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Il terrorismo e la memoria

Ripensare al terrorismo di ieri per ridare sensibilità alle coscienze oggi: si può sintetizzare così la ragione che ha motivato la pubblicazione degli atti del dibattito svoltosi il 15 giugno 2015 nell’Aula del consiglio regionale del Piemonte in occasione della presentazione del  libro “Pronto qui Prima linea”di Michele Ruggiero e Mario Renosio.

L’evento, svoltosi giovedì 7 aprile in Sala Viglione a Palazzo Lascaris, è stato organizzato dal Consiglio regionale del Piemonte - Comitato Resistenza e Costituzione: sono intervenuti, oltre al presidente del Comitato, il curatore del volume, il giornalista Rai Ruggiero, e Carole Jane Beebe, vedova di Ezio Tarantelli, economista ucciso dalle Brigate Rosse nel 1985, che aveva curato la postfazione. 

La presentazione degli atti ha costituito un ulteriore spunto per affrontare delicate domande: quando apparve il terrorismo in Italia? Quando comparve la violenza organizzata elevata e giustificata a confronto politico sotto altre forme? Domande ineludibili specie per i più giovani che – come ha messo in evidenza Beebe Tarantelli - dai programmi scolastici poco ricevono per colmare le lacune sulla storia recente del nostro Paese e poco possono trarre dalle famiglie i cui ricordi sono oramai sbiaditi.

“Ricostruire quegli anni, le tragedie che vi si consumarono, invece, è essenziale per dare piena consapevolezza di quanto dura e dolorosa sia stata la lotta per difendere le istituzioni e la democrazia dagli attacchi del terrorismo e darne memoria è condizione per scongiurare che lutti e sofferenze di allora possano ritornare” ha ribadito Ruggiero.

Il Comitato Resistenza e Costituzione nacque nel 1976 con l’obiettivo di riaffermare i valori e gli ideali della lotta di Liberazione. Ma in quel momento la nascita del Comitato aveva anche l’obiettivo di rafforzare il senso dello Stato, la sua forza basata sulla democrazia e sul coraggio di quegli uomini, magistrati e forze dell’ordine soprattutto, che quella democrazia avevano il compito di difendere anche a costo della propria vita. Il Consiglio regionale di allora - presieduto da Dino Sanlorenzo - era convinto che il terrorismo andasse sconfitto anche sul piano politico, morale, culturale e ideale; che fosse cioè necessaria la mobilitazione delle coscienze. E fu decisiva la mobilitazione democratica degli uomini e delle istituzioni – come ha ricordato  il vicepresidente del Consiglio regionale, oggi alla guida di quel Comitato - per far fronte a un nemico della democrazia, il terrorismo, che feriva e uccideva uomini innocenti responsabili soltanto di lavorare in una azienda in crisi, giornalisti, poliziotti che facevano il loro dovere, magistrati coraggiosi con la schiena dritta sull’altare della giustizia.

Putroppo, seppur con connotazione molto diverse da allora, gli attentati terroristici - come quelli di Parigi e Bruxelles - ripropongono un drammatico ritorno alla memoria degli “anni di piombo”. 

 

mbocchio

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I fatti in breve

  • Ripensare al terrorismo di ieri per ridare sensibilità alle coscienze oggi: si può sintetizzare così la ragione che ha motivato la pubblicazione degli atti del dibattito svoltosi il 15 giugno 2015 nell’Aula del consiglio regionale del Piemonte in occasione della presentazione del  libro “Pronto qui Prima linea”di Michele Ruggiero e Mario Renosio.
  • L’evento, svoltosi giovedì 7 aprile in Sala Viglione a Palazzo Lascaris, è stato organizzato dal Consiglio regionale del Piemonte - Comitato Resistenza e Costituzione: sono intervenuti, oltre al presidente del Comitato, il curatore del volume, il giornalista Rai Ruggiero, e Carole Jane Beebe, vedova di Ezio Tarantelli, economista ucciso dalle Brigate Rosse nel 1985, che aveva curato la postfazione. 

Dichiarazioni

“Ricostruire quegli anni, le tragedie che vi si consumarono, invece, è essenziale per dare piena consapevolezza di quanto dura e dolorosa sia stata la lotta per difendere le istituzioni e la democrazia dagli attacchi del terrorismo e darne memoria è condizione per scongiurare che lutti e sofferenze di allora possano ritornare” ha affermato Michele Ruggiero.

La presentazione degli atti ha costituito un ulteriore spunto per affrontare delicate domande: quando apparve il terrorismo in Italia? Quando comparve la violenza organizzata elevata e giustificata a confronto politico sotto altre forme? Domande ineludibili specie per i più giovani che – come ha messo in evidenza Beebe Tarantelli - dai programmi scolastici poco ricevono per colmare le lacune sulla storia recente del nostro Paese e poco possono trarre dalle famiglie i cui ricordi sono oramai sbiaditi.

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