Consiglio Regionale del Piemonte

Vai ai contenuti

La settimana in Commissione

I Commissione (Programmazione e Bilancio) 

Riordino delle funzioni conferite alle Province

La prima Commissione, nella seduta del 18 aprile, ha licenziato a maggioranza il Disegno di legge numero 206 "Modifiche alla legge regionale 29 ottobre 2015, n. 23: Riordino delle funzioni amministrative conferite alle province in attuazione della Legge 7 aprile 2014, n. 56".

Il provvedimento consta di cinque articoli, che vanno a modificare le funzioni provinciali e il 19 aprile verrà discusso nell’Aula del Consiglio regionale. Era presente l’assessore competente.

Il testo iniziale prevedeva che L'intesa fosse “sottoscritta dalla Regione e dalle province entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, previa approvazione da parte della Giunta regionale, acquisito il parere della commissione consiliare competente, e dei competenti organi delle province”. Con un emendamento di Giunta approvato nella seduta odierna, tale termine è stato fissato al 31 dicembre.

È stato anche approvato un emendamento del Movimento 5 Stelle che, per quanto riguarda la costruzione di oleodotti e gasdotti, prevede che alla competenza provinciale siano anteposti gli obiettivi strategici definiti a livello regionale.

gmonaco

 

II Commissione (Pianificazione territoriale e Urbanistica)

Diffusione in Piemonte della Banda ultra larga (Bul)

Le Commissioni II (Urbanistica e territorio) e III (Industria e lavoro) si sono riunite in seduta congiunta, il 20 aprile, per audire i rappresentanti della Fondazione Torino Wireless e ascoltare l'informativa dell'assessore regionale alle Infrastrutture in merito allo stato di attuazione del piano per la diffusione della Banda ultra larga (Bul).

Dopo aver precisato che i piani di diffusione della Bul, a livello comunitario e nazionale, si basano sugli obiettivi strategici contenuti nell'Agenda digitale europea per il 2020, i rappresentanti della Fondazione Torino Wireless hanno evidenziato quanto rimane da realizzare: un'infrastruttura backbone regionale, nodi di Internet exchange e dorsali in fibra ottica provinciali. 

L'accordo quadro Stato-Regioni, firmato nel febbraio scorso, stabilisce che l'intervento pubblico si occuperà delle zone cui non hanno interesse gli operatori privati attraverso fondi nazionali e regionali con un totale - per il Piemonte - di circa 284 milioni di euro, di cui 90 regionali. Occorrerà - a questo proposito - omogeneizzare i criteri di priorità indicati per i fondi europei con le logiche d'intervento funzionali all'attivazione dei servizi Bul. Si darà comunque priorità ai Comuni che hanno sottoscritto accordi e con Infratel e con il Ministero delle Infrastrutture.

La fase I prevede la progettazione e la realizzazione dell'infrastruttura passiva; la fase II la gestione, la manutenzione e la commercializzazione dell'infrastruttura passiva. Entrambe le fasi sono oggetto dell'accordo tra Ministero e Regione e potranno essere attuate mediante procedure di gara a livello regionale o pluriregionale.

L'assessore alle Infrastrutture ha invece evidenziato che è stata l'Ue a chiedere al Governo italiano un piano unitario nazionale per accedere ai finanziamenti e che l'accordo raggiunto in Conferenza Stato-Regioni con il Governo prevede che, se quanto stanziato si rivelerà insufficiente, si potrà attingere ai residui della delibera Cipe del luglio scorso. Per quanto riguarda le strutture in-house, inoltre, ogni Regione ha chiesto di coinvolgere le proprie, ma il Governo ha comunicato che tale scelta va notificata all'Ue come regime d'aiuto e vale per i soli fondi gestiti da Ministero e Infratel. I bandi - presumibilmente pluriregionali - li farà Infratel e la Regione avrà la garanzia che tutto il territorio sarà coperto. La preoccupazione fondamentale - ha confidato l'assessore, auspicando nuovi confronti con le Commissioni consiliari - è il fatto che si tratta di un lavoro estremamente complesso e che richiede diversi tipi di professionalità, specializzazioni e competenze e che l'Ue non chiede solo di posare fili di fibra ma di far sì che i cittadini si connettano realmente alla Rete e usufruiscano dei servizi approntati.

Diverse domande sono state poste da consiglieri dei gruppi Pd, M5S e FI.

ctagliani

 

III Commissione (Montagna e Turismo)

Confidi e nuovo assetto per Finpiemonte

"È emersa una sostanziale condivisione da parte degli auditi del progetto per una nuova Finpiemonte rispetto anche agli ordini del giorno approvati in tema dal Consiglio regionale. Come Commissione monitoreremo il percorso e gli impegni assunti con i documenti approvati". Con queste parole il presidente della III Commissione, Raffaele Gallo, ha sintetizzato, il 20 aprile, l'audizione delle associazioni economiche e di categoria, tenutasi nella Sala dei Morando, in merito al tema dei confidi e all'evoluzione degli assetti di Finpiemonte.

