Riordino delle funzioni provinciali

L’Aula di Palazzo Lascaris, nella seduta di giovedì 21 aprile, ha approvato a maggioranza (Movimento 5 stelle e Forza Italia non hanno partecipato al voto), il testo che modifica la legge regionale n.23/2015 in materia di riordino delle funzioni amministrative provinciali ai sensi della legge “Delrio” n.56 del 2014.

“Il provvedimento interviene, dopo un primo periodo sperimentale di attuazione, per correggere e razionalizzare alcuni aspetti della legge n.23/2015 e per chiarirne altri relativi alla fase transitoria collegata ai procedimenti in corso”, ha spiegato il relatore di maggioranza illustrando il testo.

“La materia meritava un maggiore approfondimento in quanto non disponiamo di un quadro completo di come sia stata attuata la riforma dell’ottobre scorso ed è evidente che si tratti di una legge-tampone che sarà necessario rivedere in seguito agli esiti del referendum costituzionale”, ha dichiarato il relatore di minoranza.

“Il cambio di deleghe dalle Province alla Regione non ha fatto venire meno i servizi erogati ma la discussione su queste norme è avvenuta troppo in anticipo rispetto alla definizione del quadro nazionale”, è intervenuto un consigliere di Forza Italia. “Aldilà degli aspetti normativi sarà importante capire la situazione attuativa e mettere a sistema nel modo migliore possibile il personale che rimane alle Province”.

La legge approvata posticipa al 31 dicembre 2016 il termine previsto per la sottoscrizione delle intese fra Regione e province per lo svolgimento delle funzioni in forma associata.

In tema di energia è completata l’attribuzione di funzioni alle Province anche per le autorizzazioni alla distribuzione energetica, fatta eccezione per gasdotti ed oleodotti facenti parte delle reti energetiche nazionali o inseriti in obiettivi strategici definiti a livello regionale. Nei casi in cui le infrastrutture non siano totalmente ricomprese all'interno di una singola provincia, si stabilisce il criterio della prevalenza, privilegiando la forma della gestione singola.

Si prevede inoltre un’ampia collaborazione fra Regione e Province relativamente alla funzioni riallocate alla Regione dal 1 gennaio 2016 ma i cui procedimenti sono stati avviati entro il 31 dicembre 2015 dalle amministrazioni provinciali. In tali casi si dispone la possibilità da parte del personale riallocato in Regione a seguito del riordino di funzioni, non solo di compiere attività istruttorie o di supporto a favore degli uffici degli enti locali, ma anche di assumere i relativi provvedimenti a rilevanza esterna. Il suddetto personale opera a tal fine funzionalmente anche per l’ente locale con possibilità di coinvolgere il relativo bilancio. La disciplina degli atti compiuti rimane quella dell’ente locale surrogato e i relativi effetti giuridici si produrranno direttamente in capo all’ente sostituito, compreso il relativo contenzioso. In modo analogo alle Province, anche per i Comuni si stabilisce la titolarità dei procedimenti in materia di attività estrattive da essi avviati alla data del 31 dicembre 2015, mentre le funzioni di vigilanza su cave e torbiere sono esercitate da Province e Città metropolitana anche in relazione ai siti i cui procedimenti sono già stati avviati dai Comuni entro la medesima data.

 

I fatti in breve

  • Approvato il testo che modifica la legge sul riordino delle funzioni amministrative provinciali.
  • Proroga al 31/12/2016 per sottoscrivere le intese fra Regione e Province per la gestione associata.
  • Attribuita alle Province l’autorizzazione alla distribuzione energetica.

Dichiarazioni

Il provvedimento interviene, dopo un primo periodo sperimentale di attuazione, per correggere e razionalizzare alcuni aspetti della legge n.23/2015 e per chiarirne altri relativi alla fase transitoria collegata ai procedimenti in corso”, ha spiegato il relatore di maggioranza illustrando il testo.

La materia meritava un maggiore approfondimento in quanto non disponiamo di un quadro completo di come sia stata attuata la riforma dell’ottobre scorso ed è evidente che si tratti di una legge-tampone che sarà necessario rivedere in seguito agli esiti del referendum costituzionale”, ha dichiarato il relatore di minoranza.

Il cambio di deleghe dalle Province alla Regione non ha fatto venire meno i servizi erogati ma la discussione su queste norme è avvenuta troppo in anticipo rispetto alla definizione del quadro nazionale”, è intervenuto un consigliere di Forza Italia. “Aldilà degli aspetti normativi sarà importante capire la situazione attuativa e mettere a sistema nel modo migliore possibile il personale che rimane alle Province”.