Consiglio Regionale del Piemonte

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La settimana in Commissione

I Commissione (Programmazione e Bilancio) 

La Commissione non si è riunita questa settimana.

 

II Commissione (Pianificazione territoriale e Urbanistica)

Osservazioni sul piano paesaggistico

In seconda Commissione, l’assessore all’Ambiente ha relazionato circa le osservazioni relative ai contenuti del catalogo dei beni paesaggistici, prima parte (beni paesaggistici ex articoli 136 e 157 del codice dei beni culturali e del paesaggio), del piano paesaggistico regionale adottato con deliberazione della Giunta regionale n. 20-1442 del 18 maggio 2015.

Le osservazioni sono pervenute da Comuni, da Enti e da privati, in merito ai beni paesaggistici dichiarati di notevole interesse pubblico. I soggetti interessati sono oltre 340 e gli ambiti di riposta circa 1.100.

I 95 contributi inerenti agli immobili e aree individuati con apposita Dichiarazione di notevole interesse pubblico vertono prevalentemente su due temi: le ricadute delle prescrizioni in salvaguardia sui territori interessati e la definizione dei perimetri dei beni stessi. Di seguito sono elencate alcune delle osservazioni ricorrenti rispetto alle problematiche citate.

Richiesta di chiarimenti e di modifiche riguardo alle prescrizioni specifiche per i beni tutelati ai sensi dell'art. 136 del Codice e sul rapporto fra le prescrizioni d'uso e le previsioni degli strumenti urbanistici vigenti (Schede del Catalogo - Prima parte)

- Si richiede di chiarire meglio diverse prescrizioni d’uso relative ai beni, mediante l’introduzione di formulazioni inequivocabili.

- Si richiede di rivedere le prescrizioni più restrittive, ad esempio in merito alla possibilità di realizzare interventi funzionali alla qualificazione e al potenziamento dell'offerta sciistica e turistica nei comprensori sciistici e alla possibilità di attuare interventi di demolizione e ricostruzione nei centri storici. Inoltre si richiede di modificare la prescrizione relativa alla salvaguardia delle aree libere poste a contorno delle borgate, o in relazione visiva con beni di interesse culturale.

- Si richiede di inserire all’interno del Catalogo dei beni paesaggistici un quadro sinottico complessivo, ordinato per Comune, contenente tutti i riferimenti a vincoli, ambiti e componenti individuati dal Ppr, comprese le informazioni riportate negli Elenchi delle componenti e delle unità di paesaggio.

- Si richiedono chiarimenti circa la possibilità di consentire l'attuazione delle aree già individuate dagli strumenti urbanistici vigenti o in itinere, in contrasto con le prescrizioni specifiche contenute nelle schede dei Catalogo.

 Richiesta di modifiche ai perimetri dei beni tutelati ai sensi dell'art. 136 del Codice sia in riduzione sia in ampliamento

- Si richiede di rivedere la perimetrazione di alcuni beni, sia in relazione a presunti errori commessi nella fase di ricognizione, sia perché si ritengono alcuni territori non più meritevoli di tutela, in particolare con riferimento ai cosiddetti “galassini”.

- Si propongono, all’opposto, ampliamenti dei perimetri dei beni stessi, finalizzati a garantire una maggiore tutela ad alcune aree ritenute di notevole valenza paesaggistica.

Durante il periodo di pubblicazione del Piano paesaggistico regionale, sono pervenute numerose osservazioni sulle prescrizioni d’uso dei beni paesaggistici, in particolare relative alla richiesta di chiarimenti sull’applicazione della normativa e sul regime di salvaguardia.

In generale, i temi affrontati dalle osservazioni riguardano il perimetro beni paesaggistici, i centri e nuclei storici, i nuovi insediamenti produttivi/commerciali/artigianali, il potenziamento dei comprensori sciistici, la tutela delle visuali, le attrezzature e i nuovi edifici agricoli nelle Aree Unesco, la definizione delle borgate, le strade bianche e la viabilità secondaria , i nuovi impianti tecnologici. 

III Commissione (Montagna e Turismo)

La Commissione non si è riunita questa settimana.

 

IV Commissione (Sanità e assistenza)

La Commissione non si è riunita questa settimana.

