Consiglio Regionale del Piemonte

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Lavori in Commissione, 20 aprile

Confidi ed evoluzione degli assetti di Finpiemonte

"È emersa una sostanziale condivisione da parte degli auditi del progetto per una nuova Finpiemonte rispetto anche agli ordini del giorno approvati in tema dal Consiglio regionale. Come Commissione monitoreremo il percorso e gli impegni assunti con i documenti approvati".

Con queste parole il presidente della III Commissione, Raffaele Gallo, ha sintetizzato l'audizione delle associazioni economiche e di categoria, tenutasi nella Sala dei Morando, in merito al tema dei confidi e all'evoluzione degli assetti di Finpiemonte.

Alla consultazione ha partecipato anche l'assessore regionale alle Partecipate, Giuseppina De Santis.

Tutti i soggetti auditi hanno espresso il timore su possibili difficoltà che potessero sorgere in una nuova struttura con così ampie funzioni non sempre di facile armonizzazione.

Si tratta di erogare contributi, garanzie e credito alle imprese, oltre a gestire fondi europei e fondi di terzi da parte di un intermediatore finanziario vigilato come previsto dal nuovo testo unico bancario.

L'auspicio è stato quello di puntare sulla complementarietà ai soggetti che attualmente garantiscono il credito alle imprese per evitare la possibile competizione.

Secondo gli auditi, utilizzare risorse provenienti dai fondi rotativi di leggi per la promozione dei vari settori d'impresa, che oltretutto hanno dato buoni risultati, per capitalizzare Finpiemonte richiede una grande responsabilità per evitare che vengano a mancare le necessarie risorse per le imprese.

È stato anche sottolineata la necessità di un cambiamento di attenzione verso le piccole e piccolissime imprese che pur rappresentando il 96% delle aziende godono di meno del 20% del credito.

Tutti gli auditi e i consiglieri presenti hanno a più riprese citato quanto stabilito nell'ordine del n. 725 approvato all'unanimità nella seduta del 31 marzo e collegato al Bilancio di previsione finanziario 2016-2018. Non solo "promuovere l'operatività di Finpiemonte a sostegno della trasparenza del mercato attivando collaborazioni e partnership in una logica di sussidiarietà orizzontale con operatori privati, al fine di ottimizzare i rapporti delle imprese con il sistema del credito", ma anche l'impegno di "istituire presso Finpiemonte un apposito tavolo di monitoraggio e valutazione sull'attività di finanziamento rivolta al sistema delle imprese, al cui interno sia garantita la presenza di rappresentanti delle associazioni datoriali piemontesi".

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Diffusione in Piemonte della Banda ultra larga (Bul)

Le Commissioni II (Urbanistica e territorio) e III (Industria e lavoro) si sono riunite in seduta congiunta per audire i rappresentanti della Fondazione Torino Wireless e ascoltare l'informativa dell'assessore regionale alle Infrastrutture in merito allo stato di attuazione del piano per la diffusione della Banda ultra larga (Bul).

Dopo aver precisato che i piani di diffusione della Bul, a livello comunitario e nazionale, si basano sugli obiettivi strategici contenuti nell'Agenda digitale europea per il 2020, i rappresentanti della Fondazione Torino Wireless hanno evidenziato quanto rimane da realizzare: un'infrastruttura backbone regionale, nodi di Internet exchange e dorsali in fibra ottica provinciali. 

L'accordo quadro Stato-Regioni, firmato nel febbraio scorso, stabilisce che l'intervento pubblico si occuperà delle zone cui non hanno interesse gli operatori privati attraverso fondi nazionali e regionali con un totale - per il Piemonte - di circa 284 milioni di euro, di cui 90 regionali. Occorrerà - a questo proposito - omogeneizzare i criteri di priorità indicati per i fondi europei con le logiche d'intervento funzionali all'attivazione dei servizi Bul. Si darà comunque priorità ai Comuni che hanno sottoscritto accordi e con Infratel e con il Ministero delle Infrastrutture.

La fase I prevede la progettazione e la realizzazione dell'infrastruttura passiva; la fase II la gestione, la manutenzione e la commercializzazione dell'infrastruttura passiva. Entrambe le fasi sono oggetto dell'accordo tra Ministero e Regione e potranno essere attuate mediante procedure di gara a livello regionale o pluriregionale.

L'assessore alle Infrastrutture ha invece evidenziato che è stata l'Ue a chiedere al Governo italiano un piano unitario nazionale per accedere ai finanziamenti e che l'accordo raggiunto in Conferenza Stato-Regioni con il Governo prevede che, se quanto stanziato si rivelerà insufficiente, si potrà attingere ai residui della delibera Cipe del luglio scorso. Per quanto riguarda le strutture in-house, inoltre, ogni Regione ha chiesto di coinvolgere le proprie, ma il Governo ha comunicato che tale scelta va notificata all'Ue come regime d'aiuto e vale per i soli fondi gestiti da Ministero e Infratel. I bandi - presumibilmente pluriregionali - li farà Infratel e la Regione avrà la garanzia che tutto il territorio sarà coperto. La preoccupazione fondamentale - ha confidato l'assessore, auspicando nuovi confronti con le Commissioni consiliari - è il fatto che si tratta di un lavoro estremamente complesso e che richiede diversi tipi di professionalità, specializzazioni e competenze e che l'Ue non chiede solo di posare fili di fibra ma di far sì che i cittadini si connettano realmente alla Rete e usufruiscano dei servizi approntati.

Diverse domande sono state poste da consiglieri dei gruppi Pd, M5S e FI.

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