Consiglio Regionale del Piemonte

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Verso un'economia circolare

Una progettazione sostenibile e inclusiva che sia in grado di prevedere per ogni singola parte del ciclo di vita dei prodotti il contenimento degli scarti e, quando questi necessariamente si realizzano, la loro valorizzazione per non produrre rifiuti. Questo è il concetto di base del design sistemico e del progetto Retrace, presentato martedì 19 aprile, nella sala dei Morando di Palazzo Lascaris, durante un convegno organizzato dalla Consulta regionale europea e dal Dipartimento di architettura e design del Politecnico di Torino.

“Questo incontro rappresenta un primo passo concreto nell’applicazione di quanto previsto dal protocollo d’intesa firmato a fine 2015 fra la Consulta europea del Consiglio regionale e il Dipartimento di architettura e design del Politecnico per promuovere il design sistemico sul territorio”, ha affermato Daniela Ruffino, vicepresidente del Consiglio regionale con delega alla Consulta europea. “Dobbiamo coinvolgere tutta la società, gli enti, le imprese e soprattutto le nuove generazioni e sono certa che in Piemonte disponiamo delle competenze per affrontare al meglio la sfida della sostenibilità”.

Retrace rappresenta uno dei 64 progetti finanziati in tutta Europa dal programma europeo Interreg Europe che beneficerà di oltre 1,5 milioni di euro in 4 anni, con la partecipazione di partner pubblici e privati di Italia, Spagna, Francia, Slovenia e Romania. L’obiettivo è promuovere il design sistemico come metodo a supporto del passaggio delle politiche regionali all’economia circolare, in linea con le priorità definite dall’Unione europea sull’utilizzo efficiente delle risorse e per la promozione di una crescita sostenibile.

“L’intento è quello di attivare tutto il territorio superando i confini amministrativi per creare una rete virtuosa”, ha dichiarato Luigi Bistagnino, professore del Politecnico di Torino che ha costituito il gruppo di ricerca in design sistemico. “Non si tratta solo di fare il minor danno ambientale possibile, ma di cambiare approccio nel modo di produrre per arrivare a un miglioramento complessivo della qualità della vita”. Vincenzo Zezza, dirigente del settore Sistema universitario, diritto allo studio, ricerca e innovazione della Regione Piemonte, ha infine ricordato come la Regione abbia già reso operativa una misura di sostegno alle Pmi per innovare prodotti e processi verso la sostenibilità ambientale e ha inoltre citato i quattro poli di innovazione che si occupano di queste tematiche (tecnologie per l’ambiente, chimica verde, tecnologie agroindustriali e meccatronica), auspicando una loro attività di stimolo verso le imprese. Al convegno hanno preso parte anche varie aziende del settore industriale piemontese, dall’agroalimentare al meccanico con la presentazione di buone pratiche e sono stati illustrati progetti sviluppati in collaborazione con enti di ricerca territoriali.

 

I fatti in breve

  • Retrace rappresenta uno dei 64 progetti finanziati in tutta Europa dal programma europeo Interreg Europe.
  • Coinvolge cinque paesi europei e sancisce la collaborazione fra Regione Piemonte e Politecnico.
  • Applica i principi del design sistemico per avviare nuove politiche e pratiche virtuose.

Dichiarazioni

Questo incontro rappresenta un primo passo concreto nell’applicazione di quanto previsto dal protocollo d’intesa firmato a fine 2015 fra la Consulta europea del Consiglio regionale e il Dipartimento di architettura e design del Politecnico per promuovere il design sistemico sul territorio”, ha affermato Daniela Ruffino, vicepresidente del Consiglio regionale con delega alla Consulta europea. “Dobbiamo coinvolgere tutta la società, gli enti, le imprese e soprattutto le nuove generazioni e sono certa che in Piemonte disponiamo delle competenze per affrontare al meglio la sfida della sostenibilità”.

“L’intento è quello di attivare tutto il territorio superando i confini amministrativi per creare una rete virtuosa”, ha dichiarato Luigi Bistagnino, professore del Politecnico di Torino che ha costituito il gruppo di ricerca in design sistemico. “Non si tratta solo di fare il minor danno ambientale possibile, ma di cambiare approccio nel modo di produrre per arrivare a un miglioramento complessivo della qualità della vita”.