 

V Commissione (Tutela dell'ambiente e Protezione civile)

Nuovi depositi nel sito Eurex di Saluggia (Vc)

Nel corso della V Commissione (Tutela dell’ambiente e Protezione civile), l’assessore compente ha risposto all’interrogazione presentata da un consigliere del gruppo Sel, in merito alla possibilità di costruzione di nuovi depositi nel sito Eurex di Saluggia (Vc).

Al termine delle operazioni di svuotamento e bonifica della piscina di stoccaggio di elementi combustibili nucleari irraggiati - ha spiegato l’assessore - sono stati rimossi componenti obsoleti e sedimenti contaminati presenti, oltre al complesso trattamento di purificazione del materiale rilasciato nella Dora, per salvaguardare la salute della popolazione residente.

Nel dicembre 2014 è stata poi trasmessa, a Ministero dello Sviluppo economico, Regione Piemonte ed Enti competenti, l’istanza di disattivazione dell’impianto Eurex.

È così previsto che le attività di decommissioning terminino presumibilmente fra il 2028 e il 2032. Raggiunta questa fase, i rifiuti radioattivi, già stoccati nei depositi temporanei del sito, saranno pronti per essere trasferiti al Deposito nazionale, come per legge.

In particolare, l’interrogazione presentata fa riferimento alla possibilità di costruzione di nuovi edifici da utilizzare come depositi nucleari, in evidente contrasto con quanto riportato dal Piano regolatore del Comune di Saluggia.

L’assessore ha sottolineato come la Regione sia sempre stata parte attiva nel pervenire alla definitiva disattivazione degli impianti nucleari. Gli interventi attuati prevedono, per quanto riguarda la gestione dei rifiuti radioattivi, caratterizzazione, trattamento e condizionamento oltre a stoccaggio temporaneo e relativo trasferimento.

È stato precisato inoltre che la presenza di depositi provvisori, costruiti tenendo conto dei più restrittivi criteri disponibili al momento della realizzazione, è una condizione imprescindibile per effettuare le attività di disattivazione.

La seduta è proseguita con l’esame di alcuni emendamenti alla proposta di legge in materia di pianificazione comunale delle opere di manutenzione del territorio. L’obiettivo è quello di disciplinare i rapporti tra enti pubblici competenti, proprietari di sedimi in aree con criticità idrogeologica, aziende agricole e imprese operanti nel settore della silvicoltura.

Contestato, da parte della minoranza, l’iter deliberato dalla Giunta per l’esecuzione dei piani comunali, con particolare riferimento all’utilità di questi ultimi sulle piccole realtà cittadine, è stato proposto e accordato un tavolo di lavoro, che si riunirà nelle prossime sedute, per valutare un testo condiviso.

 

VI Commissione (Cultura e Istruzione)

Consultazioni per i finanziamenti agli enti culturali

In Sesta Commissione, nella seduta del 7 aprile, si sono svolte le Consultazioni in merito al DDL n. 199 “Nuove disposizioni per l’erogazione di contributi ad enti, istituti, fondazioni e associazioni di rilievo regionale. Abrogazione della legge regionale 3 settembre 1984, n.49 (Norme per l’erogazione di contributi regionali ad enti, istituti, fondazioni e associazioni di rilievo regionale), presentato dalla Giunta regionale.  

Hanno partecipato i rappresentanti di molti enti interessati. Il primo intervento, della Deputazione Subalpina, ha sottolineato un totale apprezzamento nei confronti del nuovo testo, che permetterà di fare sistema tra i vari istituti e che favorirà la collaborazione tra essi. Il rappresentante del Centro Pannunzio, invece, ha criticato l’assenza di criteri nelle nuove disposizioni e il rimando per la definizione degli stessi alla Giunta regionale. In questo modo, a suo avviso, si mette in discussione il pluralismo associativo, rischiando di favorire istituti, fondazioni e associazioni politicamente vicini all’esecutivo di turno.  Il Centro per la documentazione dell’industria tessile Biellese ha chiesto che nei criteri venga valutata la presenza di personale assunto, così come l’Associazione istituti bibliotecari. Il Centro Pannunzio ha invece domandato di non sottovalutare il lavoro volontario nelle associazioni. Tra le domande fatte dai Commissari, il Pd ha chiesto ai presenti se per ovviare alla possibile mancanza di pluralismo, non fosse da introdurre il parere vincolante da parte della Commissione consiliare, per la definizione dei criteri per i finanziamenti. L’idea ha trovato un generale consenso.