Alla consultazione ha partecipato anche l'assessore regionale alle Partecipate, Giuseppina De Santis.

Tutti i soggetti auditi hanno espresso il timore su possibili difficoltà che potessero sorgere in una nuova struttura con così ampie funzioni non sempre di facile armonizzazione. Si tratta di erogare contributi, garanzie e credito alle imprese, oltre a gestire fondi europei e fondi di terzi da parte di un intermediatore finanziario vigilato come previsto dal nuovo testo unico bancario. L'auspicio è stato quello di puntare sulla complementarietà ai soggetti che attualmente garantiscono il credito alle imprese per evitare la possibile competizione.

Secondo gli auditi, utilizzare risorse provenienti dai fondi rotativi di leggi per la promozione dei vari settori d'impresa, che oltretutto hanno dato buoni risultati, per capitalizzare Finpiemonte richiede una grande responsabilità per evitare che vengano a mancare le necessarie risorse per le imprese.

È stata anche sottolineata la necessità di un cambiamento di attenzione verso le piccole e piccolissime imprese che pur rappresentando il 96% delle aziende godono di meno del 20% del credito.

Tutti gli auditi e i consiglieri presenti hanno a più riprese citato quanto stabilito nell'ordine del n. 725 approvato all'unanimità nella seduta del 31 marzo e collegato al Bilancio di previsione finanziario 2016-2018. Non solo "promuovere l'operatività di Finpiemonte a sostegno della trasparenza del mercato attivando collaborazioni e partnership in una logica di sussidiarietà orizzontale con operatori privati, al fine di ottimizzare i rapporti delle imprese con il sistema del credito", ma anche l'impegno di "istituire presso Finpiemonte un apposito tavolo di monitoraggio e valutazione sull'attività di finanziamento rivolta al sistema delle imprese, al cui interno sia garantita la presenza di rappresentanti delle associazioni datoriali piemontesi".

abruno

 

IV Commissione (Sanità e assistenza)

Audizioni comitato salute mentale e clinica Sant'Anna

La Commissione Sanità ha svolto due audizioni nel pomeriggio del 21 aprile: il Comitato per la salute mentale in Piemonte per affrontare alcune criticità e a seguire la sindaca del Comune di Casale Monferrato Concetta Palazzetti e del primo firmatario della petizione popolare contro la chiusura delle attività interventistiche presso la clinica Sant'Anna, Giorgio Demezzi.
La portavoce del Comitato salute mentale, Laura Facchin, ha tracciato un breve quadro delle attività della realtà che coinvolge cittadini, associazioni, familiari dei pazienti e rappresentanti di organizzazioni professionali. Le attività del Comitato si muovono secondo alcuni criteri fondamentali: la persona al centro e non la malattia, priorità ai giovani e servizi orientati sui bisogni dei pazienti.
Dall'altra rappresentante presente, Carla Soldi, è arrivata la critica per i mancati incontri con l'assessorato su una tematica fondamentale per pazienti e famiglie.
Dopo gli interventi dei consiglieri Nino Boeti (Pd), Davide Bono (M5S), Gianluca Vignale (Fi), Marco Grimaldi (Sel) e Mario Giaccone (Chiamparino per il Piemonte), la portavoce Facchin ha messo l'accento sulla necessità di ripensare le comunità residenziali e di dislocare i fondi anche su domiciliarità, borse lavoro per i pazienti e reinserimento in società.

Sulla riconversione della Clinica Sant'Anna, il consigliere comunale Giorgio Demezzi, presentatore della petizione popolare che ha raccolto 7579 firme di cittadini del territorio, ha illustrato la posizione circa le ricadute della decisione sul sistema sanitario casalese: nessun miglioramento per l’ospedale, lunghissime liste di attesa fino a un anno per gli interventi ordinari.
Per la sindaca Palazzetti la clinica è una "tradizione" fin dagli anni Cinquanta per i cittadini casalesi, le decisioni sul Sant'Anna e i tagli portati all’ospedale hanno reso più bassa la qualità umana del rapporto con i cittadini. Sullo stesso ospedale, sempre secondo la sindaca, gravano confusioni sul bilancio e sull’organizzazione, problemi di spazio per la psichiatria e necessità di assunzioni medico-infermieristiche.
In conclusione di audizione, il presidente della Commissione Domenico Ravetti si è impegnato a garantire attenzione alle problematiche del casalese e proseguire il dibattito con tutti i soggetti del territorio.
Durante la seduta sono intervenuti i consiglieri Paolo Mighetti (M5S) e Massimo Berutti (Fi).

fmalagnino

 

V Commissione (Tutela dell'ambiente e Protezione civile)

La Commissione non si è riunita questa settimana.

 

VI Commissione (Cultura e Istruzione)

La Commissione non si è riunita questa settimana.