Repubblica di Varallo, che per venti mesi si organizzò, visse e si difese “anticipando”  la nascita della democrazia che ancora era tutta da ricostruire nel resto d’Italia, e denunciato le nuove minacce all’uguaglianza e alla democrazia: il razzismo e la xenofobia che sembrano serpeggiare in Italia e in Europa.

All’evento hanno preso parte, con il presidente della Giunta regionale, alcune classi delle scuole elementari e medie di Varallo, che hanno accolto il Presidente intonando l’Inno nazionale e i partigiani del Vercellese con numerosi sindaci e autorità civili e militari.

Prima del discorso celebrativo al Teatro civico il Presidente - il terzo dopo Luigi Einaudi e Giovanni Leone, che nel 1973 insignì la Valsesia con la medaglia d’oro per la Resistenza, a recarsi in visita ufficiale all’ombra del Sacro Monte - ha deposto una corona d'alloro al “Muro dei fucilati”, al cimitero, in onore ai caduti. Nel pomeriggio si è recato al cimitero di Rassa, dove ha deposto una corona d'alloro sulla "Lapide dei caduti", e ha visitato il Sacro Monte.  
 

I fatti in breve

  • Il Presidente a Varallo Sesia per le celebrazioni ufficiali del 71° della Liberazione.
  • Ribadita l'importanza del Vercellese, culla della Resistenza e della prima Repubblica partigiana piemontese.
  • Con il presidente della Giunta regionale, i partigiani del Vercellese con numerosi sindaci e autorità civili e militari.